I 140 anni di Laverda in un appassionante racconto

News 26/08/2013 -
I 140 anni di Laverda in un appassionante racconto

La prima mietitrebbia semovente made in Italy, la gloriosa M 60 lanciata sul mercato nel 1956 segnando una decisiva svolta tecnologica per le macchine da raccolta nel nostro Paese e adesso oggetto dell’interesse di tanti appassionati, porta il nome di Laverda, marchio di grande tradizione e indiscusso protagonista della storia della meccanizzazione agricola nazionale. E una storia lunga centoquaranta anni  ha visto la casa di Breganze, nell’Alto Vicentino, conoscere sempre più prestigiose affermazioni anche su mercati molto lontani fornendo un contributo determinante alla crescita dell’agricoltura d’Italia e del resto del mondo.

Tanto cammino costellato di successi, dunque, a partire dal 1873, anno della fondazione dell’azienda e dell’inizio di questa affascinante avventura imprenditoriale legata al genio e all’intraprendenza di un giovane figlio di contadini, il “meccanico” (così amava definirsi) Pietro Laverda, che portò la sua bottega artigiana specializzata nella produzione di attrezzature agricole ed enologiche, nonché in quella di orologi per campanili, a diventare nell’arco di pochi decenni una tra le più importanti fabbriche italiane di macchine agricole del secolo scorso. È l’innovazione infatti la nota costante del percorso compiuto dalla realtà vicentina, affidata negli anni Trenta ai nipoti del fondatore, Pietro e Giovanni Battista Laverda. Così al 1934 risale la presentazione della prima falciatrice trainata costruita in Italia, la 48 A, mentre quattro anni dopo debutta, anche in questo caso primo modello italiano, la mietilegatrice ML6 che decreta l’ingresso della ditta breganzese nel settore delle macchine da raccolta.

Per arrivare, quando ancora in Italia erano presenti pochissime mietitrebbie e tutte di marchi stranieri, alla già citata M 60, dotata di alcune soluzioni tecniche talmente innovative da fare scuola e gratificata da un grande successo commerciale, tanto da rendere necessaria la realizzazione, vicino alla sede storica, di un nuovo stabilimento dove venne allestita una linea di montaggio ad hoc per le mietitrebbie.

LAVERDA_M60_BN

Poi nel 1963 fu la volta della M 120, all’avanguardia per tecnologia e produttività, e, nel 1972, della M 100 AL, prima mietitrebbia mondiale con sistema di livellamento trasversale e longitudinale, progenitrice di una fortunata serie di macchine per la raccolta da collina. Ben giustificata, pertanto, l’attenzione con cui grandi gruppi internazionali hanno guardato a Laverda, ritenendolo un brand determinante nei propri piani di sviluppo globale, fino alla tappa del 2011, con l’entrata nell’orbita di Agco Corporation che ha concentrato l’intera produzione di mietitrebbie del Vecchio Continente nel polo vicentino, confermando in tal modo il ruolo strategico assegnato a Laverda in questo comparto di macchine sul mercato europeo.

UNA NUOVA EDIZIONE ARRICCHITA

Chi volesse rivivere la bella storia della casa di Breganze la troverà racchiusa nel volume “Le macchine agricole Laverda”, frutto di quindici anni di ricerche portate avanti dall’autore, Piergiorgio Laverda, pronipote del creatore dell’azienda. Dopo il successo della prima uscita del 2009 (tutte le copie sono andate presto esaurite), in occasione del 140° anniversario della fondazione ha visto la luce una nuova edizione, ampliata e aggiornata, di questo interessante volume – 228 pagine con oltre 420 fotografie, disegni e illustrazioni – arricchito da nuovi capitoli dedicati alle vicende familiari e aziendali e da numerose immagini inedite recentemente recuperate dal corposo Archivio Storico “Pietro Laverda”, raccolto e curato dall’autore.

L’appassionante racconto assume sostanza e rigore storico proprio dalla gran quantità di documenti e materiali dell’archivio aziendale tuttora disponibili – dalle vecchie lastre fotografiche ai registri ingialliti fino ai fogli pubblicitari e ai manuali tecnici – ma anche dalle testimonianze dei protagonisti di ieri come Giovanni Battista Laverda, presidente della società per oltre mezzo secolo, i dirigenti e i tanti operai che hanno ricordato le loro esperienze, preziose per ricostruire sia le caratteristiche dei prodotti sia la vita all’interno della fabbrica e i rapporti con il mondo circostante. Particolare attenzione, naturalmente, è stata rivolta alla descrizione delle più rilevanti scelte tecnologiche e produttive che nel corso dei decenni hanno consentito a Laverda di superare le grandi crisi mondiali mantenendosi bene in sella e influenzando l’evoluzione della meccanizzazione agricola italiana.

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Nella seconda parte del libro, poi, trovano spazio dati tecnici, disegni e fotografie relativi a tutte le macchine, suddivise per tipologie, uscite dallo stabilimento di Breganze dal 1873 al 2013, completati da una serie di tabelle comparative di tutte le mietitrebbie firmate Laverda. Una esaustiva catalogazione che, se da un lato attesta con efficacia il percorso di sviluppo tecnologico delle macchine Laverda, dall’altro fornisce ai numerosi appassionati e collezionisti di attrezzature agricole d’epoca un ottimo strumento di conoscenza e di identificazione dei vari modelli ai fini del loro restauro e della loro conservazione. «La memoria delle vicende dell’azienda di Breganze – scrive nella sua prefazione Piergiorgio Laverda – diviene così patrimonio condiviso e utile, mi auguro, a suscitare una maggiore consapevolezza dei valori di imprenditorialità, di laboriosità, di capacità tecniche e produttive della nostra gente».

Il volume “Le macchine agricole Laverda” è disponibile presso le librerie specializzate o direttamente nel sito dell’Associazione Culturale Archivio Storico “Pietro Laverda”: www.laverdastoria.com.

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