Goldoni e Arbos: un soggetto industriale interessato, in uno scenario di grande  incertezza

News 10/12/2020 -

In quella che era stata annunciata come una settimana decisiva per le sorti di Goldoni e di Arbos – l’azienda di progettazione con 30 dipendenti, che sorge a fianco dello stabilimento di Migliarina di Carpi e fa capo anch’essa alla multinazionale cinese Lovol – a dominare la scena sono ancora l’incertezza e la preoccupazione, mentre da più di tre mesi il presidio dei lavoratori, all’interno di tende e container, staziona davanti ai cancelli della fabbrica dove la produzione di fatto è ferma ormai da quasi un anno.

 

DOPPIO INCONTRO  CON LA DIREZIONE AZIENDALE

Stando a quanto riferisce la Fiom Cgil Modena, in data 10 dicembre si sono svolti per Arbos e per Goldoni due incontri – all’ordine del giorno di entrambi il futuro delle imprese – accomunati dalla stessa Direzione aziendale che, assistita da Confindustria Modena, ha incontrato le rappresentanze sindacali.

Per quanto riguarda Arbos, sembrerebbe scongiurata l’ipotesi di fallimento che si era profilata  lo scorso 20 novembre, quando la società stessa aveva comunicato con una mail che, mentre insieme ai suoi advisor stava cercando le opportune soluzioni per evitare l’ingresso in una procedura concorsuale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena aveva presentato una istanza di fallimento a carico di Arbos.

Durante l’udienza svoltasi lo scorso 2 dicembre, non vi era stata però una vera e propria sentenza ma l’acquisizione da parte del Tribunale di memorie scritte e documentazioni prodotte da Arbos.

 

SCONGIURATA L’IPOTESI DI FALLIMENTO PER ARBOS

«La Fiom – si legge nella nota stampa diffusa dall’organizzazione dopo l’incontro con la società –  accoglie favorevolmente la notizia e la conferma che si sono determinate le condizioni per recuperare il pagamento della retribuzione di novembre ai lavoratori e per pagare regolarmente le spettanze relative a dicembre ed alla tredicesima».

Sul futuro dell’impresa, fanno sapere Stefania Ferrari e Angelo Dalle Ave, in rappresentanza di Fiom Cgil Modena, si sono aperti diversi scenari. L’impresa dichiara di avere le condizioni per presentarsi al tribunale nell’udienza prevista per il 16 dicembre, senza insolvenze che possono determinarne il fallimento. Arbos non ha escluso peraltro la possibilità di continuità di impresa, ma non ha chiarito che questo sia il reale obiettivo che persegue.

«Tale atteggiamento – sottolineano i due rappresentanti sindacali – conferma lo stile e la modalità fin qui utilizzata da Arbos che pare essere comunque sempre restia a rendere qualche certezza alle lavoratrici e ai lavoratori».

 

UNA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER GOLDONI, MA LA PROPRIETÀ CINESE PROSEGUE SULLA STRADA DEL DISIMPEGNO

Per quanto riguarda invece la complessa vertenza Goldoni, il 9 dicembre sono scaduti i termini definiti dal Tribunale stesso per la presentazione delle offerte vincolanti di acquisto.

La Direzione ha comunicato che allo stato risulta un interessamento da parte di un soggetto industriale. Non ci sono, ha ribadito la proprietà, ancora valutazioni sulla modalità e i tempi della proposta.

«La Fiom/Cgil – conclude la nota stampa – non legge ancora nelle dichiarazioni fatte un impegno della proprietà cinese sufficiente a risolvere i problemi. La stessa ci appare ancora disimpegnata e lontana dal potenziale dramma occupazionale che il suo atteggiamento può determinare e continuerà a ricercare e a mettere in campo ogni forma di pressione per sostenere il futuro lavorativo dei 230 attuali occupati».

 

 
Fonte: Fiom Cgil Modena
 
 

 

L'azienda del mese
Sotto i riflettori