Ursus condannata al fallimento, fine di un’epoca

Primo piano 15/07/2021 -

Sembrano inesorabilmente avviate al capitolo finale le vicende di Ursus, il rinomato costruttore polacco di trattori le cui origini risalgono al 1893, per un lungo periodo protagonista nello scenario della meccanizzazione agricola del suo Paese e, più in generale,  dell’Europa orientale.

I creditori Getin Noble Bank e PKO BP hanno presentato proposta di bancarotta e il tribunale di Varsavia ha dichiarato il fallimento della Società nominando KGS Restrukturyzacje curatore fallimentare.

 

LA CESSIONE DELLO STABILIMENTO DI OPALENICA A TRIOLIET LO SCORSO ANNO

Già da diverso tempo Ursus era alle prese con problemi finanziari tanto gravi da vedersi costretto a cedere, nel marzo 2020, il suo stabilimento di Opalenica, nei pressi di Poznan, nella regione della Grande Polonia, al produttore olandese di carri miscelatori Trioliet, di cui era stato fornitore per oltre 25 anni.

Alla fine dello scorso anno il costruttore di Lublino aveva presentato domanda per una procedura di ristrutturazione e nel marzo di quest’anno per l’apertura di un procedimento riabilitativo, entrambe con esito negativo.

Nonostante l’acquisizione di contratti per la fornitura di trattori ad Etiopia, Tanzania e Zambia, la società è andata via via accumulando debiti e ha chiuso lo scorso anno con una perdita di 56,7 milioni di zloty equivalenti ad oltre 12 milioni di euro.

 

 
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