HomeMacchineTrattori Traxor al debutto in Argentina: affidabilità meccanica e assistenza locale le carte vincenti Trattori Traxor al debutto in Argentina: affidabilità meccanica e assistenza locale le carte vincenti Macchine , Trattori 08/04/2026 - meccagri Un agguerrito competitor ha fatto di recente il suo ingresso nell’affollato mercato argentino dei trattori. Si tratta di Traxor, il cui debutto ufficiale avvenuto lo scorso marzo in occasione della rassegna Expoagro ha assunto da subito dei contorni ben precisi: non abbiamo a che fare infatti con l’avventura di un nuovo attore isolato, ma il risultato di una sinergia strategica tra due pesi massimi del settore meccanico-agricolo argentino. COMPONENTISTICA DI COLLAUDATA ORIGINE CINESE ASSEMBLATA IN ARGENTINA Da un lato troviamo Ombú, un pilastro dell’industria metalmeccanica nazionale con sede a Las Parejas, nella provincia di Santa Fe specializzata in attrezzature per il raccolto e la semina e per il trasporto. Dall’altro, MB Maquinarias, azienda di Entre Ríos che funge da cuore operativo del brand: è qui che l’ingegneria internazionale viene declinata sulle esigenze locali attraverso un accurato processo di assemblaggio di componentistica di collaudata origine cinese (, con il supporto di una rete di oltre 40 concessionari e un centro ricambi centralizzato per garantire l’assistenza post-vendita. Questa unione permette a Traxor di presentarsi al mercato con una promessa chiara: la convenienza della tecnologia globale supportata dalla certezza della presenza industriale argentina. UNA GAMMA VARIEGATA: DAI COMPATTI ALL’AMMIRAGLIA DA 260 CV Traxor TRX 80 La proposta di Traxor, accompagnata dal claim “Llegó una nueva potencia al campo argentino” si compone di 10 modelli che coprono la fascia di potenza da 50 a 260 cavalli. In apertura della gamma il segmento Light & Utility formato dai modelli TRX50 (50 CV) e TRX80 (80 CV) che, ideali per la zootecnia e i lavori leggeri, puntano sulla semplicità meccanica. Montano motori Yandong 4 cilindri da 3.300 cc, trasmissione meccanica con inversore (Shuttle Shift) da 8+8 o 12+12 marce, e impianto idraulico con sistema a centro aperto e portata di 38/48 litri al minuto. Traxor TRX 115 Fanno parte del segmento Medium i modelli TRX 100, 115 e 130 – provvisti di motori YTO (4 o 6 cilindri, a seconda della versione) con cilindrate fino a 7.700 cc, trasmissioni 12+12 con ingranaggi elicoidali o 16+8 sincronizzate – e i modelli TRX 150 e 180 – provvisti di motori YTO 6 cilindri da 7.130 cc con pompa d’iniezione lineare, trasmissioni sincronizzata 24+8 (o 24+24 in alcune configurazioni). POTENZA “VECCHIA SCUOLA” Traxor TRX 260 Per finire, il segmento High Power composto dai modelli TRX200, TRX220 e TRX260, top di gamma progettati per le grandi estensioni e le condizioni operative locali più impegnative ed equipaggiati con motori Yuchai. In particolare l’ammiraglia TRX 260 monta un motore Yuchai 6 cilindri Turbo-intercooler da 7.200 cc, un motore “vecchia scuola” caratterizzato da grande cilindrata per ottenere potenza senza stressare troppo i componenti. La conformità è National III (simile a un Tier 3), il che significa meno filtri e niente AdBlue, rendendolo estremamente semplice da riparare in campo. La trasmissione TG32 è sincronizzata con 32 marce avanti e 32 retro – un cambio puramente meccanico, robusto e affidabile, per il quale è però richiesto che l’operatore usi la frizione e la leva per ogni cambio gamma. Un gradino più in altro si colloca l’impianto idraulico con sistema a centro chiuso e significativa portata di 130 litri/minuto e 4 uscite idrauliche. Sintetizzando, la strategia messa in campo da Traxor a Expoagro è stata quella di proporsi come un’alternativa completa per l’agricoltore che cerca affidabilità meccanica (la presenza di motori National III, che equivale a meno filtri e niente AdBlue, rende peraltro questi trattori estremamente semplici da riparare in campo) e assistenza locale, puntando oltre che sul prodotto su quella sicurezza post-vendita che spesso manca ai prodotti d’importazione pura. PREZZI COMPETITIVI E STRATEGIE FINANZIARIE Un ulteriore punto di forza va individuato nel prezzo estremamente competitivo, che si posiziona mediamente un 20-30% al di sotto dei marchi “premium” tradizionali, pur offrendo una meccanica solida e cabine full-optional. Per giunta, Il debutto di Traxor è stato accompagnato da accordi aggressivi con i principali istituti bancari argentini, sfruttando la spinta del governo per rinnovare il parco macchine nazionale. Da tener presente in proposito che l’assemblaggio in loco permette al marchio di essere considerato (almeno in parte) un prodotto nazionale, accedendo a crediti d’imposta e finanziamenti agevolati (come quelli del Banco Nación) che i competitor puramente d’importazione non hanno. Traxor ha inoltre introdotto formule di pagamento flessibile, come la consegna con un anticipo del 30% e il saldo rimanente attraverso la consegna di cereali o assegni a scadenze stagionali coincidenti con il raccolto, una modalità molto apprezzata dai produttori locali per non intaccare il flusso di cassa. Ti potrebbe interessare >>> Argentina, macchine agricole tra luci e ombre: il boom delle mietitrebbie e l’allarme “import” cinese L’EUROPA FUORI PER IL MOMENTO DALLE PROSPETTIVE FUTURE Sebbene al momento i trattori Traxor siano disponibili solo sul mercato argentino, in futuro si prevede una potenziale espansione regionale in altri Paesi sudamericani. Appare invece poco probabile che questi trattori possano farsi strada in Europa dal momento che i vincoli della normativa Stage V richiederebbero l’adozione di sistemi SCR (AdBlue) e DPF (filtro antiparticolato) che farebbero lievitare i costi di produzione, annullando parte del vantaggio competitivo del marchio basato sulla semplicità meccanica e sul prezzo contenuto. © Meccagri – riproduzione riservata Fonte immagini: Traxor Tractores. Argentina | Trattori | Traxor