Confai: detrarre dai costi di manodopera anche i contoterzisti nella riforma Pac post 2013

News 21/04/2012 -

«Dimenticarsi delle imprese di meccanizzazione agricola nelle modifiche da apportare alla proposta di riforma della Pac post 2013 potrebbe essere un autogol pesante per il mondo agricolo». È quanto sostiene Sandro Cappellini, coordinatore nazionale di Confai, facendo riferimento soprattutto al capping, ossia alla soglia prevista nell’assegnazione dei contributi della Pac diretti alle imprese agricole, fissata nella misura massima di 300mila euro.

«Nell’attuale proposta del commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Cioloş, è previsto che nel determinare gli aiuti da erogare sul primo pilastro vengano tenuti in considerazione i costi del lavoro – precisa Cappellini -. Ebbene, nell’interesse degli agricoltori, Confai auspica che questa decurtazione tenga conto non solo del costo dei dipendenti delle aziende agricole, ma che possano essere decurtati anche i corrispettivi pagati dalle aziende che hanno fatto ricorso ai servizi delle imprese di meccanizzazione agricola».

Conti alla mano, Confai calcola che i servizi di terziarizzazione in agricoltura, fra operazioni di raccolta, trinciatura, aratura, semina, superino 1,5 miliardi di euro annui. «Poter detrarre tali costi, innalzando magari da 300mila a 500mila euro il tetto massimo oltre il quale far scattare i tagli – sostiene il coordinatore nazionale della Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani – renderebbe meno pesante l’impatto della riforma della Pac sulle imprese. Ci auspichiamo che la nostra proposta venga recepita e supportata anche dalle altre rappresentanze agricole».

«Le norme che riformano la Pac sono in buona parte da rivedere – commenta Leonardo Bolis, presidente di Confai – anche e soprattutto alla luce delle posizioni assunte dal Parlamento e dalla Corte dei Conti europee, che sostanzialmente le bocciano in maniera piuttosto radicale. Quanto all’Italia, è giunto il momento di stringere le fila per sottoscrivere un unico documento di proposta, condiviso da tutti i sindacati e le rappresentanze del mondo agricolo».

A chi spetta il ruolo di coordinamento? «Confai ritiene che spetti al ministero delle Politiche agricole il compito di sentire le varie proposte e di farne una sintesi definitiva – prosegue Bolis – senza però escludere alcun sindacato. Limitarsi a recepire solo le posizioni di alcune rappresentanze, dimenticandosi di altre, non solo sarebbe discriminatorio, ma rischierebbe di compromettere i risultati di una Politica agricola comunitaria, i cui benefici sono destinati anche ad un contribuente netto qual è l’Italia».

Fonte: Confai
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