Gruppo BCS: legame con il territorio in una dimensione globale – Intervista a Giulia Castoldi, Marketing Manager

L'intervista 14/12/2022 -
Gruppo BCS: legame con il territorio in una dimensione globale – Intervista a Giulia Castoldi, Marketing Manager

Sempre pronto a cogliere tutte le occasioni e a mettere in atto tutte le più opportune strategie per consolidare ulteriormente le proprie posizioni sui vari mercati ed acquisire una crescente visibilità, il Gruppo BCS, specialista conclamato nei settori delle macchine agricole e della manutenzione del verde, forte dei risultati al suo attivo continua a ribadire la propria valenza globale – attestata in primo luogo dal notevole peso rivestito dalle esportazioni nel giro d’affari del gruppo ­e la profonda capacità di interpretare le tendenze della domanda espressa dai diversi Paesi.

Le cifre confermano tutto questo, visto che nel frattempo la holding di Abbiategrasso (MI) ha archiviato un’annata particolarmente ricca di soddisfazioni. L’analisi del consuntivo 2021-2022 (1° settembre – 31 agosto) evidenzia infatti un fatturato consolidato che ha superato i 150 ML€, un incremento del 15% rispetto all’esercizio precedente a sua volta già cresciuto del 25% rispetto al 2019-2020.

 

INVESTIMENTI IN INNOVAZIONE DI PRODOTTO E DI PROCESSO   OLTRE IL 6% DEL FATTURATO

Di pari passo prosegue, anzi si intensifica, la massiccia e tempestiva politica di investimenti attuata dal gruppo lombardo nel nostro Paese, a dispetto di una congiuntura sicuramente non favorevole per le imprese, con prezzi delle materie prime che si mantengono elevati, una crescente volatilità e i problemi non ancora del tutto risolti relativi alla catena di approvvigionamento.

Investimenti destinati a nuovi prodotti, tecnologie produttive e di sicurezza sul lavoro, che coinvolgono tutti e tre gli stabilimenti produttivi di BCS in Italia (Abbiategrasso, Luzzara e Cusago). Tanto che nel biennio appena concluso il gruppo ha investito oltre 17 ML€, indirizzati, come detto, sia all’attività di ricerca e sviluppo in nuovi prodotti sia alla messa a punto di soluzioni tecnologiche innovative, come pure al layout dei centri produttivi, attraverso il rinnovo e l’avvio di nuovi macchinari, attrezzature e impianti tecnologicamente all’avanguardia con connessioni “Industria 4.0”. Il tutto con l’occhio sempre puntato a fornire garanzia della massima sicurezza e della migliore ergonomia per i dipendenti.

Ne parliamo con Giulia Castoldi (nella foto di apertura), classe 85, nipote del fondatore di BCS Luigi Castoldi e terza generazione di famiglia per lo storico gruppo milanese, che dopo la laurea in Scienze e Tecniche psicologiche conseguita all’Università Cattolica di Milano ed un master in imprenditorialità e strategia aziendale presso la SDA Bocconi, successivamente ad un’esperienza “esterna” nel settore marketing è approdata nell’impresa familiare occupandosi inizialmente del marketing del brand Mosa (il marchio della società che rappresenta le macchine per la produzione di energia) per passare poi alla guida del marketing dell’intero gruppo BCS.

«Confermo che la stagione 21-22 è stata per noi decisamente molto positiva per quanto riguarda l’andamento delle macchine agricole, in Italia e in Europa ed anche sui mercati extraeuropei. Stesso dicasi per gli investimenti, particolarmente ingenti, tanto a livello di prodotto con forte contenuto di innovazione presente su tutte le nostre gamme, quanto a livello di ulteriore ammodernamento delle nostre strutture produttive. Tutto questo, ovviamente, non senza difficoltà, considerato che con l’arrivo del Covid e poi degli eventi bellici abbiamo dovuto fronteggiare pesanti problematiche in termini di disponibilità dei componenti e delle materie prime unitamente all’aumento dei costi su tutti i fronti. Una situazione che, d’altro canto, rende ancora più significativo il nostro aumento di fatturato registrato nell’esercizio 2020-2021.

 

MERCATO GLOBALE IN TENUTA NELL’ANNO IN CORSO, SEPPURE CON VENDITE IN CALO IN AMBITO DOMESTICO

Come commentare invece il trend del vostro esercizio commerciale appena iniziato, considerata anche la vostra forte presenza in molteplici mercati a livello internazionale, anzi mondiale?  

«Arrivando da due annate con record di vendite è abbastanza plausibile aspettarsi un calo fisiologico, anche se andrebbe condotta un’analisi puntuale Paese per Paese. In effetti quest’anno stiamo rilevando in Italia una flessione della raccolta ordini. L’atteggiamento che riscontriamo è quello dominato dalla prudenza ed incertezza in merito all’andamento economico dei prossimi mesi, al contesto di elevata inflazione con ripercussioni sui listini ed alla crescita dei tassi di interesse. I clienti mostrano quindi maggiore attenzione nell’affrontare nuovi investimenti.A questo si somma per il mercato dei trattori una progressiva riduzione dell’efficacia dell’incentivo fiscale per cui non si prevede nel breve un’inversione di tendenza.La situazione risulta decisamente migliore in ambito export, dove a livello aggregato non registriamo significativi rallentamenti della domanda.

Quanto detto riguarda in particolar modo il prodotto agricolo, in quanto quello industriale, ovvero i generatori a marchio Mosa, fa riscontrare incrementi importanti a livello di ordini. Dinamica evidentemente correlata alla guerra in Ucraina, dal momento che molte richieste di questo tipo di macchine provengono proprio dalla popolazione ucraina, ma legata anche ai timori relativi alle forniture energetiche, con paventati rischi blackout e costi dell’energia alle stelle. I nostri generatori di corrente sono in grado di lavorare anche in emergenza, per cui in caso di interruzioni, partono in automatico garantendo quindi una continuità di erogazione».

 

UNA VOCAZIONE INTERNAZIONALE SOSTENUTA DAL LEGAME CON IL TERRITORIO

Un tratto fortemente distintivo del gruppo BCS è quello di rappresentare una compagnia a profilo decisamente globale che, nonostante l’espansione e la spiccata propensione all’export, non ha mai perso il profondo legame e l’attenzione verso il proprio territorio.

«In effetti è fuori discussione la vocazione internazionale del gruppo BCS, che realizza quasi il 70 per cento del fatturato all’estero e, con le sue filiali commerciali dislocate nel mondo, porta la propria attività specialistica e la propria tecnologia innovativa in oltre cento Paesi. Detto questo, il territorio lombardo continua ancora oggi ad essere la base della visione e della mission di BCS, che nel suo territorio non ha mai smesso di investire. Il cuore della nostra produzione resta ben saldo nei nostri tre stabilimenti italiani e il tentativo è sempre quello di coniugare lo slancio verso nuovi mercati con le nostre radici locali da cui continuiamo ad attingere il patrimonio di competenze e professionalità».

 

A fronte di un concetto di globalizzazione che, a causa dei problemi di approvvigionamento, della recente crisi delle materie prime e dell’escalation dei costi energetici, è mutato rispetto a quello al quale eravamo abituati e sta lasciando il posto al ritorno ad una dimensione locale, voi come conciliate queste due realtà?

«Per quanto riguarda gli aspetti produttivi, la nostra produzione, come detto, è concentrata in Italia e tanti nostri fornitori sono in Italia. Questo per noi rappresenta un plus e il fenomeno si è accentuato con la pandemia, che ci ha indotto a prendere atto dei limiti incontrati nel rifornirci in altri Paesi e delle difficoltà di approvvigionamento relative a determinati componenti e materiali, associate agli elevati costi dei trasporti, cosicché siamo tornati a guardare con ancora maggiore interesse ai nostri fornitori locali.

In merito poi alla scelta di localizzare produzioni e acquisti in Paesi che si vuole presidiare, in modo da disporre di prodotti in linea con le esigenze delle singole nazioni, stiamo procedendo su questa strada con la nostra filiale indiana, che ormai si è dotata di una importante struttura produttiva e si sta via via attrezzando sempre più per produrre localmente per l’India ed alcuni mercati limitrofi. Quindi sicuramente la strategia è quella di approvvigionarci da fornitori vicini e provare a centralizzare le produzioni nei Paesi che intendiamo servire».

 

Restando in tema di filosofia produttiva, la vostra più recente offerta evolve e si affina sempre più in termini di crescente specializzazione, puntando alla proposta di prodotti indirizzati a nicchie di mercato ed espressamente progettati per rispondere alle specifiche richieste degli utilizzatori. È corretta questa affermazione?

«Sì, assolutamente, ma con un distinguo. Se parliamo di trattori, quelli del gruppo BCS sono macchine altamente specializzate e che, come tali, si rivolgono a delle nicchie di mercato. Nello specifico si tratta di trattori da vigneto e frutteto connotati da prerogative che li rendono ideali per l’impiego in filari stretti e situati in pendenze anche piuttosto accentuate, destinati quindi ad una cerchia di utilizzatori che richiedono un trattore iperspecialistico e a sempre più elevato contenuto di tecnologia, in grado di supportarli nel loro lavoro quotidiano.

Se parliamo invece del segmento dei monoassi, dove siamo leader di mercato a livello mondiale, motocoltivatori e motofalciatrici rappresentano macchine che vantano un più largo impiego sia a livello di applicazioni sia in termini di diffusione sui mercati, trattandosi di mezzi che, grazie alla loro versatilità ed al prezzo comunque accessibile, malgrado la loro altissima qualità, trovano sbocchi praticamente in tutto il mondo.

A proposito dei monoassi citerei, tra i nostri mercati di riferimento oltre agli Stati Uniti e all’India, anche l’Africa, mercato per noi strategico da moltissimi anni, dove siamo presenti, non solo nella fascia del Nord Africa ma anche in altri paesi del continente, principalmente con i motocoltivatori e con la motofalciatrice 622, presentata ad Eima 2022 nella rinnovata versione PowerSafe®. In mercati di questa tipologia il nodo cruciale sta appunto nel riuscire ad offrire una macchina di alta qualità e, classico punto di forza dei prodotti BCS, estremamente affidabile, visto l’uso intensivo che ne fanno gli agricoltori locali ben superiore a quello di un cliente europeo, ad un prezzo abbordabile che ne consenta l’acquisto».

 

COMUNICARE IL PRODOTTO IN MANIERA INNOVATIVA E DIVERSIFICATA

Negli ultimi anni, tra gli aspetti che fanno parte del percorso evolutivo compiuto dal gruppo BCS, emerge anche una rinnovata immagine correlata ad una svolta sul fronte del marketing e di una nuova rivoluzionata comunicazione, più facile, moderna, accattivante e originale, presentando il vostro prodotto, pur lasciando intatte le sue classiche caratteristiche di qualità, innovazione e affidabilità, in modo più creativo. Vedi, ad inaugurare questo significativo “salto di qualità”, l’idea innovativa di dare visibilità ai prodotti a marchio Mosa attraverso strisce fumettistiche che hanno per protagonista il nuovo supereroe Mox.

«La nostra è una realtà produttiva, come detto in precedenza, particolarmente legata alla tradizione, alla famiglia e al territorio, valenza che intendiamo mantenere inalterata, ma nel contesto di una continua evoluzione, e questo, oltre che in termini di innovazione di prodotto, vale anche per il modo di fare comunicazione, per restare al passo con le esigenze di una clientela che sta cambiando e si aspetta sempre qualcosa di più e di diverso. E di fatto ora il nostro obiettivo a livello generale di marketing e commerciale è proprio quello di crescere nell’adozione di nuove strategie di comunicazione».

 

Nel gruppo BCS abbiamo assistito ad una svolta decisiva anche sul piano del design, in favore anche in questo caso di un’immagine più moderna, grintosa e ricca di appeal …

«Prendendo ad esempio i trattori, va detto che oggi si amplia sempre più la fascia di utilizzatori che nel trattore non richiede soltanto la macchina deputata a svolgere il suo lavoro, ma è anche alla ricerca di estetica e di emozioni. Anche in questo ambito pertanto cerchiamo di migliorarci costantemente. Emblematico in tal senso risulta il nostro nuovo modello della serie 85 Model Year 2023 (nella foto sopra): una Special Edition profondamente rivista a partire dal look, con la nuova livrea silver-bordeaux e i nuovi porta fari di forte impatto. Un nuovo trattore, motorizzato Kohler Stage V da 75 cavalli e dotato di aggiornato impianto idraulico, esteticamente molto valido ma anche particolarmente confortevole con la nuova cabina omologata in categoria 4 ed equipaggiata di pedali sospesi e spostati in avanti, sedile con maggiore escursione, nuova plancia e nuovo joystick».

 

Eima 2022 ha chiuso i battenti da poco. Potrebbe illustrarci la posizione del gruppo BCS in merito all’importanza, o meno, di partecipare alle manifestazioni fieristiche oppure alla scelta, in alternativa o in aggiunta, di assegnare la priorità agli eventi che consentono di vedere la macchina al lavoro e non in esposizione statica?

«Siamo dell’avviso che bisogna essere attivi su diversi fronti, perché tutti i canali sono fondamentali e si integrano tra di loro. Crediamo ancora molto nelle fiere e l’affluenza registrata all’ultima edizione dell’Eima ha ben dimostrato quanto ancora ci sia bisogno di far vedere le macchine, di incontrare le persone e la fiera costituisce sicuramente un’ottima occasione in tal senso. Il nostro gruppo peraltro è molto legato all’Eima, che per noi rappresenta in assoluto la fiera di riferimento, per cui andremo avanti su questa strada perché, ribadisco, ci crediamo fortemente e i risultati arrivano.

Senza certamente trascurare, accanto a questo, il mondo della comunicazione digitale che sta assumendo crescente importanza. Tanto che per potenziare l’area del digital abbiamo anche avviato collaborazioni con degli influencer che riescono senza dubbio ad arrivare dove l’azienda non arriva, raggiungendo e parlando quindi anche ad un target di giovani che si avvicinano al mondo dell’agricoltura.

Per quanto riguarda poi le prove in campo, il gruppo BCS si è attrezzato per eseguirle in maniera continuativa, organizzando, in sinergia con i nostri concessionari, eventi mirati durante i quali clienti o potenziali clienti possono provare la macchina nel territorio in cui si svolge la loro attività».

 

© Barbara Mengozzi

 

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