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Faresin, il telescopico elettrico 100% made in Italy

By at Febbraio 20, 2020 | 20:10 | Print

Faresin, il telescopico elettrico 100% made in Italy

Lo chassis è lo stesso del sollevatore telescopico 6.26 “convenzionale”, ma il telescopico Full Electric 6.26 di Faresin ha una differenza sostanziale: al posto del motore endotermico, monta un motore cento per cento elettrico. Il che si traduce in zero emissioni e dunque nell’impiego in tutti quei contesti – magazzini, centri urbani, stalle, serre, cantine – in cui un motore tradizionale potrebbe essere poco gradito, per via delle emissioni e della rumorosità.

Per Faresin il 6.26 Full Electric – presentato in anteprima ad Agritechnica, e mostrato con orgoglio a Fieragricola (nella foto sotto), sia allo stand sia nell’area demo esterna – rappresenta certamente un fiore all’occhiello: è stata la prima azienda, nello scenario internazionale, ad aver presentato un sollevatore telescopico totalmente elettrico.

E sull’onda di questo primato, il centro R&D Faresin Industries starebbe attualmente lavorando allo sviluppo di un’intera gamma di prodotti e zero emissioni. Nel frattempo, grazie a un pre-buy di 10 unità, il telescopico è già a lavoro tra America e Nord Europa. In ogni caso, Full Electric 6.26 è ordinabile in tutti i Paesi in cui Faresin opera, dunque anche in Italia.

Ma quali solo le caratteristiche salienti del telescopico Full Electric? Vediamole nel dettaglio.

 

CENTO PER CENTO MADE IN ITALY

Il telescopico cento per cento elettrico di Faresin è anche cento per cento Made in Italy: è totalmente realizzato in Italia ed è il frutto della collaborazione tra l’azienda e alcuni Istituti Universitari e Scuole Professionali del territorio.

Nel merito, il 6.26 elettrico si muove su tre assi esattamente come la versione endotermica, ed è in grado sollevare quasi 3 tonnellate – 2,6, per l’esattezza – fino a quasi 6 metri di altezza (5,9 per essere precisi). Si muove a una velocità di 12 chilometri orari. Il raggio di sterzata è di 3,25 metri, e pertanto è idoneo anche in ambienti non particolarmente spaziosi.

La maneggevolezza e l’agilità sono conferite anche dalle 4 ruote sterzanti a trazione integrale. Costa di più rispetto al modello endotermico, ma secondo il costruttore l’incremento dell’investimento di acquisto si ammortizza dopo circa 2 anni di lavoro.

 

RICARICA NO PROBLEM

La presenza delle batterie sembra non costituire un problema: il costruttore dichiara che, in base ai test effettuati, l’autonomia di utilizzo è pari a 6 ore, ma può arrivare fino a 8, il che significa che le prestazioni sono equiparabili a quelle del modello endotermico.

Quanto alla ricarica, ci sono tre modalità: si può ricorrere alla ricarica veloce, dunque anche durante il ciclo di lavoro, utilizzando un caricabatterie trifase rapido (la durata è di 1,5 ore). Oppure si può utilizzare un trifase standard (la durata della ricarica è di 4 ore).

La terza alternativa è l’impiego del caricabatteria monofase standard che si trova all’interno della macchina. In questo modo è possibile sfruttare la rete elettrica “normale”, ma i tempi si allungano, fino a 15 ore.

La durata del pacco batterie (si tratta di batterie al Litio da 80V) è stimata in circa 2000 cicli di lavoro, il che significa circa 4,4 anni di utilizzo.

 

Le specifiche tecniche

Peso (kg)
4800
Capacità di sollevamento (kg) 2800
Velocità (km/h)
0-12
Raggio di sterzata (m)
3,25
Trazione
4 ruote motrici
Sterzatura
4 ruote sterzanti
Batteria al Litio (V)
80
Tempo ricarica, carica batteria a bordo monofase standard (0-100%) (ore)
15
Tempo ricarica, carica batteria trifase rapido (0-100%) (ore)
1,5
Tempo ricarica, carica batteria trifase esterno (0-100%) (ore)
4
Altezza (mm)
1935
Larghezza (mm)
1890
Passo ruote (mm)
2525
Lunghezza (mm)
4198
Larghezza cabina (mm)
960
Luce libera da terra (mm)
220

 

© Emanuela Stìfano

 

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