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Walterscheid: un carico di importanti novità nel centenario della fondazione

By at 30 Gennaio, 2020 | 19:30 | Print

Walterscheid: un carico di importanti novità nel centenario della fondazione

Nell’anno del centenario della fondazione, Walterscheid si è ristrutturata nel “Walterscheid Powertrain Group”, che oltre a comprendere i marchi Mechanics Driveshafts, Rockford Fan Clutches e Uni-Cardan, annovera al suo interno anche il marchio Aquadrive, che produce sistemi di trasmissione marittima, e l’unità Off-Highway Powertrain Services, che fornisce supporto tecnico per manutenzione e monitoraggio delle condizioni.

Il CEO del Gruppo, Wolfgang Lemser, orgogliosamente dichiara che «Walterscheid Powertrain Group è un fornitore globale di soluzioni di trasmissione intelligenti e interconnesse, per i settori edile, minerario, dei veicoli commerciali, dell’agricoltura e di altre industrie, con sostanziali sinergie per il trasferimento di tecnologia e innovazione».

 

UNA SIGNIFICATIVA PRESENZA AD AGRITECHNICA 2019

A riprova di quanto affermato, il Gruppo ha presentato all’edizione appena conclusa di Agritechnica 2019 una serie di importanti novità della sua ormai multifunzionale produzione. Da tempo, ormai, non più solamente alberi cardanici, ma un’ampia serie di dispositivi e accessori per la trasmissione di potenza e per l’accoppiamento delle attrezzature al trattore.

Innanzitutto qualche numero: il “Walterscheid Powertrain Group” conta sull’attività di ben 2200 dipendenti di 17 Paesi diversi, che lavorano in 10 siti produttivi distribuiti in 4 continenti; nel 2018 il volume d’affarI si è attestato su 470 milioni di euro, con clienti leader di mercato del calibro di John Deere, CNH, Claas, JCB, Caterpillar, ecc.

Molto importante è ovviamente l’attività di aftermarket, che assicura circa il 40 per cento dei ricavi, e impegna ben 500 delle sue 2200 unità lavorative, che spediscono quotidianamente ben 20.000 parti di ricambio circa. Ma veniamo alla carrellata di novità…

 

GRUPPO DI TRASMISSIONE MECCANICA PER BIG BALER

Il nuovo gruppo di trasmissione a due rapporti per big baler progettato in collaborazione con CNH è in grado di bloccare la formazione della balla con il pistone di pressatura in una posizione utile per riprendere successivamente il suo completamento.

 

Progettato in collaborazione con CNH per le sue imballatrici giganti e premiato ad Agritechnica 2019 con la Medaglia d’argento, questo gruppo meccanico è caratterizzato da due rapporti di trasmissione e un freno multidisco integrato raffreddato, che è in grado di bloccare la formazione della balla con il pistone di pressatura in una posizione utile per riprendere successivamente il suo completamento.

Ciò risulta estremamente utile per evitare di sovraccaricare la frizione della presa di potenza quando si riprende il lavoro (“soft start-up”), rendendo quindi possibile l’accoppiamento con trattori di potenza adeguata, senza inutili sovradimensionamenti.

Ulteriore vantaggio della doppia velocità del cambio è il poter montare un volano di massa (e quindi di dimensioni) ridotte, perché l’inerzia richiesta con il regime di rotazione più alto è inferiore.

 

FRIZIONE K65/6 AD ALTE PRESTAZIONI

La nuova frizione K65/6 è in grado di gestire coppie motrici di oltre 3000 Newtonmetri, ammortizzando adeguatamente i sovraccarichi che si verificano nella lavorazione di terreni particolarmente ricchi di scheletro.

 

Progettata per gestire una coppia motrice di oltre 3000 Newtonmetri, spesso erogata da trattori oltre i 500 cavalli di potenza, la frizione K65/6 per alberi cardanici si rivela provvidenziale per ammortizzare adeguatamente i sovraccarichi che si verificano nella lavorazione di terreni particolarmente ricchi di scheletro con attrezzi rotanti ad elevata larghezza di lavoro.

Si tratta di un insieme di dimensioni particolarmente contenute, che non richiede alcuna manutenzione né lubrificazione, e che pertanto assicura una lunga durata d’esercizio con una significativa riduzione dei costi di gestione.

 

STABILIZZATORE IDRAULICO DELL’ATTACCO A 3 PUNTI HGST

Lo stabilizzatore idraulico dell’attacco a 3 punti HGST assicura una transizione attiva tra le posizioni flottante e rigida, indipendentemente dalla lunghezza del braccio di sollevamento o dalla quota da terra dell’attrezzatura.

 

Le oscillazioni laterali dell’attrezzo collegato all’attacco a 3 punti del trattore devono essere attentamente controllate, per evitare pericolose collisioni e strisciamenti tra i bracci inferiori e gli adiacenti fianchi interni degli pneumatici.

La nuova versione dello stabilizzatore idraulico HGST assicura una transizione attiva tra le posizioni flottante e rigida, indipendentemente dalla lunghezza del braccio di sollevamento o dalla quota da terra dell’attrezzatura. È anche possibile impostare un limitatore di corsa quando è necessario passare dalla Cat. 2 alla 3 per ciò che concerne la geometria dell’attacco a 3 punti.

Nonostante il nuovo stabilizzatore HGST possa vantare prestazioni più elevate delle precedenti versioni, grazie al diametro maggiorato del cilindro, l’ingombro e gli attacchi sono rimasti identici, in modo da permettere una facile e immediata sostituzione dei vecchi modelli.

 

TERZO PUNTO IDRAULICO CON AMMORTIZZATORE INTEGRATO

Il terzo punto idraulico con ammortizzatore integrato di Walterscheid è stato migliorato con l’introduzione di una valvola di non ritorno della camera ad azoto e della funzione flottante, utile quando serve far seguire fedelmente il profilo del terreno all’attrezzo portato all’attacco a 3 punti.

 

Il terzo punto idraulico fa ormai parte della dotazione di qualsiasi trattore di recente produzione, costituendo un valido aiuto all’operatore, perché lo dispensa da un’incombenza noiosa e gravosa, e talvolta anche pericolosa.

Walterscheid ha già messo a punto di recente un terzo punto idraulico con ammortizzatore integrato, in grado di migliorare la gestione dell’attrezzo nell’accoppiamento portato e di rendere più sicura (e confortevole) la conduzione del trattore, perchè grazie all’assorbitore ad azoto i picchi istantanei di carico trasmessi dall’operatrice al trattore vengono efficacemente ridotti, specie nelle lavorazioni di campo e nei trasferimenti su superfici sconnesse.

È stata ora proficuamente aggiunta una valvola di non ritorno (protetta dalla sporcizia mediante un grano a vite) che, oltre a permettere la ricarica dell’azoto, può servire per regolare la pressione di lavoro, e quindi la rigidezza dell’ammortizzatore. Il pistone che agisce nel cilindro è in alluminio, per diminuire il peso globale del dispositivo, riducendo al contempo l’attrito e pertanto il surriscaldamento della struttura.

Il nuovo terzo punto, disponibile nelle dimensioni opportune per un’immediata sostituzione dei puntoni tradizionali, dispone ora della funzionalità addizionale flottante, per cui in pratica il triangolo di attacco dell’attrezzo agisce passivamente alla stregua di un gancio di traino, e il terzo punto si allunga e si accorcia seguendo fedelmente le variazioni relative di assetto tra il trattore e l’operatrice, quando si trovano a lavorare su terreni accidentati.

Si tratta di un’opzione che si rivela particolarmente utile in aratura e nello sfalcio del foraggio.

 

SMART & CONNECTED

Gli alberi cardanici di Walterscheid possono essere implementati con sensori che monitorano i principali parametri di funzionamento, integrabili con il sistema di controllo centrale del trattore.

 

Sempre più connessi, in modo intelligente, per calarsi perfettamente nello spirito dell’agricoltura 4.0. Anche Walterscheid vuole ovviamente essere della partita, e propone per i propri prodotti l’integrazione dei suoi alberi cardanici con alcuni sensori in grado di monitorare i principali parametri di funzionamento (sostanzialmente coppia trasmessa, velocità di rotazione, temperatura di funzionamento), acquisendo dati in tempo reale dall’interno della catena cinematica, in modo da poter essere parte integrante del sistema di controllo centrale del trattore e/o assicurare un puntuale monitoraggio diagnostico di manutenzione remota.

È così possibile individuare eventuali sovraccarichi eccessivi e rilevare precocemente anomalie dovute all’usura, diminuendo in modo significativo i tempi di fermo.

 

© Domenico Pessina

 

 

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