Ucraina verso la ricostruzione: opportunità e sfide per le macchine agricole Made in Italy

Mercati 12/02/2026 -
Ucraina verso la ricostruzione: opportunità e sfide per le macchine agricole Made in Italy

Mentre il conflitto bellico continua a segnare il territorio ucraino, emerge un dato inaspettato: il mercato delle macchine agricole e per le costruzioni non solo resiste, ma accelera. È quanto emerso dal webinar organizzato da Confindustria Emilia Area Centro, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Kyiv, l’Ufficio ICE di Kyiv, FederUnacoma e Unacea, che ha tracciato la rotta per le imprese italiane in quello che si preannuncia come il più grande cantiere d’Europa.

 

L’AGRICOLTURA, PILASTRO DELL’ECONOMIA, HA SUBITO PERDITE IMPRESSIONANTI

Ucraina - sminamento

Il settore agricolo, che prima dell’invasione russa rappresentava oltre il 10% del PIL ucraino (si tenga presente che l’Ucraina figurava tra i principali produttori ed esportatori di cereali e semi oleosi, per l’ammontare nel 2021 di 105 milioni di tonnellate, scesa l’anno successivo a 73 milioni di tonnellate), ha subito perdite dirette per 11 miliardi di dollari, di cui 6,5 miliardi di dollari (58%) riferiti a macchinari danneggiati o distrutti.

Come evidenziato nel corso del webinar, pur avendo perso circa un quarto del territorio coltivabile a causa del conflitto e delle mine (per l’esattezza a giugno 2025, dei 42 milioni di ettari di terreni agricoli del Paese oltre 13,9 milioni di ettari erano considerati potenzialmente contaminati da mine e residuati bellici esplosivi – ERW), l’agricoltura ucraina dimostra tuttavia una resilienza straordinaria.

La domanda di modernizzazione è altissima, tant’è vero che nel 2024 gli agricoltori ucraini hanno investito quasi un miliardo di dollari in nuovi macchinari, ma il gap tecnologico rimane critico, con una copertura del fabbisogno di macchinari pari all’incirca al 50%.


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IL REPORT RDNA4, UN CONTO DA 55 MILIARDI DI DOLLARI PER LA RICOSTRUZIONE DEL SETTORE AGRICOLO UCRAINO

Ucraina Report RDNA4 - investimenti richiesti per la ricostruzione del settore agricolo

Di particolare interesse i dati del recente report RDNA4 (Ukraine Rapid Damage and Needs Assessment) investimenti richiesti per la ricostruzione del settore agricolo ai quali ha fatto riferimento nel suo intervento Mariateresa Maschio, presidente di FederUnacoma. La ricostruzione del settore agricolo ucraino richiederà investimenti totali per 55,5 miliardi di dollari nell’arco di un periodo di dieci anni (2025-2035) (vedi tabella sopra).

Entrando nel dettaglio delle opportunità per i costruttori di macchine, il fabbisogno stimato di mezzi e attrezzature agricole ammonta a 7,2 miliardi di dollari, ben 15 miliardi di dollari dovranno essere destinati all’adozione di tecnologie Climate-Smart avanzate e sostenibili e serviranno 2,26 miliardi di dollari per ricostruire i magazzini e i silos distrutti. Rappresentano infine un capitolo a parte da 10,9 miliardi di dollari (di cui 327 milioni di dollari per tecnologie on-farm) gli interventi richiesti per l’irrigazione (vedi tabella sopra).

 

ITALIA QUARTO FORNITORE MONDIALE DI MACCHINE AGRICOLE ALL’UCRAINA NEL 2025

Ucraina - New Holland

Stando ai dati forniti dall’ufficio ICE Agenzia di Kyiv illustrati dal responsabile Fabrizio Giustarini, nel 2025 l’Ucraina ha importato macchinario agricolo per un valore complessivo di 743,35 milioni di euro, in crescita del 38% rispetto al 2024 (il valore nel 2021 era di 707,60 milioni di euro).

L’Italia si posiziona come quarto fornitore del Paese per questa tipologia di macchine – alle spalle di Germania, Stati Uniti e Belgio, e lo scorso anno il nostro export nel settore ha segnato un incremento del 65,2%, superando i livelli pre-conflitto e raggiungendo la cifra di 37,9 milioni di euro, equivalente al 5,1% del valore complessivo delle importazioni ucraine di macchine agricole.

Ucraina - principali tipologie di macchine agricole importate dall'Italia - Anno 2025

I macchinari più richiesti sono stati falciatrici (26%), seminatrici e macchine per la raccolta (14% rispettivamente) e mietitrebbiatrici (10%) (vedi tabella sopra).

 

FOCUS MACCHINARI: COSA SERVE ALL’UCRAINA?

Il processo di modernizzazione del settore agricolo ucraino e la sostituzione del parco macchine obsoleto creano un importante potenziale di domanda per trattori, mietitrebbie, seminatrici, attrezzature per lavorazione del terreno e sistemi innovativi.

Stime  di mercato indicano una domanda potenziale fino a 10 volte superiore all’attuale livello, in linea con la produttività e la superficie agricola del Paese. Come illustrato da Taras Vysotsky, Deputy Minister of Economy, Environment and Agriculture of Ukraine, per tornare alla piena operatività il Paese necessita immediatamente di 30.000 trattori, con una domanda concentrata su macchine di media e alta potenza, 2.500 mietitrebbie, seminatrici di precisioni e sistemi per la protezione delle colture, fondamentali per ottimizzare le rese in un contesto di costi produttivi crescenti.

In evidenza, infine, il ruolo chiave della componentistica – settore in cui l’Italia è leader – essendo parti di ricambio e componenti avanzati essenziali per la manutenzione del parco macchine esistente.

 

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Ucraina - Macchine agricole John Deere

Da tener presente che, stando alle indicazioni fornite dai relatori nel corso del webinar, il mercato ucraino non cerca solo “volume”, ma soprattutto “tecnologia”. La domanda punta pertanto su agricoltura 4.0, sistemi di guida automatica e sensori per il precision farming, necessari per ottimizzare i raccolti in territori ancora difficili, insieme a software di gestione delle flotte.

 

IL RUOLO DELLA FEU E L’INIZIATIVA “INDUSTRIAL RAMSTEIN”

Riflettori puntati durante l’incontro sulla Federation of Employers of Ukraine (FEU). Con 8.000 aziende associate che generano il 70% del PIL ucraino, la FEU è il ponte strategico per le imprese italiane.

Anastasia Shevchenko, direttore per la Cooperazione Economica Internazionale di FEU, ha presentato la piattaforma “Industrial Ramstein”: uno strumento di matchmaking che connette i bisogni urgenti delle fabbriche ucraine danneggiate con i produttori europei. Si tratta di sostituire i macchinari obsoleti o distrutti (spesso di origine russa o bielorussa) con tecnologie occidentali, preferibilmente italiane ed europee. «L’associazione italiana UCIMU è stata la prima a credere in questo strumento», ha ricordato Shevchenko, invitando anche i costruttori di macchine agricole a utilizzare questo canale per contatti diretti e trasparenti.

 

LE AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE CHE SCELGONO DI OPERARE NEL PAESE. SUPPORTO FINANZIARIO E PARTNERSHIP STRATEGICHE

Ucraina - Trattore New Holland

Uno dei punti più concreti del webinar ha riguardato gli strumenti finanziari messi a disposizione delle imprese che scelgono di operare nel Paese. Il governo ucraino ha attivato pacchetti finanziari senza precedenti. Primo fra tutti il programma  statale “Made in Ukraine”, che prevede un bonus statale (cashback) pari al 25% del costo di acquisto IVA esclusa di macchinari agricoli prodotti o assemblati localmente (con un livello minimo di  localizzazione della produzione del 60%) (vedi tabella sotto). Un incentivo potente per le aziende italiane che intendono avviare partnership industriali o unità di assemblaggio in Ucraina.

Da tener presente che il rimborso è applicabile solo per l’acquisto di macchinari inclusi in un elenco ufficiale  approvato dal Ministero dell’Economia, che conta oltre 9.000 articoli di più di 140 produttori, e che sono state stabilite una serie di regole specifiche per trattori, mietitrebbie, irroratrici e autocarri per cereali.

Ci sono poi i Grandi contributi per la modernizzazione industriale-Supporto all’Import, che rendono disponibili per le aziende ucraine finanziamenti fino a 16 milioni di grivna (circa 400.000 euro) per singolo progetto, a copertura dell’80% delle spese per l’installazione di macchinari, software e attività di R&D.

Inoltre, grazie alla collaborazione tra SACE, CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e l’ucraina Ukreximbank, le aziende italiane possono oggi offrire ai partner ucraini pacchetti “chiavi in mano” comprensivi di fornitura tecnica e soluzioni di leasing agevolato.

 

IL PONTE VERSO IL FUTURO: DA AGRILEVANTE A EIMA 2026
Lo stand dell'Ucraina a EIMA 2024

Lo stand dell’Ucraina a EIMA 2024

La cooperazione non è solo teorica, ma si nutre di relazioni umane e commerciali. Dopo il successo della partecipazione ucraina ad Agrilevante 2025 a Bari, la presidente di FederUnacoma, Mariateresa Maschio, ha annunciato un ulteriore passo: per la prossima edizione di EIMA International (10-14 novembre 2026), sono già stati riservati 128 mq di area espositiva gratuita per le aziende della FEU.

La conclusione dei lavori è stata un appello all’azione: l’Ucraina non aspetta la fine della guerra per pianificare il futuro. «Non è il momento di osservare da lontano attendendo la pace», ha dichiarato l’Ambasciatore italiano a Kyiv Carlo Formosa, sottolineando che occupare spazio in questa fase è fondamentale per contrastare la concorrenza internazionale già molto attiva. Quella che si offre oggi alla tecnologia italiana, con la sua flessibilità e l’alto tasso di innovazione, è un’occasione irripetibile di diventare il motore primario della rinascita dell’Ucraina.

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte tabelle: RDNA4 (Ukraine Rapid Damage and Needs Assessment), “Meccanizzazione Agricola e macchine per costruzioni in Ucraina”, 29 Gennaio 2026, relazione presentata al webinar dal responsabile ufficio ICE Agenzia di Kyiv Fabrizio Giustarini.
Fonte immagini: Case IH Ukraine Facebook, Claas Ukraine Facebook, dsns.gov.ua,John Deere Ukraine Facebook, Kyiv School of Economics, New Holland Agriculture Україна Facebook, State Emergency Service of Ukraine, www.rada.gov.ua
 

 

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