Turchia: una ripresa non effimera per il mercato trattori

Mercati 25/03/2021 -

Dopo due anni di profonda crisi, correlata in qualche modo all’inflazione travolgente che ha minato l’economia nazionale, le vendite di trattori in Turchia sono tornate a prendere slancio.

 

IMMATRICOLAZIONI 2020 QUASI RADDOPPIATE, A QUOTA 48.268 UNITÀ

Stando ai dati diffusi da Tarmakbir, l’associazione turca dei costruttori di macchine e attrezzature per l’agricoltura, lo scorso anno, nonostante il difficile scenario provocato dall’emergenza sanitaria in corso, le immatricolazioni di trattori sono quasi raddoppiate rispetto al 2019 (anno in cui il mercato ha toccato il fondo) passando da 25.839 a 48.268 unità e riportandosi grossomodo sui livelli del 2018, archiviato il boom del 2017 quando il mercato aveva raggiunto le 72.949 unità.

L’impatto economico del Coronavirus si è fatto sentire nella prima parte dell’anno ma, superato lo shock iniziale, già nei mesi di maggio e giugno il mercato ha manifestato evidenti segnali di ripresa  confermati nei mesi successivi e favoriti dalle condizioni tutto sommato buone del comparto agricolo, grazie ad una  stagione nel complesso positiva, seppure con trend differenziati per regione e per prodotto, ai bassi tassi di interesse, alla focalizzazione di attenzione per il settore primario correlata al diffondersi della pandemia.

Alla crescita della domanda di trattori nuovi ha inoltre contribuito la scarsa presenza sul mercato di mezzi di seconda mano, destinati in larga misura all’export.

Cifre alla mano, nel 2020 le vendite sul mercato domestico sono aumentate dell’86,8 per cento rispetto all’anno precedente, tuttavia, considerando la media degli ultimi 5 anni, si è verificata una contrazione del mercato di circa il 15 per cento.

Anche a gennaio 2021 il mercato trattori ha continuato a dare segni di grande dinamismo e le immatricolazioni ha raggiunto quota 4.411 unità contro le 2.403 unità del gennaio 2020.

 

PRODUZIONE INTERNA IN CRESCITA DI OLTRE IL 70 PER CENTO RISPETTO AL 2019

Sempre nel 2020 la produzione interna di trattori ha raggiunto 50.417 unità, contro le 29.539 del 2019 facendo registrare una crescita di oltre il 70 per cento rispetto all’anno precedente ma risultando ancora al di sotto del 10,9 per cento rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

Viene tuttavia fatto presente che, dopo  la forte contrazione del mercato del 2019, l’industria mostra notevole prudenza nella pianificazione delle attività produttive  adottando una scala di crescita minima e operando con scorte estremamente ridotte, al punto che l’offerta potrebbe non essere in grado di soddisfare la domanda, circostanza che si tradurrebbe una perdita economica per il tessuto produttivo.

 

EXPORT INDENNE DALLA CRISI

L’export turco di trattori è stato risparmiato dalla pesante flessione che nel biennio 2018-2019 ha interessato la produzione e le vendite sul mercato interno, anzi proprio in quei due anni c’è stato un aumento delle unità esportate salite da 13.821 (dato 2017) a 15.902 nel 2018 e a 16.968 nel 2019.

Lo scorso anno però i volumi inviati all’estero hanno subito una contrazione scendendo a quota 14.654 unità.

In termini di valore il dato riferito al periodo gennaio-settembre 2020 e all’export complessivo di trattori e macchine agricole è pari a 735 milioni di dollari e colloca l’industria di settore al 5° posto tra i 22 settori presi in esame relativamente all’export di macchinari nel suo complesso. In evidenza un calo delle esportazioni di trattori a fronte di un aumento dell’export di macchinario agricolo.

I principali partner della Turchia per quel che riguarda l’export sono stati sono Italia, USA, Uzbekistan, Iraq, Azerbaigian, Sudan, Iraq, Algeria, Russia, Bulgaria e Romania.

 

BUONE PROSPETTIVE DI CRESCITA PER IL  QUINQUENNIO 2021-2025

Gli analisti si mostrano in genere piuttosto ottimisti su quella che potrà essere l’evoluzione del mercato trattori turco prevedendo in media tassi di incremento leggermente superiori al 5 per cento nel periodo 2021-2026.

A fare da volano alla crescita le buone performance in termini di valore aggiunto del settore primario in quella che si conferma essere la settima potenza agricola al mondo, chiamata a sopperire con una meccanizzazione spinta alla progressiva diminuzione della superficie agricola.

Da tener presente al riguardo che, come riferisce il Report di settore “The Turkey Agricultural Tractor Market – Growth, Trends, Covid-19 Impact and Forecasts (2021-2026)” realizzato da Mordor Intelligence,  il segmento di potenza più “gettonato” è quello tra i 50 e i 75 cavalli, dove i costruttori ancora concentrano i maggiori sforzi in termini di sviluppo del prodotto.

Al previsto aumento della domanda espressa dal mercato domestico si affianca quella delle esportazioni che vedono i trattori made in Turkey altamente competitivi in termini di prezzo rispetto a quelli di fabbricazione europea.

Anche sul fronte della produzione interna ci si trova di fronte ad uno scenario economico nel complesso favorevole considerata una solida base produttiva storica, la disponibilità di una forza lavoro qualificata e competitiva in termini di costi, prezzi competitivi dell’elettricità e dei combustibili ed un regime fiscale vantaggioso per l’industria di settore.

Viene inoltre evidenziato come il governo turco preveda l’esenzione dall’IVA sui macchinari (parti di trattori) importati e destinato alla produzione in loco.

 

UN MERCATO COMPOSITO

Sul mercato, accanto ai produttori turchi quali Türk Traktör (marchi Case IH e New Holland), Erkunt Traktör Sanayii AŞ, acquisita nel 2017 dall’indiana Mahindra, Hattat Traktör, Başak Traktör e Tümosan, sono presenti anche le maggiori multinazionali di settore, da Agco Corporation a John Deere, a CNH Industrial, a SDF, legate in genere da joint-venture ai costruttori locali.

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: Başak Traktör, Erkunt Traktör Sanayii AŞ, Hattat Traktör, Türk Traktör.
 
 

 

L'azienda del mese
Sotto i riflettori