HomePrimo pianoUzbekistan: nuova “Terra Promessa” della meccanizzazione agricola? Uzbekistan: nuova “Terra Promessa” della meccanizzazione agricola? Primo piano 26/03/2026 - Barbara Mengozzi Mentre i mercati tradizionali dell’export mostrano segni di saturazione, l’Asia Centrale emerge come una frontiera dinamica e affamata di tecnologia. Al centro di questa scacchiera c’è l’Uzbekistan che, proprio in concomitanza con la fiera AgroWorld Uzbekistan (25-27 marzo 2026), si conferma tra i mercati più promettenti per il Made in Italy di settore. Con una novità: il Paese si presenta non più come un semplice acquirente, ma come un ecosistema in rapida modernizzazione tecnologica e industriale. UN PIANO DA 400 MILIONI DI DOLLARI PER IL RINNOVO DEL PARCO MACCHINE Il governo uzbeko ha impresso una sterzata decisiva alla modernizzazione agricola con la firma, apposta lo scorso 13 marzo dal presidente Shavkat Mirziyoyev (nella foto sopra), di un decreto che prevede l’attivazione di linee di credito estere per un valore di 400 milioni di dollari. Agroworld Uzbekistan, a Tashkent Questi fondi saranno destinati all’acquisto di macchinari moderni attraverso banche commerciali, con condizioni di leasing particolarmente vantaggiose: durata del finanziamento fino a 10 anni con un periodo di garanzia di due anni; tassi agevolati, con un tasso di interesse in valuta nazionale calcolato come tasso base della Banca Centrale più un margine bancario del 4%; efficienza garantita dal fatto che, grazie alla digitalizzazione di JSCB Agrobank, i tempi di approvazione dei prestiti sono scesi da tre giorni a sole tre ore. L’ OBIETTIVO PER FINE 2026: RACCOGLIERE MECCANICAMENTE IL 70% DEL COTONE, PILASTRO DELL’ECONOMIA NAZIONALE L’obiettivo primario resta l’efficienza produttiva, specialmente nel settore del cotone, dove si punta a raggiungere il 70% di raccolta meccanizzata entro la fine del 2026, riducendo drasticamente il costo della manodopera. Per farlo, il Paese prevede di acquistare 10.000 unità di macchinari entro l’anno, portando il parco macchine totale a 292.000 unità. Oggi, il livello di meccanizzazione in agricoltura si attesta all’81%. Nello specifico, negli ultimi anni sono state acquistate 1.756 raccoglitrici di cotone, portando il livello di meccanizzazione della raccolta al 52%. La scorsa stagione, sono state raccolte 2,1 milioni di tonnellate di cotone con l’ausilio di macchinari. Di conseguenza, il lavoro manuale si è ridotto di 1,8 volte negli ultimi cinque anni. PIEDE SULL’ACCELERATORE PER LA PRODUZIONE LOCALE E RUOLO DEI COMPETITOR INTERNAZIONALI Anche l’industria costruttrice nazionale è in fermento. Secondo il Comitato nazionale di Statistica del paese nei primi 11 mesi del 2025, la produzione interna di trattori è cresciuta del 23,2%, raggiungendo le 483 unità. L’aumento degli investimenti nella meccanica nazionale, l’espansione dei cluster industriali e l’introduzione di tecnologie di produzione avanzate hanno svolto un ruolo chiave nell’incrementare la produzione. Agroworld Uzbekistan 2026, a Tashkent Ma la domanda è tale che i produttori locali non bastano: l’obiettivo governativo è quintuplicare il volume di produzione di attrezzature e componenti di produzione nazionale, mentre il livello di localizzazione dovrà aumentare del 10%. Nello specifico, si prevede che il volume di produzione raggiunga le 6.000 unità nel 2026 e che entro il 2028 il tasso di localizzazione aumenti al 30-35% per le macchine semoventi e al 60-65% per quelle trainate e portate. SCACCHIERE INTERNAZIONALE: LA SFIDA TRA GIGANTI RUSSI, BIELORUSSI E CINESI Delegazione uzbeka in visita presso lo stabilimento produttivo di Rostselmash In questo scenario, la competizione internazionale è serrata e il mercato uzbeko si sta trasformando sempre più in un vero campo di battaglia commerciale dove si incrociano diverse strategie geopolitiche. Rostselmash, il gigante di Rostov sul Don mantiene una posizione dominante, specialmente nel segmento delle mietitrebbie e delle falciatrici semoventi. Rostselmash punta sulla storicità del marchio e sulla capillarità della rete di assistenza, fondamentale per gestire le enormi estensioni coltivate a cereali e cotone. La sfida per i russi oggi è mantenere i volumi nonostante le complessità logistiche, puntando su centri di distribuzione locali sempre più strutturati. La Bielorussia, dal canto suo, con il colosso MTZ resta il primo fornitore di trattori per volumi, con oltre 3.000 unità spedite nel solo 2025 e nel Paese, a Nurafshon, è attivo uno stabilimento di assemblaggio congiunto per i trattori Belarus che rappresentano lo standard per semplicità meccanica e costi contenuti. Quanto alla Cina, si tratta dell’attore più aggressivo sul fronte dell’innovazione a basso costo. Oltre alla recente fornitura di 100 agrodroni per il monitoraggio delle colture e l’irrorazione di precisione – un’operazione finanziata in collaborazione con la Banca Mondiale – i produttori cinesi stanno entrando nel mercato con trattori di media potenza e sistemi di guida satellitare estremamente competitivi nel prezzo. Da segnalare, tra l’altro, l’avvio nel 2025 della produzione in Uzbekistan di trattori Zoomlion, sulla base di un accordo tra la società cinese Zoomlion Agriculture Machinery Co., Ltd. e il gruppo uzbeko Oxus Machinery Group. Sempre con riferimento alla Cina e sempre nel 2025 il Centro nazionale per la conoscenza e l’innovazione in agricoltura presso il Ministero dell’agricoltura dell’Uzbekistan ha diffuso la notizia della sigla di un accordo da 10 milioni di dollari firmato da Uzbekistan e Cina per la creazione di un nuovo grande impianto per l’assemblaggio di macchinari agricoli che, secondo i nuovi soci, fornirà agli agricoltori e ai rivenditori attrezzature moderne, favorirà la produzione locale e ridurrà la dipendenza dalle importazioni. Per finire, anche l’Unione Europea sostiene la transizione del Paese e attraverso lo stanziamento di 7 milioni di euro (parte di un pacchetto più ampio da 20 milioni) a sostegno della Strategia di Sviluppo Agricolo 2020-2030, sta spingendo l’Uzbekistan verso standard di sostenibilità e digitalizzazione europei. LE OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA: IL BUSINESS FORUM ITALIA-ASIA CENTRALE Se i player russi e cinesi presidiano i segmenti delle grandi potenze e del basso costo, l’Italia è perfettamente in grado di rispondere spostando il terreno di gioco sulla qualità e sulla specializzazione. Una strategia che non è solo industriale, ma che gode oggi di un supporto istituzionale senza precedenti. Proprio per consolidare questa posizione di vantaggio qualitativo, Tashkent ha ospitato il 23 e 24 marzo 2026 il Business Forum Italia-Asia Centrale. L’evento, L’evento, che ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha segnato un punto di svolta nel dialogo bilaterale. Non si è trattato infatti di un semplice incontro diplomatico, ma di una piattaforma operativa dove le aziende italiane hanno potuto dialogare direttamente con i vertici dei cluster agricoli uzbeki. Il Sistema Italia si è presentato n modo unitario e strutturato, portando a Tashkent istituzioni, università, centri di ricerca, enti vigilati e imprese, con l’obiettivo di sviluppare nuove opportunità di collaborazione, favorire lo scambio di competenze e accompagnare la crescita dei partner locali attraverso modelli sostenibili e innovativi. Il Business Forum ha coinvolto coinvolge, oltre all’Uzbekistan, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan, il Turkmenistan e l’Azerbaigian, rafforzando il dialogo tra l’Italia e l’intera area centroasiatica. «Grazie anche al lavoro svolto insieme all’ICE e alle agenzie SIMEST e SACE, esistono concrete opportunità di collaborazione per sviluppare ancora di più questo partenariato strategico – ha dichiarato il Ministro – . Questo business forum può segnare un passo significativo in tale direzione, avviando collaborazioni agroindustriali di valore, capaci di rafforzare la sovranità alimentare promuovere sistemi agricoli sostenibili e contribuire in modo significativo alla sicurezza alimentare nel mondo». Ti potrebbe interessare >>> Italia-Uzbekistan: non solo macchine, la cooperazione punta anche sulla formazione dei trattoristi FEDERUNACOMA E UZBEKISTAN: UN’INTESA TRIENNALE PER L’INNOVAZIONE Un risultato tangibile del clima di collaborazione respirato a Tashkent è la firma di un importante Memorandum d’intesa tra FederUnacoma e il Ministero dell’Agricoltura dell’Uzbekistan. L’accordo, siglato dalla presidente Mariateresa Maschio e dal vice direttore generale Fabio Ricci (nella foto sopra), punta a promuovere la meccanizzazione agricola e l’innovazione tecnologica attraverso una cooperazione industriale strutturata. I punti chiave dell’intesa, che ha una validità di tre anni (pur essendo di natura non vincolante), riguardano: Scambio tecnologico e formazione: per favorire l’adozione di soluzioni moderne nelle campagne uzbeke. Progetti congiunti: finalizzati allo sviluppo di nuovi modelli di meccanizzazione. Partenariati tra imprese: per facilitare il contatto diretto tra i costruttori italiani e le realtà produttive locali. Oltre alla firma del protocollo con l’Uzbekistan, i vertici di FederUnacoma hanno partecipato a una serie di riunioni bilaterali con i Ministri e i Vice Ministri dell’Agricoltura di Azerbaigian, Kazakistan e Kirghizistan. Questa intensa attività diplomatica conferma come l’Italia, attraverso la sua associazione di categoria, stia agendo da capofila tecnologico per l’intera area dell’Asia Centrale, posizionandosi come il partner di riferimento per la transizione agricola della regione. © Barbara Mengozzi Fonte immagini: Agroworld Uzbekistan, FederUncoma, gov.uz, John Deere, Kun.UZ, Masaf, president.uz (Ufficio stampa del presidente dell’Uzbekistan, Rostselmash, SB.BY, Zoomlion. Le immagini in ambito fieristico si riferiscono a Agroworld Uzbekistan, una delle principali fiere internazionali dedicate all’agricoltura in Uzbekistan, giunta quest’anno alla sua 21ª edizione e in corso di svolgimento fino al 27 marzo. macchine agricole | Uzbekistan