HomeMacchineVie di Romans e SDF: soluzioni su misura per una produzione di qualità che guarda al futuro Vie di Romans e SDF: soluzioni su misura per una produzione di qualità che guarda al futuro Macchine 11/03/2026 - Francesco Ponti La qualità si coltiva, come frutto di un lungo processo fatto di studio, passione, sperimentazione e cura dei dettagli. Un buon vino nasce tra i filari, dove l’esperienza del viticoltore fa la differenza e la qualità del mezzo meccanico rappresenta un contributo fondamentale alla buona riuscita del prodotto. Lo sa bene Vie di Romans, azienda viticola e vinicola friulana conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, che da anni si affida alla qualità e all’esperienza del Gruppo SDF per prendersi cura delle sue vigne. A guidarci alla scoperta dell’azienda e della cantina è stato il titolare Gianfranco Gallo, che dal 1978 porta l’eccellenza dai filari di Mariano del Friuli ai calici di tutto il mondo. I COLORI DELLA VITE NELLA VALLE DELL’ISONZO, TRA LA MONTAGNA E IL MARE Passeggiare tra i filari di vite in Italia è quasi un rituale religioso, fatto di gesti meticolosi, colori che raccontano le stagioni e conoscenze antiche che avanzano a braccetto con le più moderne tecnologie. A Mariano del Friuli, in provincia di Gorizia, la vallata è cinta fra la risacca del mare e l’orgoglioso ergersi delle montagne, dando vita a un terreno dalla giusta fertilità ideale per coltivazione della vite. Questo potenziale è stato colto pienamente nel 1978 da Gianfranco Gallo che, ancora studente di agraria, decise di convertire progressivamente i terreni di famiglia dalla cerealicoltura alla viticoltura. GIANFRANCO GALLO, IL “PADRE” DELLE VIGNE VIE DI ROMANS «La storia della mia famiglia – racconta Gianfranco Gallo – è profondamente legata all’attività rurale da secoli: dal 1820 circa, quando i miei avi sono giunti a Mariano del Friuli. Sono stati così acquistati i primi terreni che, fino alla fine della seconda guerra mondiale, sono stati coltivati come forma di sussistenza. Gianfranco Gallo con la sua famiglia Venivano quindi prodotte diverse colture e così è stato fino al 1978 quando, ancora studente di agraria, ho cominciato a dare il mio contributo in azienda promuovendo una svolta verso il settore vitivinicolo. Da meno di un ettaro dedicato ai vigneti siamo passati agli attuali 70 ettari». UNA PRESENZA IMPORTANTE DI MANODOPERA PER ASSICURARE LA MASSIMA QUALITÀ DURANTE OGNI LAVORAZIONE Il ponderato connubio tra lavoro manuale e meccanizzato è uno dei segreti che si celano dietro le pregiate bottiglie di Vie di Romans. «La nostra è un’attività ad alto assorbimento di manodopera, circa 700 ore per ettaro annue contro la media in Friuli che si aggira attorno alle 300 – prosegue Gianfranco –. Nonostante l’importante supporto fornito dalla meccanizzazione, ci sono operazioni che richiedono il controllo manuale per mantenere un certo livello di produzione. Attualmente possiamo contare su circa una cinquantina di persone che lavorano stabilmente con noi, salvo poi raggiungere numeri ben più importanti nel periodo della vendemmia, attività che viene svolta rigorosamente a mano». VIE DI ROMANS SIMBOLO DI UN MADE IN ITALY CHE SI FA ONORE NEL MONDO Dalla Valle dell’Isonzo al mondo, le bottiglie della cantina Vie di Romans forniscono un importante contributo all’eccellente nomea del Made in Italy. «Il Made in Italy è un brand di qualità che funziona molto bene all’estero e ci aiuta nell’export – precisa Gianfranco. Il settore agroalimentare è apprezzato all’estero grazie anche alla celebrità della cucina italiana: grazie alla sua nomea così attraente e ai suoi eccellenti interpreti, le esportazioni di vino ne risentono positivamente. Ovviamente c’è sempre margine di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda i vini bianchi, che ancora non hanno raggiunto la stessa celebrità dei rossi soprattutto nella fascia premium». 19 ETICHETTE E 350 MILA BOTTIGLIE I NUMERI DELLA CANTINA «Vie di Romans è sì un’azienda viticola, ma soprattutto un’impresa vinicola, con una produzione attestata sulle 350.000 bottiglie che si dividono in 19 etichette. È un impegno che richiede grande attenzione e dedizione anche dal punto di vista commerciale, una sfida che portiamo avanti quotidianamente cercando di massimizzare il valore di ogni bottiglia». Una scommessa vinta su tutta la linea. L’impronta territoriale e il carattere varietale raggiungono nei vini di Vie di Romans una sintesi magistrale. Sono etichette dotate di una personalità magnetica, di un carisma raro: inebrianti nei profumi e avvolgenti al sorso, rappresentano un traguardo qualitativo che non si dimentica facilmente. SDF E DURÌ AGRISERVICE AL FIANCO DELL’AZIENDA PER LA FORNITURA DI SOLUZIONI SU MISURA «Essendo in Friuli, la nostra azienda è orientata principalmente alla produzione di vini bianchi, ma trovano spazio anche alcune tipologie di rossi. Il nostro è un modello viticolo particolare che richiede l’utilizzo di macchine speciali per far fronte alle attività tra i filari. Il progressivo restringimento dei sesti d’impianto in particolare ci ha imposto di puntare su trattrici specializzate, trovando nel gruppo SDF e nel concessionario di zona Durì Agriservice degli importanti alleati». DAGLI SPECIALIZZATI A MARCHIO SAME E DEUTZ-FAHR SINO ALLA GREGOIRE G5 ADVANCE PER I TRATTAMENTI FITOSANITARI I tre Same Frutteto della flotta di Vie di Romans Per quanto riguarda i trattori, Vie di Romans ha trovato negli specializzati Same e Deutz-Fahr dei preziosi alleati per svolgere le attività tra i filari. La flotta aziendale è composta da un totale di nove macchine di cui tre Same – Frutteto 3 V 80, Frutteto 3 V 90 e Frutteto 115 V CVT a variazione continua – e un Deutz-Fahr 5105 DS GS consegnato nel maggio 2025. Mattia (a sinistra) e Dino (a destra) di Vie di Romans posano davanti al Deutz-Fahr 5105 DS GS dell’azienda. Per svolgere alcune attività particolari l’azienda dispone anche di alcuni trattori scavallanti, fra cui un porta attrezzi Grégoire G5.320 Advance con atomizzatore a 7 file Iso Ultima. QUANDO LA MECCANICA E LE PERSONE FANNO LA DIFFERENZA La collaborazione tra Vie di Romans e SDF trova fondamento su due aspetti: da un lato la qualità degli specializzati di Treviglio, figli di una lunga tradizione che sa portare esperienza, praticità e tecnologia tra i filari. Dall’altro il rapporto di fiducia instauratosi con il concessionario Durì Agriservice, con in particolare il titolare Dino che ha dimostrato di saper cogliere pienamente le richieste del cliente offrendo soluzioni su misura. SAME FRUTTETO V CVT E DEUTZ-FAHR SERIE 5 DS: GLI SPECIALISTI DEL VIGNETO Il Same Frutteto 115 V CVT e il Deutz-Fahr 5105 DS GS sono i due portabandiera dell’attuale gamma di specializzati SDF. Equipaggiati entrambi con un motore SDF FARmotion 45 a 4 cilindri da 3.849 centimetri cubi in grado di erogare potenze massime rispettivamente di 116 cavalli (126 con Overboost) e 106 cavalli, i due modelli differiscono per la trasmissione montata. Il Same dispone infatti della variazione continua CVT da 40 chilometri orari con 3 modalità di guida – Automatic, Manuale e PDF – mentre il Deutz-Fahr può montare trasmissioni a 4 o 5 marce meccaniche o Powershift che spaziano da un minimo di 12+12 a un massimo di 45+45 rapporti con inversore meccanico o Powershuttle. Per quanto riguarda la portata idraulica, il Frutteto CVT offre un impianto a centro chiuso da 115 litri/min, mentre il 5 DS GS dispone di un impianto a centro aperto da 56 litri/min o da 68 litri/min con pompa doppia opzionale. In entrambi i casi il sollevatore posteriore offre una capacità di 2.600 chilogrammi. COMFORT, TECNOLOGIA E SICUREZZA LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLA CABINA DELLA SERIE FRUTTETO CVT Il Same Frutteto CVT rappresenta senza ombra di dubbio l’apice dell’offerta SDF nel settore dei trattori specializzati, disponendo su richiesta del sistema di sospensione ActiveDrive e della tecnologia Activesteer a quattro ruote sterzanti, uno dei fiori all’occhiello della gamma specializzata SDF. La cabina è climatizzata e sospesa su Hydro Silent-Block, risultando dotata di bracciolo MaxCom collegato al sedile, InfoCentrePro e sistema di gestione delle svolte a fine campo Comfortip. Su richiesta si possono avere il sistema filtrante di categoria 4, i fari di lavoro a Led, le telecamere posteriori, l’interfaccia Isobus e l’iMonitor da 8 pollici. DUE SERIE SU MISURA PER I FILARI Ciò che più conta al momento della scelta di un trattore da utilizzare in mezzo ai filari sono le dimensioni. Il Same Frutteto 115 V CVT garantisce un passo di 2.216 millimetri a fronte di una larghezza che spazia da 1.083 a 1.298 millimetri, mentre il Deutz-Fahr 5105 DS GS si caratterizza per la larghezza di 1.380 millimetri a fronte del medesimo passo del Same. LA MASSIMA RICERCA DELLA QUALITÀ STA ALLA BASE DI OGNI DECISIONE PRESA Come anticipato, Vie di Romans dispone anche di una macchina a marchio Gregoire, ma non si tratta di una vendemmiatrice. «La vendemmia nella nostra azienda viene e verrà eseguita a mano – specifica Gianfranco Gallo – dato che per certi processi di vinificazione è necessario che l’uva arrivi intera in cantina. Non è una scelta ideologica, ma una direzione presa per garantire la massima qualità del prodotto. Se un domani il mercato dovesse presentare una soluzione meccanizzata in grado di garantire i medesimi standard della raccolta manuale potremmo pensare di meccanizzare anche questa operazione». GREGOIRE G5.320 ADVANCE CON ATOMIZZATORE A 7 FILE, UN ESEMPLARE UNICO IN ITALIA Gianfranco Gallo sulla Gregoire G5 Advance L’azienda ha infatti recentemente acquistato un trattore scavallante Gregoire G5.320 Advance, con l’atomizzatore a 7 file Iso Ultima che riesce a coniugare precisione e produttività. Dotato di un motore a 6 cilindri Deutz da 6,1 litri e 200 cavalli e di una trasmissione idrostatica da 30 chilometri orari che agisce direttamente sulle 4 ruote motrici, la G5 Advance è una macchina polivalente che può essere utilizzata per numerose operazioni: dalla gestione del sottofila alla vendemmia, passando per l’irrorazione come nel caso di Vie di Romans. La larghezza dei filari di 1,60 metri dell’azienda permette alla barra irroratrice Gregoire di coprire 7 file in una sola passata, una soluzione unica in Italia che Vie di Romans può vantare nel suo parco macchine. UNO SGUARDO AL FUTURO CON IL ROBOT BAKUS DI VITIBOT La famiglia Gallo ha recentemente avuto l’occasione di testare anche il robot Bakus di Vitibot all’interno dei suoi filari. Gianfranco ci ha raccontato le sue impressioni a riguardo: «Bakus rappresenta il futuro della viticoltura e, se ampliamo l’orizzonte, credo che i veicoli autonomi giocheranno un ruolo fondamentale nell’agricoltura di domani. Dobbiamo considerare che l’Intelligenza Artificiale non è un futuro astratto ma una realtà concreta che stiamo vivendo. Bakus rappresenta un salto di qualità importante e mi aspetto che a breve questa soluzione possa vivere una crescita importante.» PARTICOLARMENTE APPREZZATE LA CAPACITÀ LAVORATIVA E LA PRECISIONE «In Italia c’è una forte crisi nel reclutamento di personale e ho già visto all’opera in altri settori delle soluzioni robotiche avanzate. Mi aspetto che anche in viticoltura vengano proposte delle soluzioni avanzate in grado di rispondere alle nostre esigenze qualitative. Di Vitibot abbiamo apprezzato la capacità lavorativa e la precisione di esecuzione dell’attività. L’abbiamo testato durante la lavorazione del sottofila tre anni fa, ma oggi so che è disponibile con un pacchetto decisamente più ricco di attrezzature, il che lo rende davvero interessante per la gestione della vigna». PROMOSSE LE INNOVAZIONI SVILUPPATE DALLE AZIENDE, MA IN AMBITO NORMATIVO C’È ANCORA TANTO DA FARE Se le soluzioni proposte da Vitibot sono state promosse, il giudizio è ben diverso per quanto riguarda le normative in vigore, situazione che Gianfranco ha voluto mettere in evidenza: «Credo che il limite principale sia la legislazione, che per motivi di sicurezza richiede la presenza di un operatore presente in campo nel caso in cui questo non sia recintato. Considerando che questi veicoli sono stati sviluppati proprio per sopperire alla carenza di manodopera, trovo inutilmente dispendiosa la presenza di un operatore qualificato in campo per controllare il lavoro di un veicolo autonomo. Mi auguro che si possa colmare questo vuoto normativo dal momento che le aziende come Vitibot hanno già fatto un ottimo lavoro anche dal punto di vista della sicurezza». CON VITIBOT L’AUTONOMIA IN VIGNETO È TOTALE Vitibot ha investito molto negli ultimi anni per portare l’autonomia operativa a un livello superiore: grazie a un tastatore automatico, il robot è in grado non solo di spostarsi in autonomia grazie alla doppia antenna RTK, ma anche di riconoscere il vigneto dove andrà a svolgere l’attività, eseguendo la mappatura dell’appezzamento durante il suo passaggio. Oltre a Vitibot, SDF ha dimostrato di credere molto in questo settore con il trattore specializzato autonomo, presentato a EIMA 2024 e attualmente in fase di sviluppo. UNO SVILUPPO CONTINUO PER MIGLIORARE SEMPRE PIÙ LE PRESTAZIONI NEI VIGNETI L’automazione non riguarda solo la guida tra i filari, ma anche la gestione dell’attrezzatura: il gruppo di Treviglio sta infatti sviluppando delle soluzioni che permettano al robot di gestire l’attrezzo in base alla situazione che si presenta, aprendo le porte ad esempio all’irrorazione a rateo variabile nel vigneto. Si andrebbe così a creare un cantiere di lavoro completamente autonomo capace di autogestirsi in base alle condizioni che si presentano. © Francesco Ponti Fonte immagini: Vie di Romans, SDF, Meccagri. SDF | Vie di Romans