HomeMercatiTurchia 2025: il mercato dei trattori al bivio tra crisi interna e ambizioni globali Turchia 2025: il mercato dei trattori al bivio tra crisi interna e ambizioni globali Mercati 19/03/2026 - Barbara Mengozzi Il quadro che emerge per il settore dei trattori in Turchia è di forte criticità: il 2025 si è chiuso come un “anno d’attesa”, ma l’inizio del 2026 è ancora segnato da una pesante contrazione del mercato interno. BILANCIO 2025: UN ANNO DI FORTE CONTRAZIONE Il 2025 è stato caratterizzato da una drastica riduzione sia della produzione sia delle immatricolazioni. Stando ai dati diffusi da Tarmakbir, l’associazione turca dei costruttori di macchine e attrezzature per l’agricoltura, nel suo “Türk Tarim Makinalari Endüstrisi Aylik Traktör Istatistikleri Raporu” (Agricultural Machinery Statistical Bulletin), nel periodo gennaio-dicembre 2025 sono stati immatricolati in Turchia 40.501 trattori, in calo del 36,3% rispetto alle 63.546 unità dell’anno precedente. Confrontando il dato con quelli degli ultimi 5 anni, si registra una variazione negativa pari al 36,8%. LE RAGIONI DEL DECLINO: L’IMPATTI DEI TASSI E L’INCERTEZZA ECONOMICA Konya Agriculture Fair edizione 2025 Diversi fattori concomitanti hanno frenato il mercato turco, creando una “tempesta perfetta” per gli agricoltori:: Costi di finanziamento e accesso al credito: gli elevati tassi di interesse e le condizioni restrittive per i prestiti agricoli hanno di fatto bloccato gli investimenti. Indebolimento del potere d’acquisto: l’inflazione galoppante ha eroso la redditività delle aziende agricole, costringendole a rimandare il rinnovo del parco macchine. Adeguamento normativo: l’introduzione di nuovi standard sulle emissioni ha comportato un aumento dei listini, rendendo le macchine meno accessibili in un momento di scarsa liquidità. Incertezza economica: un clima generale di instabilità ha portato gli investitori professionali a congelare il rinnovo delle flotte Ti potrebbe interessare >>> Turchia: terminata la corsa, nel 2024 il trattore è andato in panne BRAND A CONFRONTO: CHI VINCE E CHI PERDE NELLA TEMPESTA Il rimescolamento delle quote di mercato a fine 2025 e l’avvio shock del 2026 evidenziano come la crisi non abbia colpito tutti allo stesso modo. Mentre i volumi complessivi crollano, si assiste a una vera e propria ridistribuzione dei pesi specifici. TÜRKTRAKTÖR, LA FRENATA DEL LEADER TürkTraktör – Stabilimento di Erenler TürkTraktör – la joint venture tra CNH Industrial e Koç Holding, il più grande gruppo industriale della Turchia – ha prodotto lo scorso anno 25.833 trattori. Sebbene questo dato rappresenti un calo del 41% rispetto all’anno precedente, il 60% della produzione totale di trattori in Turchia proviene dagli stabilimenti di Türk Traktör. NEW HOLLAND, IN FORTE CONTRAZIONE, RIESCE A MANTENERE LA LEADERSHIP, SCENDE AL SESTO POSTO CASE IH New Holland a Konya Agriculture Fair 2025 Sempre lo scorso anno 15.577 unità del totale prodotto sono state collocate sul mercato interno dove TürkTraktör, forte di una quota di mercato complessiva – con i suoi due marchi New Holland e Case IH – del 38,4% ha mantenuto per il 19esimo anno consecutivo la propria leadership. In dettaglio, il brand New Holland si è classificato al primo posto nel 2025 con 12.426 unità immatricolate, mentre Case IH ha dovuto accontentarsi del sesto posto con 3.144 unità. New Holland a Konya Agriculture Fair 2025 Emblematici per un’analisi del trend di mercato i dati delle immatricolazioni del mese di dicembre: con sole 811 unità immatricolate, New Holland ha subito una flessione del 45,3% rispetto a dicembre 2024 e un pesantissimo -54,2% rispetto al 2023. La sua quota di mercato mensile è scesa al 19,5%, ben lontana dal 35,2% registrato nel 2023. Un andamento simile per Case IH, che a dicembre 2025 si è fermata a 222 unità immatricolate, pari a un calo del -52,7% sull’anno precedente e una quota di mercato che si è contratta al 5,3%.. TÜRK TRAKTÖR PUNTA SULL’EXPORT PER COMPENSARE IL CROLLO INTERNO Tornando a Türk Traktör sul fronte dell’export, il suo volume delle esportazioni è diminuito nel 2025 del 12% rispetto al 2024, attestandosi a 11.023 unità. Nonostante questo calo, l’azienda da sola ha rappresentato il 72% delle esportazioni totali di trattori della Turchia. E proprio l’export sta diventando sempre di più il fulcro della strategia di Türk Traktör per compensare il crollo interno. Il sito di Ankara è diventato infatti un hub globale per i modelli di piccola e media potenza e la strategia “oltre confine” si basa sull’essere il centro produttivo a basso costo ma ad alta tecnologia per CNH, puntando forte sull’agricoltura di precisione e sui motori Stage V per i mercati europei e nordamericani. TürkTraktör – Stabilimento di Erenler Secondo i dati finanziari del 2025, TürkTraktör ha generato un fatturato totale di 53 miliardi e 837 milioni di lire turche, in calo del 39% rispetto agli 87 miliardi e 658 milioni di lire turche di fatturato registrati nel 2024. Analizzando la ripartizione del fatturato, le vendite sul mercato interno sono ammontate a 36 miliardi e 741 milioni di lire turche, mentre i ricavi da esportazione hanno raggiunto i 17 miliardi e 96 milioni di lire turche. REDDITIVITÀ OPERATIVA IN NETTO CALO Per finire, si è inoltre registrato un calo significativo della redditività operativa. L’EBITDA è diminuito del 61% nel 2025 rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4 miliardi e 956 milioni di lire turche. L’utile netto della società per il periodo è diminuito del 94%, passando da 7 miliardi e 514 milioni di lire turche nel 2024 a 455 milioni di lire turche. LA RESILIENZA DI MASSEY FERGUSON VALE IL SECONDO POSTO Sul secondo gradino del podio della classifica delle immatricolazioni di trattori per brand relativa al 2025 troviamo Massey Ferguson che, con 4.314 unità immatricolate, ha dato prova di una grande resilienza confermandosi uno dei marchi preferiti nel segmento dei trattori a due ruote motrici (2WD), apprezzati per la loro semplicità e costi di manutenzione ridotti. Nel mese di dicembre, pur registrando una flessione in termini di unità (677 rispetto alle 866 del 2024), ha visto la propria quota di mercato salire al 16,3%, diventando di fatto il secondo player del mese e confermando questo piazzamento per l’intero anno (era terza nel 2024). Da segnalare in questo contesto l’accordo firmato nel febbraio dello scorso anno che prevede la produzione da parte di SDF di trattori a marchio Massey Ferguson di potenza medio-bassa (fino a 85 CV) a partire da metà 2025; una partnership strategica con la quale il gruppo AGCO mira a rafforzare la propria presenza nel segmento utility a livello globale utilizzando le capacità produttive di SDF. Ti potrebbe interessare >>> Massey Ferguson MF 2700 e MF 3700: presentati in Turchia i trattori nati dalla partnership con SDF DEUTZ-FAHR, LA TENUTA DELLO SPECIALISTA Il terzo posto in classifica è appannaggio di Deutz-Fahr, brand del gruppo italiano SDF proprietario in Turchia dello stabilimento di Bandirma che nel corso degli anni, dopo l’acquisizione nel 2014 del 100% delle attività del gruppo turco Sahsuvaroglu, con il quale era in atto una joint venture, ha assunto il ruolo di centro di eccellenza per la progettazione e produzione di trattori della multinazionale di Treviglio tra 45 a 130 CV. Si è passati così dai 36 milioni di euro di fatturato generati nel 2019 dal mercato turco, agli oltre 300 milioni di euro del 2024. Con il 9,5% di quota di mercato a dicembre 2025 Deutz-Fahr ha dimostrato una tenuta sorprendente, soprattutto nel segmento delle macchine specializzate, settore che sembra meno sensibile alla crisi rispetto alle macchine da pieno campo. BAŞAK TRACTOR, IL PLAYER PIÙ DINAMICO E AGGRESSIVO NEL 2025 Alle spalle di Deutz-Fahr troviamo Başak Tractor – attualmente parte del Gruppo Asko Holding, una delle principali realtà industriali turche che nel 2023 ha acquisito l’azienda Bühler Industries (Canada), detentrice dei marchi Versatile e Farm King – protagonista di un vero e proprio exploit che le ha fatto guadagnare ben quattro posizioni nell’anno (nel 2024 occupava il settimo posto). Basti dire che nel mese di dicembre con 653 trattori immatricolati ha quasi pareggiato i volumi del 2024 (che erano 662), perdendo solo l’1,3% in un mercato calato del 35,8%. Questo le ha permesso di triplicare quasi la sua quota di mercato, passando dal 5,5% del 2024 al 15,7% di fine 2025. Başak Tractor ad Agritechnica 2025 Trova conferma nelle due brillanti performance sopra esposte la considerazione fatta dagli analisti di come in una fase di forte contrazione, i marchi con una forte identità locale (come Başak) o con una percezione di affidabilità specifica (come Massey Ferguson) siano riusciti a erodere quote ai leader storici, che sembrano aver pagato il prezzo più alto della restrizione del credito e del calo degli investimenti. TÜMOSAN, LA TENUTA DEL PRODOTTO “MADE IN TURKEY” Chiede la Top Five per marchi Tümosan, nata nel 1976 a Konya come azienda statale turca specializzata nella produzione di trattori e motori diesel per il mercato interno grazie al contratto di licenza firmato con la società italiana Fiat, e privatizzata nel 2004 con l’ingresso nel Gruppo Albayrak. Tümosan, i cui motori, trasmissioni e assali per i propri trattori sono prodotti internamente, grazie a una strategia focalizzata molto sui bandi governativi e sulla fornitura di motori per il settore della difesa (veicoli blindati), che le ha permesso di mantenere prezzi competitivi sui trattori agricoli rispetto ai marchi occidentali, è riuscita nel 2025 a conservare il quinto posto nella classifica delle immatricolazioni per brand erodendo anche quote di mercato ai leader, confermandosi il baluardo della meccanizzazione nazionale accessibile. ERKUNT TRAKTOR SANAYI A.Ş. (ARMATRAC): LO SGUARDO RIVOLTO OLTRE I CONFINI Settimo posto, alle spalle di Case IH, per Erkunt Tractor, altra azienda turca – fondata nel 2003 ed entrata nel 2017 nell’orbita dell’indiana Mahindra Farm Equipment – i cui trattori sono conosciuti sui mercati europei con il marchio ArmaTrac, utilizzato per l’export. Erkunt, produttrice di macchine robuste e versatili con componenti occidentali (motori Perkins o Deutz, trasmissioni ZF) ma a costi turchi, si posiziona come un’alternativa economica ai marchi occidentali, con una costruzione solida e una meccanica semplice. Forte nella fascia di potenza tra 60 e 110 CV, al cui interno offre valide soluzioni per l’agricoltura mista e le piccole aziende agricole che cercano trattori robusti e di facile manutenzione, è molto attiva nei mercati emergenti (Africa e Balcani), visti come valvola di sfogo essenziale per mantenere i livelli produttivi quando il mercato turco si ferma. SAME E LANDINI, RIFERIMENTI TECNOLOGICI NEL SEGMENTO SPECIALISTICO Same e Deutz-Fahr (SDF) a Bursa Agriculture Fair 2025 Dietro Kubota, che occupa l’ottavo posto, chiudono la classifica Same e Landini, due brand italiani per i quali vale in parte il discorso sulla tenuta degli specialisti fatto a proposito di Deutz-Fahr, dal momento che entrambi i brand continuano ad essere percepiti come dei riferimenti tecnologici nel segmento specialistico, pur soffrendo l’aggressività dei prezzi dei player locali. Panzade Otomotiv Landini Mersin Bayi, concessionaria Landini in Turchia In Turchia, del resto, la meccanizzazione dei frutteti e dei vigneti è in forte crescita, ma nella fase attuale resta dominata da marchi stranieri o da adattamenti di trattori da campo aperto. LA PRODUZIONE INTERNA È SCESA NEL 2025 A 42.734 UNITÀ Dopo aver raggiunto nel 2023 la cifra record di 92.581 unità, scese nel 2024 a 72.562, la produzione interna di trattori ha subito un ulteriore crollo attestandosi lo scorso anno a 42.734 unità (si tratta di un valore stimato sulla base dei dati delle aziende Başak, Erkunt, Hattat, Karataş, SDF, Tümosan, Türk Traktör e Yanmar), in calo del 41%. Se confrontato con la media degli ultimi quattro anni, il calo della produzione è ancora più marcato, arrivando al -47,7%: di fatto, quindi, il settore è quasi a metà strada rispetto al suo andamento degli ultimi quattro anni. A detta degli stakeholder del settore alla base di questa significativa flessione dei volumi di produzione ci sono, come già accennato, le condizioni di finanziamento, il potere d’acquisto degli agricoltori e i costi dei fattori produttivi. EXPORT DI TRATTORI IN CALO DI CIRCA IL 10% IN VOLUMI RISPETTO AL 2024 Per quanto riguarda, poi, il commercio estero, lo scorso anno le esportazioni turche di trattori si sono fermate a 15.328 unità contro le 17.106 del 2024 (-10,4%). Confrontando il periodo gennaio-dicembre 2025 con i dati degli ultimi 4 anni, si osserva una diminuzione del 23,6%. La debolezza della domanda sui mercati globali e le incertezze economiche sono stati tra i fattori che hanno inciso negativamente sulle performance delle esportazioni. Decisamente più confortanti i dati relativi al valore dell’export di trattori che, stando alle cifre contenute nel Tarım Makineleri Endüstrisi Sektör İstatistikleri Raporu/ Agricultural Machinery Statistical Bulletin, Ankara, 02.2026, ha superato nel 2025 i 663 milioni di dollari, contro i 636,2 milioni di dollari del 2024. In leggero calo invece le esportazioni di attrezzature agricole, scese dai quasi 811 milioni di dollari del 2024 a 798,2 milioni di dollari. GENNAIO 2026: UN’INIZIO D’ANNO SHOCK PER IL MERCATO INTERNO MA SEGNALI POSITIVI DALL’EXPORT Se il 2025 è stato l’anno dell’attesa, i dati di gennaio mostrano che la “tempesta” non è ancora passata, ma sta cambiando i rapporti di forza in modo quasi paradossale. Le immatricolazioni totali sono crollate a sole 1.169 unità, con una diminuzione del 54,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Rispetto alla media di gennaio degli ultimi 5 anni, il calo è drammatico: -69,6%. Nella classifica per brand New Holland mantiene il primo posto con 477 unità immatricolate e una quota di mercato superiore al 40,8%. Alle sue spalle Deutz-Fahr, in seconda posizione con 202 unità (17,3% di quota), e Case IH, sul terzo gradino del podio, con 109 unità (9,3% di quota). La produzione di gennaio 2026 si è fermata a 2.632 unità, un calo del 31,6% rispetto a gennaio 2025. A dispetto però della crisi dei trattori (nel mese di gennaio le esportazioni sono scese dalle 1.101 unità del 2025 a 912 unità), l’export complessivo del settore macchine agricole a gennaio 2026 è cresciuto del 24,1% in valore, raggiungendo i 95 milioni di dollari. Questo dato conferma la trasformazione della Turchia in un hub produttivo orientato verso mercati come USA, Italia e Sudafrica, necessario per compensare la debolezza della domanda domestica. 2026, L’ANNO DELLA CAUTELA: SOPRAVVIVENZA IN CASA E STRATEGIE “OLTRE CONFINE” Il settore guarda al 2026 con cautela, puntando su meccanismi di sostegno per rivitalizzare la domanda interna. Gli operatori stimano che il mercato dei trattori nel 2026 si attesterà tra le 27.000 e le 33.000 unità, confermando un trend di domanda debole rispetto ai picchi storici. Il focus sarà sulla ricerca di nuovi mercati esteri e sullo sviluppo di soluzioni per aumentare l’utilizzo della capacità produttiva, che attualmente risulta sottoutilizzata. Ed ecco che, mentre Türk Traktör si trasforma sempre più in una piattaforma logistica e produttiva globale per il gruppo CNH, Başak (ASKO Holding) punta a diventare un player globale “full-liner” impegnandosi in non facili trattative per l’acquisizione della Goldoni Keestrack di Migliarina di Carpi: un’iniziativa più o meno discutibile ma decisamente una scorciatoia rispetto alla scelta di cercare di vendere un trattore specializzato marchiato Başak. © Barbara Mengozzi Fonte immagini: Basak Traktör, Bursa Agriculture Fair, Demireller MF, Erkunt Traktör (Armatrac), Hattat Traktör, Landini Tractors Türkye, sivaskotanlartraktor Instagram, Tümosan, TürkTraktör. Le immagini in ambito fieristico si riferiscono alle edizioni 2025 di Konya Agriculture Fair, manifestazione di riferimento per il settore della meccanizzazione agricola, svoltasi dall’8 al 12 aprile, e di Bursa Agriculture Fair, svoltasi dall’8 all’11 ottobre. Mercato Trattori | Turchia