Francesco Lollobrigida, neoministro alla guida di un dicastero ribattezzato

News 27/10/2022 -
Francesco Lollobrigida, neoministro alla guida di un dicastero ribattezzato

Francesco Lollobrigida è il nuovo ministro dell’Agricoltura nel Governo guidato da Giorgia Meloni.

Ripercorrendo brevemente le tappe che l’hanno portato alla guida dell’ex Mipaaf, Lollobrigida, nato a Subiaco, in provincia di Roma, 50 anni fa, ha alle spalle una lunga carriera politica come militante di destra, iniziata nel 1986 nel Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano.

Alla fine del 2012 è stato uno dei primi ad aderire a Fratelli d’Italia, il movimento fondato da Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni, del quale è diventato responsabile organizzativo l’anno successivo (2013).

Dopo aver ricoperto diversi incarichi nell’amministrazione regionale, nel 2018 ha fatto ingresso nelle istituzioni nazionali essendo stato eletto deputato di FdI, di cui è diventato capogruppo parlamentare alla Camera dei Deputati, carica che gli è stata confermata il 18 ottobre scorso.

 

SOVRANITÀ ALIMENTARE, COSA SIGNIFICA?

Lollobrigida approda al vertice di un dicastero che ha cambiato la sua denominazione prendendo quella di Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Una scelta che non è piaciuta affatto all’opposizione che ha bollato la nuova nomenclatura come “nostalgia del Ventennio” e “inopportuno richiamo al sovranismo di destra”.

«Sovranità alimentare significa tutelare l’economia e rimettere al centro della produzione il rapporto con i coltivatori, non solo per proteggere la filiera agroalimentare, ma la cultura rurale» ha spiegato l’esponente di Fratelli d’Italia in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”.

«La tendenza che vogliono far passare è quella che basta nutrirsi. A prescindere da dove e come viene prodotto il cibo. Noi non possiamo accettarlo. Il prodotto italiano è un’eccellenza nel mondo. E il legame con il territorio è di primaria importanza» ha aggiunto Lollobrigida.

 

L’APPREZZAMENTO DI COLDIRETTI

Come è stato fatto notare da più parti in questi giorni, i primi a inserire la “sovranità alimentare” nella dicitura ufficiale del ministero dell’Agricoltura sono stati i francesi sotto la presidenza di Macron. «Non è inedito, c’è l’hanno anche in Francia e sono quelli che hanno difeso meglio i loro prodotti quindi riteniamo sia completamente in linea con la vocazione che avremo anche noi, difendere i nostri prodotti», sono state le prime parole di Lollobrigida dopo la nomina.

Il cambio di nome del Ministero dell’Agricoltura e l’aggiunta del termine sovranità alimentare sono stati invece accolti positivamente dalle principali associazioni di settore che hanno letto dietro questa svolta l’intenzione di destinare più fondi alla tutela del patrimonio alimentare Made in Italy.

«Apprezziamo – ha sottolineato Ettore Prandini, presidente Coldiretti – la scelta di accogliere la nostra proposta di cambio del nome del Dicastero che significa nei fatti un impegno per investire nella crescita del settore, estendere le competenze all’intera filiera agroalimentare, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire agli italiani la fornitura di prodotti alimentari nazionali di alta qualità

 

TERRENI INCOLTI E NUTRISCORE TRA LE PRIORITÀ DEL NEOMINISTRO

Francesco Lollobrigida ha già fatto sapere, almeno in parte, quali piani intende attuare. Rientra tra questi togliere il limite ai terreni incolti, «con un piano chiaro strategico di coltivazione». «Abbiamo un  milione di ettari coltivabili – ha puntualizzato il neoministro –. Non basta quello che ci mette a disposizione l’Europa e quindi è necessaria una riforma della Pac che si liberi dall’ideologia intrinseca del Farm to Fork, perché la sensibilità ambientale è sentita anche in Italia che può dire di avere una delle agricolture da sempre più sostenibili».

Tra le priorità di Lollobrigida anche la lotta contro il Nutriscore, giudicato uno strumento di classificazione dei prodotti pregiudizievole per l’agroalimentare italiano. L’agricoltura «è uno dei pilastri della nostra Nazione e il nostro obiettivo è tutelare l’economia agricola dalle aggressioni del mercato del falso che distorce miliardi di euro, rimettere al centro il rapporto con il settore per proteggere la filiera e il concetto di cultura rurale», ha rimarcato il neoministro all’Ansa.

Dichiarazioni che hanno raccolto il plauso di alcune associazioni di settore, a cominciare anche in questo caso da Coldiretti. «Il Nutriscore – si legge in una nota stampa firmata Coldiretti – è un sistema di etichettatura fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta».

Contro il Nutriscore si è espressa anche la Cia che ha così commentato: «Occorre una politica forte a Bruxelles che blocchi, in primis, l’introduzione di uno strumento inutile e dannoso come il Nutriscore. Nel solco della transizione ecologica, chiediamo, inoltre, che non si penalizzi il solo settore agricolo, come rischia invece di avvenire con la proposta di regolamento Ue sui fitofarmaci, che noi bolliamo come inaccettabile».

 

 
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