BKT Case Histories: Paolo Mastroberardino (Terredora) «con BKT abbiamo trovato l’efficienza»

BKT 08/09/2022 -

A Terredora, importante realtà vitivinicola italiana, vige una regola, quella dell’efficienza, e pertanto macchine, attrezzature e componenti sono scelti in funzione delle loro reali capacità di fare quello che devono. E, anche in funzione dell’assistenza: «Non spetta all’imprenditore programmare la manutenzione di un trattore o la sostituzione degli pneumatici – chiarisce il titolare ed enologo Paolo Mastroberardino –. Noi ci affidiamo a chi, con serietà e competenza, ci mette in grado di fare il nostro lavoro in serenità».

«In campo come in cantina, dalla produzione al confezionamento, da sempre ci dotiamo di tecnologie che ci permettano di organizzare al meglio il lavoro e, soprattutto, di abbattere i tempi morti – prosegue  –. Mai come oggi è di vitale importanza essere efficienti». In quest’ottica, da qualche anno, Mastroberardino sta scegliendo gommature BKT. Un trend destinato a durare, visto il livello di soddisfazione dimostrato.

 

UNA PARTNERSHIP DESTINATA A DURARE

«Da qualche anno ho il piacere di collaborare con il gommista Michele Grasso – spiega –.  E, seguendo il suo consiglio, abbiamo iniziato a utilizzare gli pneumatici BKT. Fin dai primi test siamo rimasti colpiti positivamente, così, insieme, abbiamo iniziato a valutare i diversi impieghi, abbiamo osservato l’usura che mostravano i nostri pneumatici e abbiamo anche valutato quello che personalmente ritengo un aspetto fondamentale, e cioè l’attenzione alla manutenzione. É iniziato così il processo di sostituzione dei nostri pneumatici con quelli BKT».

Oltre a quella per i prodotti, grande soddisfazione anche per il rapporto con il gommista: «Abbiamo iniziato a lavorare insieme un po’ per caso – racconta –. Fin da subito ho apprezzato la sua dedizione. Oltre alla puntualità nelle consegne, mi ha colpito la sua attenzione e la sua proattività nella gestione e nell’assistenza».

 

UNA TRA LE MAGGIORI AZIENDE VITIVINICOLE DEL SUD ITALIA CON I SUOI 175 ETTARI A VIGNETO SULLE COLLINE DELL’IRPINIA

Terredora Di Paolo è una società semplice agricola che nasce nel 1978, all’epoca è denominata Vigna Dora Di Paolo Mastroberardino. Negli anni viene trasformata nella società agricola dei fratelli Paolo, Lucio e Daniela Mastroberardino. Nel 1994 l’azienda si sgancia definitivamente dalla storica impresa di famiglia e diventa, nel tempo, una delle principali aziende vitivinicole del Sud Italia.«Mio padre Walter –  sottolinea Paolo Mastroberardino – è stato il primo a far conoscere i vini dell’Irpinia fuori dai confini nazionali».

Oggi Terredora conta 175 ettari a vigneto, somma delle diverse superfici delle otto aziende agricole di proprietà poste in diversi comuni della provincia di Avellino: Montefusco, Montefalcione, Santa Paolina, Lapio, Montemiletto, Pietradefusi, Venticano e Gesualdo. I comuni ricadono nelle tre aree Docg – Fiano di Avellino, Greco di Tufo, e Taurasi – e nella grande area della Doc Irpinia.

«Abbiamo da sempre lavorato con i vitigni storici del territorio e a questi continueremo a dedicarci – precisa il titolare che è anche enologo consulente di altre realtà –.  Io rappresento l’ottava generazione di produttori di vino della nostra famiglia. La nona generazione, ossia le mie due figlie, sta già lavorando in azienda».

La produzione attuale è ottenuta per circa il 96-97% dalle vigne di proprietà e per una piccola quota da uve provenienti da produttori fidati dall’areale Vesuviano. Le uve vengono poi vinificate a Montefusco. Il potenziale produttivo è di un milione e 700mila bottiglie, ma la produzione attuale oscilla intorno al milione. «Le nostre rese – precisa – sono molto contenute. Per quanto riguarda il Fiano lavoriamo su 50 quintali a ettaro, il Greco 60. La Falanghina è la più produttiva, arriviamo anche a 95. Poco meno l’Aglianico, con circa 90 quintali a ettaro».

La produzione viene assorbita per il 60-65 per cento dal mercato interno, principalmente canale Horeca: «Fatta eccezione per Esselunga, nostro cliente storico per il quale abbiamo l’etichetta dedicata Vigne Verginianae, con la GDO lavoriamo poco – riferisce il titolare –- È una nostra scelta, perché in troppe insegne si confonde qualità con rapporto qualità/prezzo». Il restante 40% viene esportato principalmente negli Stati Uniti, a seguire Svizzera, Canada, Brasile, Corea, Spagna, Francia e Germania.

 

UN NUTRITO PARCO MACCHINE

Il parco macchine aziendale è composto da 19 trattrici, di cui tre da 150 cavalli, gommate e impiegate principalmente per trasporto su strada. Cinque trattrici, sempre gommate, da 80 cavalli vengono prevalentemente usate per i trattamenti fitosanitari. «Siamo un’azienda storica, rispettosa della tradizione, ma aperta all’innovazione – precisa il titolare –. Con i miei collaboratori abbiamo capito che il futuro è la meccanizzazione, non sposiamo la filosofia del “si è sempre fatto così”».

Il parco macchine è perlopiù firmato New Holland. Nel più recente passato, si sono aggiunte anche macchine McCormick. «In alcuni casi – argomenta il titolare – impieghiamo ancora macchine che hanno una certa età. Ma sono soluzioni che non dicono mai di no: se c’è l’efficienza, per noi c’è tutto».

 

PERCHÉ BKT PIACE

BKT AGRIMAX RT 765

«Prima di passare a BKT – ricorda Mastroberardino – notavamo che gli pneumatici spesso cedevano sui fianchi. La mescola che viene impiegata da BKT si è rivelata, al contempo, molto più resistente, ma anche più morbida. Abbiamo provato con la prima trattrice e, visti i risultati, pian piano stiamo dotando tutti i nostri mezzi con pneumatici BKT».

«Oltre alla qualità del prodotto, ritengo fondamentale l’assistenza – commenta l’intervistato –. Il gommista ci segue in tutto: noi abbiamo bisogno di ridurre i costi, dunque minor manutenzione possibile, e di poter contare sulla più alta resistenza e durata dello pneumatico. Poiché lavoriamo su pendenze che oscillano tra il 5 e il 25%, soprattutto sui trattori da 80 cavalli, e cioè macchine che lavorano anche 80-90 ore alla settimana, notiamo, in generale, un’usura velocissima dei ramponi anteriori: il treno gomme anteriori lo dobbiamo sostituire con più frequenza rispetto a quello posteriore. Prima di passare a BKT, su alcune macchine eravamo costretti a sostituzioni annuali».

BKT AGRIMAX RT 765

Grande apprezzamento, da parte della proprietà, per gli pneumatici AGRIMAX RT 765: «Li abbiamo montati su una trattrice che viene impiegata per i trattamenti fitosanitari alle barbatelle. Si tratta di una macchina che ha la sua età, ma che non abbiamo mai dismesso perché è un grande cavallo di battaglia. È una macchina zavorrata, che ha la necessità di aggrapparsi, in cui di fatto lavora la parte anteriore. Con AGRIMAX RT 765 abbiamo svoltato: si tratta di gommature poco complesse, ma che per quanto mi riguarda sono quelle che danno le maggiori soddisfazioni».

«In questo caso – commenta Yuri D’Antilio, Technical Manager di BKT – si tratta di misure piccole, molto utilizzate soprattutto in Italia. Per macchine che devono andare in vigneto sono la soluzione ideale perché sono strette e dunque presentano un ingombro laterale ridotto. Come sempre, è fondamentale avere un settaggio corretto delle pressioni. Se non si lavora alle pressioni indicate dal costruttore, si rischia di anticipare l’usura: noi cerchiamo sempre di offrire assistenza sul campo, ma è altrettanto fondamentale la consapevolezza dell’utente finale».

 

AGRIMAX RT 657, UNA SOLUZIONE OTTIMALE PER L’UTILIZZO MISTO

BKT AGRIMAX 657

A Terredora è molto apprezzato anche AGRIMAX RT 657: «Il nostro prodotto è versatile, sviluppato specificamente per l’utilizzo misto, sia per il trasporto sia su campo – aggiunge D’Antilio –. Presenta eccellenti doti di autopulitura e un profilo del battistrada che permette il massimo contatto tra lo pneumatico e l’asfalto, il che garantisce una buona aderenza al terreno e si traduce in un feeling del driver ottimo in termini di tenuta di strada: soprattutto in presenza di rimorchi con masse ingenti, il trattore deve guidare, non deve essere guidato.

BKT AGRIMAX 657

Andando anche in campo, sono gli pneumatici che devono avere una buona trazione, pur non essendo destinati a lavorazioni pesanti».

 

OCCHIO ALLA PRESSIONE

Paolo Mastroberardino (a destra nella foto) e Yuri D’Antilio

Durante la visita all’azienda Terredora, Mastroberardino e D’Antilio hanno condiviso l’importanza del lavoro degli pneumatici secondo le regole. In particolare, si è parlato della giusta pressione. «La pressione di gonfiaggio è un aspetto fondamentale – sottolinea l’esperto di BKT –. Soprattutto per le macchine che vengono utilizzate su strada, se la pressione non viene settata correttamente, si possono avere usure irregolari. È infatti importante avere un’area di contatto che sia il più possibile vicina a quella di progetto. Un errore comune è gonfiare le gomme alla massima pressione, così facendo il rischio è che il carico non sia sufficiente a far sì che il battistrada si deformi ed entri interamente in contatto con la superficie stradale. E, se non si deforma abbastanza, è solo la parte centrale a mantenere il contatto con il suolo, creando quindi consumi irregolari».

«Nell’utilizzo su campo – prosegue – subentra la trazione integrale. Non essendo possibile far girare tutte e quattro le gomme alla stessa velocità, si deve sempre fare i conti con lo scarto tra gomme anteriori e posteriori, ossia con l’anticipo. La regola generale è di stare tra lo zero e il 5%, l’ottimale è circa il 3%, ma quelli che vanno assolutamente evitati sono i valori negativi. L’anticipo dipende infatti anche dalla circonferenza di rotolamento degli pneumatici, che cambia con la pressione. Pertanto, se si utilizzano pressioni sbagliate, si inficia il corretto valore, il che può avere conseguenze pesanti non solo sull’usura degli pneumatici, ma anche sulla longevità della trasmissione della macchina. In altre parole, si può rompere il cambio».

 

LA SCHEDA TECNICA È LA RISPOSTA

Qual è, allora, la corretta pressione degli pneumatici? «Naturalmente non esiste un valore assoluto, che va bene per tutte le situazioni – conclude D’Antilio –.  Occorre verificare il carico che agisce sulle gomme, carico che ovviamente varia a seconda delle situazioni. Per quanto riguarda gli pneumatici BKT potete contattare i nostri esperti per un consulto, come ad esempio il vostro gommista o rivenditore di fiducia. Inoltre, sulle schede dedicate a ognuno dei nostri prodotti, disponibili sul sito di BKT (www.bkt-tires.com), troverete la corretta risposta a ogni casistica».

 

© Emanuela Stìfano

Nella foto di apertura da sinistra: Alice Maggioni, assistente marketing BKT, Yuri D’Antilio, Technical Manager di BKT, Paolo Mastroberardino e il gommista Michele Grasso.

 

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