Auga: arriva dalla Lituania M1, il primo trattore ibrido alimentato a biometano ed elettrico

Macchine , Trattori 21/10/2021 -
Auga: arriva dalla Lituania M1, il primo trattore ibrido alimentato a biometano ed elettrico

Produttore leader in Europa in ambito di agricoltura biologica, il gruppo agroalimentare lituano Auga ha ultimamente ampliato i propri orizzonti operativi, decidendo di offrire soluzioni tecnologiche idonee ad eliminare l’inquinamento ambientale lungo l’intera filiera alimentare, dal campo alla tavola.

L’obiettivo è ambizioso: assumere un ruolo guida a livello mondiale nello sviluppo di tecnologie che consentiranno di creare un nuovo standard per l’agricoltura sostenibile, riducendo drasticamente le emissioni nocive, come detto, nell’arco di tutta la catena del valore alimentare e puntando a conquistare la leadership mondiale nel settore delle tecnologie alimentari sostenibili e biologiche.

 

NUOVO TRATTORE IBRIDO M1, PRIMO STEP DI AUGA VERSO UNA FILIERA AGROALIMENTARE “VERDE”

Il primo passo del percorso intrapreso dal gruppo lituano si è già concretizzato con il recente lancio del suo innovativo Auga M1, il primo trattore al mondo ibrido che combina alimentazione a biometano e trazione elettrica per un uso agricolo professionale, sviluppato all’interno di Auga Group.

Un trattore frutto di un progetto avviato tre anni fa, spiegano i vertici di Auga, quando l’impresa lituana, alla ricerca di modalità di produzione alimentare a minimo impatto ambientale, ha calcolato che una parte significativa delle emissioni (ben il 30 per cento) di gas effetto serra proveniva dai combustibili fossili, largamente impiegati sui trattori. Così, prendendo atto della mancanza di offerta sul mercato delle macchine agricole di soluzioni adeguate alle esigenze del gruppo, in seno ad Auga ci si è determinati a progettare e realizzare in proprio un trattore con i requisiti di trazione giusti per raggiungere gli scopi aziendali.

 

UN TRATTORE SVILUPPATO IN CASA E PRODOTTO IN PROPRIO

Una volta concepito e definito il concept dell’M1, praticamente “inevitabile”, quando si è trattato di designare il carburante alternativo, è risultata la scelta del biometano, uno dei tipi di biocarburante più ecologici, rinnovabile e in grado di consentire di chiudere il ciclo all’interno di un’azienda agricola energeticamente indipendente.

La produzione di biogas parte dal letame raccolto nelle stalle delle aziendeagrozootecniche gravitanti nell’orbita di Auga – il gruppo lituano, va ricordato, gestisce 39mila ettari di terreni coltivati a cereali, barbabietole e ortaggi ed una mandria di 3400 vacche da latte – e poi trasformato in biometano in una unità di digestione anaerobica.

 

UN MOTORE TERMICO DA 400 CAVALLI CHE AZIONA I MOTORI ELETTRICI DELLE RUOTE

Sul nuovo trattore ibrido Auga M1 questo biometano alimenta un motore a combustione interna da 400 cavalli di potenza, abbinato a un generatore la cui energia viene trasmessa direttamente ai quattro motori elettrici alloggiati nelle ruote.

Durante il funzionamento in condizioni normali, quando la quantità di elettricità generata è maggiore del fabbisogno del trattore, la riserva di energia viene immagazzinata in batterie per essere utilizzata in lavori a basso consumo energetico o durante un carico di punta. Un tale sistema, pertanto, non spreca energia in condizioni di basso carico, utilizza un motore relativamente piccolo ma efficiente ed è in grado di mettere a disposizione una notevole potenza laddove necessario. E il tutto gioca a favore di un incremento dell’autonomia operativa del trattore.

 

FUNZIONAMENTO ININTERROTTO DEL TRATTORE PER 12 ORE

E qui, viene sottolineato dai responsabili del gruppo Auga, entriamo nell’ambito delle soluzioni messe a punto dagli ingegneri lituani per ovviare alle principali problematiche finora manifestate dai trattori a carburante sostenibile consegnati in tutto il mondo e destinati al lavoro agricolo professionale, soprattutto in grandi realtà agricole.

«Il nostro team di ingegneri ha individuato soluzioni per risolvere il problema del rifornimento e garantire un funzionamento ininterrotto del trattore durante tutta la giornata lavorativa – conferma Kęstutis Juščius, amministratore delegato del gruppo Auga –. Attualmente, infatti, i trattori alimentati a biometano presentano una scarsa autonomia, essendo in grado di funzionare solo per 2-4 ore, dal momento che le bombole del gas non riescono ad inserirsi fisicamente nella struttura del trattore. Gli agricoltori, tuttavia, hanno bisogno di macchine agricole che siano capaci di lavorare continuativamente per 12 ore o più».

Il design brevettato dell’azienda lituana, invece, consente al suo trattore ibrido M1, a biometano ed elettrico, di ospitare bombole di gas biometano più grandi, così da garantire, viene spiegato, una autonomia di lavoro pari a 12 ore.

 

NESSUN PROBLEMA DI RIFORNIMENTO DURANTE LA GIORNATA LAVORATIVA

Quanto al secondo ostacolo alla diffusione dei trattori alimentati a biometano, vale a dire l’infrastruttura delle stazioni di rifornimento di biometano sottosviluppata, la risposta del gruppo Auga è stata quella di posizionare su una piattaforma nella parte posteriore del trattore le sei bombole di stoccaggio del biometano, offrendo la possibilità di una loro rapida sostituzione una volta esaurite, eliminando la necessità di tornare in azienda durante la giornata per fare rifornimento.

 

AUGA AZIENDA AD EMISSIONI ZERO ENTRO IL 2030

Equipaggiato di pneumatici di dimensioni 900/60 R42, il nuovo trattore ibrido rappresenterà il pilastro di una articolata strategia che consentirà al gruppo Auga di raggiungere il prefissato traguardo di diventare un’azienda ad emissioni zero entro il 2030.

«Ma il nostro obiettivo va oltre a quanto riusciremo a conseguire come singola azienda – specifica Juščius –. Intendiamo infatti impegnarci per mettere a disposizione degli agricoltori di tutto il mondo questo nostro innovativo trattore ibrido, unitamente ad altre tecnologie ancora in fase di sviluppo, rendendoli accessibili a tutti gli operatori agricoli che desiderano lavorare in modo sostenibile e contribuendo così a risolvere il problema globale dell’inquinamento ambientale in agricoltura».

 

© Stefania Capponi

 

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