CNH Industrial: terzo trimestre 2022 oltre le attese e previsioni migliorate

Mercati 29/11/2022 -
CNH Industrial: terzo trimestre 2022 oltre le attese e previsioni migliorate

Ancora un trimestre decisamente brillante per CNH Industrial che, a fronte dei positivi risultati economici ottenuti, ha deciso, nonostante il clima economico incerto, di migliorare la guidance per l’intero 2022.

 

RICAVI E REDDITIVITÀ IN FORTE MIGLIORAMENTO

Cifre alla mano, il gruppo produttore di macchine per l’agricoltura e il settore delle costruzioni facente capo ad Exor, la holding finanziaria olandese controllata dalla famiglia Agnelli, ha fatto registrare nel terzo trimestre dell’anno, ricavi consolidati pari a 5.881 milioni di dollari – in crescita del 23,9% rispetto al terzo trimestre 2021 per le Continuing Operations, e  del 29% a valuta costante, di cui 5.396 milioni di dollari di ricavi netti delle Attività Industriali, con un aumento del 24,4% dovuto principalmente ai prezzi favorevoli, malgrado una conversione valutaria negativa superiore al 5%.

L’utile netto è stato di 559 milioni di dollari, con un risultato diluito per azione di 0,41 dollari (utile netto di 460 milioni di dollari nel terzo trimestre 2021, con un risultato diluito per azione di 0,34 dollari). L’utile netto Adjusted è stato di 557 milioni di dollari, con un risultato diluito Adjusted per azione di 0,41 dollari (utile netto Adjusted di 463 milioni di dollari nel terzo trimestre 2021, con un risultato diluito Adjusted per azione di 0,34 dollari).

L’Ebit adjusted delle Attività Industriali è risultato pari a 670 milioni di dollari (+250 milioni di dollari rispetto al terzo trimestre 2021), il cash flow delle attività operative pari a 272 milioni di dollari e il Free Cash flow delle Attività Industriali a 202 milioni di dollari.

«Il team di CNH Industrial ha realizzato ancora una volta un solido trimestre generando ricavi consolidati record nel terzo trimestre, in crescita di quasi il 24% rispetto all’anno precedente – ha commentato il CEO Scott W. Wine –. Grazie a una combinazione favorevole di volumi e prezzi, un’eccellente esecuzione e al migliorato mix di prodotti, il margine lordo e il margine EBIT sono aumentati in modo sostanziale, rispettivamente di 260 e 270 punti base».

 

RICAVI DI VENDITA DELLE MACCHINE AGRICOLE IN AUMENTO DEL 26 PER CENTO

Le macchine per l’agricoltura hanno evidenziato un ottimo trend registrando ricavi di vendita netti pari a 4,501  miliardi di dollari, in crescita del 26 per cento (+32% a cambi costanti)  rispetto al terzo trimestre del 2021, per effetto degli aumenti di prezzo e di un migliore mix di prodotti, in particolare nelle regioni del Nord America e del Sud America, parzialmente compensati dall’impatto negativo dei tassi di cambio.

In particolare, in Nord America, il volume del settore è aumentato del 9% anno su anno nel terzo trimestre per i trattori di potenza superiore a 140 cavalli e ha registrato un calo del 16% per  quelli  di potenza inferiore a 140 cavalli; la domanda di mietitrebbie è aumentata a sua volta del 13%.

In Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), la domanda di trattori e di mietitrebbie è diminuita rispettivamente del 5% e del 30%; la domanda di mietitrebbie nella sola Europa è aumentata del 12%.

In Sud America la domanda di trattori è aumentata del 12% e quella di mietitrebbie del 20%. Nell’area Asia-Pacifico, infine, la domanda di trattori è aumentata dell’8% e quella di mietitrebbie del 12%.

Sempre nel terzo trimestre del 2022, il margine operativo lordo del segmento Agriculture si è attestato al livello record del 25,0%, con incremento di 340 milioni di dollari rispetto al terzo trimestre del 2021, prevalentemente per effetto degli aumenti di prezzo e di un migliore mix, soprattutto in Nord America, Sud America e Asia-Pacifico, parzialmente compensato dall’aumento dei costi di produzione e delle materie prime in tutte le regioni.

L’Ebit adiusted è stato di 666 milioni di dollari (415 milioni di dollari nel terzo trimestre 2021), con un margine Ebit  adjusted del 14,8%. L’aumento di 251 milioni di dollari è stato determinato da migliori prezzi e da un migliore mix di prodotti, parzialmente compensati da un aumento delle spese generali, amministrative e di vendita e da un incremento dei costi di produzione, delle materie prime e delle attività di ricerca e sviluppo.

 

INCERTEZZA SULLO SCENARIO DEI COSTI A MEDIO TERMINE

Il Portafoglio ordini del segmento Agriculture è diminuito di meno del 10% rispetto all’anno precedente per i trattori. Il portafoglio ordini per le mietitrebbie è diminuito del 21%, con cali in Nord America e Sud America parzialmente compensati dalla crescita nell’area Emea.

I portafogli ordini, superiori di oltre 2,5 volte rispetto ai livelli pre-pandemia, rimangono solidi in tutte le regioni e per tutti i prodotti chiave, ma la società ha limitato la presa di ordini, in quanto lo scenario dei costi a medio termine è ancora poco chiaro.

 

I PREZZI SOSTENUTI DELLE GRANAGLIE ALIMENTANO UN ROBUSTO PORTAFOGLIO ORDINI

«Il segmento Agriculture ha fatto registrare un margine Ebit record del 14,8%. Sebbene i nostri solidi risultati riflettano un miglioramento, rispetto al trimestre precedente, della catena logistico-produttiva globale, significativi ostacoli persistono, con un’inflazione che rimane a livelli molto elevati – ha fatto presente Scott W. Wine –. Il Free Cash Flow delle Attività Industriali è stato positivo nel trimestre e confermiamo l’obiettivo di generare oltre 1 miliardo di dollari di Free Cash Flow delle Attività Industriali per l’intero anno, accelerando il completamento e la consegna delle nostre scorte nel corso del Q4».

«Il portafoglio ordini rimane robusto, grazie anche ai prezzi sostenuti delle granaglie che continuano a supportare la domanda di prodotti all’interno del business Agriculture, ma anche a diversi mercati Construction che continuano a mostrare solidità  – ha aggiunto –. Siamo entusiasti di poter mostrare il futuro delle nostre tecnologie di precisione, automazione, guida autonoma e carburanti alternativi al nostro Tech Day che si terrà a dicembre».

 

RIVISTE AL RIALZO LE INDICAZIONI FINANZIARIE PER IL 2022

CNH Industrial ha pertanto aggiornato le prospettive per il 2022 riguardo alle sue Attività industriali che prevedono ora ricavi di vendita netti in crescita tra il 16% e il 18% rispetto all’anno precedente, compresi gli effetti della conversione valutaria; spese generali, amministrative e di vendita inferiori al 7,5% dei ricavi di vendita netti; Free Cash Flow delle Attività Industriali superiore a 1 miliardo di dollari; Spese di ricerca e sviluppo e spese in conto capitale pari a circa 1,4 miliardi di dollari.

Viene tuttavia evidenziato che perduranti significative incertezze – tra le quali l’aumento dell’inflazione, l’instabilità geopolitica, e la guerra in Ucraina – possono influenzare le previsioni della Società per l’anno.

«I prossimi trimestri rappresenteranno una sfida per il nostro team che tuttavia ha sempre saputo dimostrare il proprio valore e sono sicuro che continueremo a garantire pieno supporto ai nostri clienti, a produrre risultati per i nostri azionisti e a portare avanti le nostre iniziative strategiche indipendentemente dal clima economico», ha concluso Scott W. Wine.

 

PROBABILE L’ADDIO DEL GRUPPO ALLA BORSA ITALIANA, DOPO QUELLO DI EXOR

Nel contesto dell’annuncio dei conti del trimestre, l’amministratore delegato del gruppo ha annunciato anche che sono in corso valutazioni da parte della società per un eventuale addio a Piazza Affari, dopo quello di Exor e dopo che lo spin off di Iveco Group che ha reso di fatto CNH Industrial una società più nordamericana che europea. Wine ha precisato che nessuna decisione è stata ancora presa a riguardo e che si stanno valutando pro e contro senza escludere il mantenimento della doppia quotazione.

«La doppia quotazione in Italia e negli Stati Uniti è una questione che stiamo valutando e discutendo con il consiglio di amministrazione – ha detto Scott Wine –. Da investitori e analisti ci è arrivata questa richiesta per renderci più facilmente comparabili con i nostri concorrenti nordamericani e ritengo che il passaggio al deposito presso la SEC faccia parte di questo passo nella giusta direzione».

 

 
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