BKT Case Histories: Top Melon, quando durare diventa fondamentale

BKT 14/03/2023 -
BKT Case Histories: Top Melon, quando durare diventa fondamentale

E BKT lo sa molto bene: il marchio indiano è noto per la capacità di offrire pneumatici di lunga durata e ottime prestazione nel tempo. Pochi i mm di consumo sul primo treno dopo oltre 4.000 ore

 

Alcune soluzioni agromeccaniche che meritano un approfondimento presso un’importante azienda del centro Italia riguardano sicuramente gli impieghi e la durata di alcuni pneumatici BKT installati su diverse tipologie di macchine.

Azienda Top Melon

Nelle prime fasi della filiera di lavorazione di meloni ed angurie i frutti vengono separati per il loro calibro e scelti accuratamente dal personale addetto, che scarta quelli non idonei alla commercializzazione. Segue il confezionamento in azienda, a seconda del cliente e della confezione che si vuole ottenere, dal magazzino di stoccaggio vengono prelevati i vari packaging e portati presso le varie macchine di imballaggio.

Alle porte di Perugia e per l’esattezza a Pantalla, frazione del comune di Todi, si trovano la sede aziendale e vari centri di una delle più importanti aziende produttrici di meloni della regione, capace di rifornire diverse catene della GDO italiana. Su circa 500 ettari di superficie coltivata e oltre 12.000 metri quadri di capannoni al coperto si sviluppa una filiera che parte dal semenzaio, con la semina delle piantine di melone, fino ad arrivare al loro confezionamento e trasferimento nei vari poli logistici da cui partiranno per le destinazioni finali.

Azienda Top Melon

L’azienda Top Melon, che prende il nome dalla coltivazione principale di meloni, produce anche cavoli e angurie e, nei periodi meno intensi, si occupa anche del confezionamento e stoccaggio di prodotti per contoterzi. Per dare un’idea della grandezza di queste attività, basti pensare che in stagione lavorano fino a 130 dipendenti, di cui la gran parte sono impegnati all’interno dei capannoni e una parte secondaria si occupa invece della raccolta in campo. I terreni aziendali coltivati arrivano fino al comune di Deruta, e si estendono ampiamente nella fascia pianeggiante che costeggia la superstrada, sia a nord sia a sud di Marsciano.

 

IL FAI DA TE È LA CHIAVE VINCENTE
Azienda Top Melon

Alcuni dei carrelli utilizzati durante la raccolta dei meloni: data la scarsità di queste particolari attrezzature sul mercato, la Top Melon ha deciso di autocostruirseli in casa. Ed ecco i risultati finali.

Facendo un giro all’interno dei vari centri di ricovero dell’azienda si percepisce subito un’autosufficienza del tutto rilevante non solo nella riparazione delle macchine agricole, a livello di officina, ma anche nell’auto-fornirsi di attrezzature dedicate per la propria filiera.

Un esempio lampante di questa capacità sta nei carrelli per la raccolta dei meloni che la Top Melon è riuscita a costruire in sede: a un piano di carico ribassato vengono aggiunti dei rulli o dei sistemi a nastro per fare traslare i bins, affiancati da pedane dove possono lavorare gli operatori che smistano i vari frutti.

Questa autosufficienza si espande a livello aziendale anche nella preparazione e nell’adattamento delle proprie macchine agricole per i lavori specifici che bisogna effettuare negli impianti di meloni, oltre ad avere una ben fornita officina che svincola le tempistiche di riparazione da eventuali aiuti esterni. In aziende di tali dimensioni e che devono forzatamente rifornire la GDO nelle tempistiche richieste, è fondamentale scegliere dei partner affidabili e con un’adeguata assistenza.

 

PARTNER INFERIORI A NESSUNO
Azienda Top Melon

Parte del parco macchine aziendale destinato alle lavorazioni specializzate (John Deere con carreggiata allargata) e ai trattamenti fitosanitari (Grim).

La Top Melon si è spostata di recente sul marchio John Deere per quanto riguarda gran parte del parco macchine dei propri trattori, che parte dalle basse potenze, ovvero 50-60 CV fino a superare i 400 cavalli per i lavori pesanti (c’è anche un Fendt 1050 a completare il parco macchine di alta potenza). Ha scelto poi Merlo per i sollevatori telescopici, i quali si sono inseriti di recente in azienda soppiantando il vecchio marchio.

Per queste macchine il lavoro da svolgere non è eccessivamente gravoso, ma è costante tutto l’anno, sia durante la raccolta dove fanno più ore di lavoro sia nei periodi invernali dove è necessario smistare materiali e prodotti delle filiere secondarie. Principalmente infatti vengono utilizzati per lo smistamento di bins in campo, il che non vuol dire sempre condizioni ottimali. Nei mesi invernali, durante la raccolta del cavolo (presente anch’esso in differenti varietà) si affrontano condizioni che per umidità e presenza d’acqua sono alquanto estreme, e che mettono a seria prova sia trattori sia sollevatori telescopici.

Da sinistra: Piero Torassa, Field Engineering Manager di BKT Europe, Alice Maggioni, assistente Marketing BKT, Michele Zangarelli, Gestione logistica e post raccolta Top Melon,  Andrea Orazi e Nicola Coletti, operatore agricoli Top Melon.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento degli pneumatici l’azienda Top Melon si sta affidando a vari costruttori, i quali non sempre però stanno garantendo delle soluzioni ideali soprattutto per le alte potenze. Per alcuni modelli, sono stati riportati infatti episodi di gravi deterioramenti precoci o ancor peggio rotture a livello della carcassa, oltre che un’elevata instabilità sul cerchio durante le operazioni gravose dei 450-500 CV.

Azienda Top Melon

Uno dei diversi esemplari over 400 CV presenti in azienda, 8R 370 impiegato per operazioni gravose solitamente di preparazione del terreno, i primi passaggi della lavorazione per la messa a dimora delle piantine di melone.

Non si può dire altrettanto invece di BKT, presente in azienda come primo equipaggiamento sia su alcuni trattori sia su tutti i telescopici e che – al momento – non ha dato nessun particolare problema,  si pensa possa durare a lungo nel tempo. Ovviamente si sta parlando di equipaggiamenti molto diversi e destinati a macchine più piccole nonché più leggere, ma che nel loro complesso svolgono attività di fondamentale importanza soprattutto nei momenti di raccolta, momenti in cui ogni secondo conta.

 

PICCOLI MA BEN GOMMATI, CON AGRIMAX RT 765

Uno dei due esemplari di New Holland T4.65 PowerStar equipaggiato con pneumatici AGRIMAX RT 765 nelle misure 370/60 R 20 all’anteriore e 420/70 R 30 al posteriore.

Uno dei primi allestimenti aziendali di BKT si compone di due set di pneumatici installati su due New Holland T4.65: AGRIMAX RT 765 nelle misure 370/60 R 20 all’anteriore e 420/70 R 30 al posteriore. Avvicinandosi a queste macchine, soprattutto nell’estetica della carcassa e del battistrada, si direbbe che abbiano lavorato non oltre le 2000-2500 ore, ma in realtà non con poca sorpresa dal contatore del trattore si scopre che ne hanno fatte addirittura oltre 4000 per il primo esemplare e 4500 nel secondo caso.

I ramponi sia sull’anteriore che sul posteriore hanno perso davvero poco materiale, lo si evince dopo una prova di consumo effettuata da Piero Torassa, Field Engineering Manager di BKT Europe, che ha registrato su entrambe le trattrici un’altezza di 30,5 mm del battistrada al posteriore (nella foto sotto) e 26 mm all’anteriore, il che significa un consumo di pochi millimetri rispetto ad uno pneumatico nuovo.

 

PRESSIONI DI GONFIAGGIO “SU MISURA” PER I FREQUENTI TRASFERIMENTI SU STRADA

Rilevamenti di altezza effettiva del battistrada e pressione (nella foto sotto) effettuati sui New Holland T4.

Questo dato è rilevante anche per il fatto che i trattori in questione sono destinati al trasporto dei meloni durante la raccolta, il che vuol dire che effettuano numerosi tratti su strada e trasferimenti frequenti, fattore preponderante nell’usura di uno pneumatico.

Va anche detto che le pressioni di gonfiaggio sono state adattate per non percepire troppi sobbalzi durante la guida su strada, riducendo così la pressione a scapito di un valore ideale per il quale il consumo si potrebbe ulteriormente limitare. Nelle prove di pressione, infatti, sia gli pneumatici anteriori sia quelli posteriori si trovavano ad una pressione di 1,2 bar: valore idoneo all’interno dei limiti da scheda tecnica ma che può essere aumentato se le macchine effettuano numerosi trasferimenti stradali.

Particolare dello pneumatico AGRIMAX RT 765, un battistrada poco consumato al posteriore (ma anche all’anteriore), nonostante le diverse migliaia di ore di lavoro.

Oltre ai trasporti dei frutti raccolti, queste macchine effettuano lavori leggeri quali la fresatura dei filari di meloni, l’impiego di trincia e trincette per la manutenzione del verde e altri lavori secondari all’interno delle varie filiere. A detta degli operatori e dei responsabili in azienda questi set di pneumatici stanno perdurando nel tempo e si stanno comportando in maniera adeguata rispetto alle macchine su cui sono state montate, senza particolari difetti e problematiche.

 

LE GIUSTE GOMMATURE PER LE OPERAZIONI SOTTO SERRA

Uno dei due John Deere 5090 GL destinati ai trattamenti fitosanitari sotto serra. Si equipaggiano con BKT AGRIMAX RT 765, nelle misure di 260/70 R 16 e 380/70 R 20, per le quali si raccomanda una pressione elevata (sempre rimanendo nei limiti) soprattutto per la coppia anteriore di ridotto diametro e elevato carico per cm2.

Altri due set di pneumatici BKT applicati su trattori riguardano i primi equipaggiamenti di due John Deere 5090 GL, macchine specializzate con cabina ribassata e destinate ai lavori specifici di trattamenti fitosanitari sotto serra. Le serre della Top Melon hanno misure standard e limitano notevolmente l’accesso alle macchine agricole. Solo questi due trattori sono in grado di entrarvi per effettuare i trattamenti, lo fanno anche grazie alla gommatura BKT AGRIMAX RT 765, nelle misure di 260/70 R 16 e 380/70 R 20.

Per il momento i rilevamenti effettuati su questi pneumatici riguardano soltanto le pressioni di gonfiaggio in quanto entrambi i trattori riportano troppe poche ore per un’analisi valida e dettagliata riguardo al consumo del battistrada. In particolare, visto il ridotto diametro degli pneumatici anteriori (che devono però sterzare molto e garantire manovrabilità) e il carico a cui sono sottoposti, si consigliano delle pressioni di gonfiaggio medio-alte per evitare deformazioni precoci della spalla e della carcassa.

 

CREATI PER LE OPERAZIONI AGRICOLE, IN CAMPO E SU STRADA

Lamborghini Crono 65, equipaggiato di primo impianto con pneumatici BKT AGRIMAX RT 855, nelle misure 380/85 R 28 al posteriore e 260/70 R 16 all’anteriore.

Gomme così piccole su trattori specializzati hanno infatti un elevato carico dovuto sia alla loro dimensione ma anche dalla posizione e ripartizione dei pesi del trattore stesso: con un telaio stretto e pronunciato e le zavorre anteriori in aggiunta, si hanno sempre notevoli carichi sull’assale anteriore, il quale deve anche bilanciare eventuali attrezzature che, su queste macchine, sono sempre portate e quasi mai trainate. Sia questi sia i pneumatici dei New Holland rientrano nella categoria radiale di BKT Serie 70, creati appositamente per le operazioni agricole sia in campo sia su strada.

Un altro collega dei trattori sopra citati è un Lamborghini Crono 65, equipaggiato di primo impianto con BKT AGRIMAX RT 855, nelle misure 380/85 R 28 al posteriore e 260/70 R 16 all’anteriore, pneumatici principalmente sviluppati per la lavorazione del terreno e il trasporto sia su campo sia su strada, con una particolare attenzione alla capacità autopulente del battistrada.

 

QUANDO SOLLEVARE NON È UN HOBBY
Azienda Top Melon

Il TurboFarmer 33.7 con allestimento forche da pallet per lo smistamento e il carico dei bins. Per gran parte della stagione i telescopici Merlo in azienda vengono utilizzati in questa configurazione.

Un ultimo e non meno importante primo equipaggiamento che si trova all’interno della Top Melon è sicuramente quello che caratterizza i quattro sollevatori telescopici Merlo: in questo caso sono stati scelti degli pneumatici convenzionali (non radiali) a tele incrociate, ideali per lo smistamento e sollevamento di carichi gravosi e per fornire una stabilità ottimale ai sollevatori telescopici. È importante infatti, soprattutto con carichi leggeri o medio-pesanti – che vanno allo sbraccio massimo – garantire portanza e rigidità al sollevatore, per non ridurre il controllo del braccio durante le fasi di movimentazione.

La stabilità è anche molto importante per effettuare movimentazione dove è richiesta assoluta precisione, e in un’azienda come questa dove si impilano anche centinaia di bins al giorno è del tutto fondamentale essere precisi.

 

BKT CON STAR, ELEVATA RESISTENZA E LUNGA DURATA
Azienda Top Melon

Il Merlo TurboFarmer 30.9 equipaggiato con BKT CON STAR e con ragno per il carico degli scarti organici industriali derivati dalla filiera di confezionamento del cavolo.

BKT CON STAR è il modello scelto per equipaggiare i telescopici Merlo, nella misura 400/70 R 20 IND. Questo modello è indicato per l’applicazione mista agricola ed industriale, proprio quello che fa al caso di una filiera come questa.

Il modello CON STAR è stato realizzato con una mescola particolarmente resistente ad ogni tipo di taglio che contribuisce ad un ciclo di vita prolungato dello pneumatico, ideale nei lavori dove si presentano sollecitazioni laterali e passaggi vicino a materiale inerte. Con una pressione ideale di gonfiaggio di 4 bar si ottiene una capacità di carico per pneumatico di 3.250 kg, più che sufficiente per i modelli Merlo TurboFarmer 30.9 e 33.7, macchine con capacità di sollevamento e di sbraccio rispettivamente di 30 e 33 quintali, e di 9 e 7 metri.

Rilevamenti effettuati sul Merlo TurboFarmer 33.7 equipaggiato con pneumatici CON STAR, rilevamento pressione e calcoli della giusta pressione di gonfiaggio a seconda del carico.

Le macchine vengono impiegate per lo smistamento dei prodotti raccolti e quelli di scarto, il carico dei camion ma anche tutti i lavori di sollevamento da effettuare in azienda quali la manutenzione del verde e quella delle strutture. Durante la campagna di raccolta tutti e quattro i sollevatori Merlo lavorano a pieno campo, ecco perché è stato importante scegliere lo pneumatico adeguato ai lavori industriali ma capace di adattarsi a pieno a tutte quelle applicazioni sul suolo agricolo.

Nei periodi invernali durante la raccolta del cavolo anche i telescopici vengono messi a dura prova nelle condizioni bagnate che si creano e persistono durante l’inverno. Anche per questa situazione, date le circa 1.000 ore di lavoro per ciascun telescopico, non sono stati riportati casi di cattivo deterioramento o particolari deformazioni degli pneumatici: anche in questo caso grazie a BKT tutto sta procedendo per il meglio.

 

SEMPRE PIÙ ATTENZIONE AI COMPONENTI

Da questa analisi svolta presso la Top Melon si possono trarre alcune importanti conclusioni relative agli pneumatici presenti nell’azienda agricola, o perlomeno in questa importante realtà: in particolare gli acquisti devono rispettare due grosse peculiarità, sicuramente ricercate anche dalle piccole/medie aziende agricole odierne: affidabilità e durata.

Affidabilità in quanto tutti i componenti devono lavorare in sinergia e creare meno problematiche possibili soprattutto nei momenti salienti dell’annata agricola; durata perché solo in questo modo si possono abbattere alcune delle voci di spesa più onerose, determinanti in questo particolare periodo di crisi legata a diversi fattori globali. BKT per Top Melon si è presentata come un valido partner capace di garantire soluzioni affidabili e durature sino a questo momento. Ne riparleremo in futuro.

 

© Alessandro Agri957

 

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