Il ruolo degli agromeccanici nella nuova Pac

News 30/11/2011 -

Il comparto agromeccanico rappresenta un elemento fondante della competitività dell’agricoltura del futuro. In quanto tale esso va riconosciuto e tutelato in tutte le sedi deputate a regolare la realtà del settore primario, dalle province e dalle regioni, sino ai tavoli decisionali di Bruxelles e Strasburgo. È quanto emerso al convegno “Orizzonti di una nuova agricoltura” organizzato dall’Apimai Ravenna, l’Associazione provinciale imprese meccanico agricole industriali aderente a Unima, e da Unicaa. Tra i presenti il presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, on. Paolo De Castro;  l’on Sandro Brandolini; l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni; l’assessore alle Attività Produttive del comune di Ravenna Massimo Cameliani; oltre a Gabriele Carapia e Roberto Scozzoli, rispettivamente presidente e direttore dell’Apimai; il presidente Consorzio Apimai Mauro Biondi e il presidente nazionale di Unima Aproniano Tassinari.

 I punti focali del convegno sono stati la nuova Pac, i suoi potenziali riflessi a livello locale e nazionale e il ruolo che al suo interno deve essere riconosciuto agli agromeccanici, evidenziati sotto il profilo “tecnico” dalla relazione del prof Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, e da quello squisitamente “politico dall’on. De Castro, il quale ha sottolineato come le procedure amministrative per l’approvazione della Politica agricola comunitaria siano sostanzialmente cambiate, richiedendo ora l’intervento del Parlamento Europeo. La prima conseguenza di tali modifiche sarà la possibilità di emendare e modificare la proposta del commissario Ciolos in maniera sostanziale e includendo gli agromeccanici nel testo definitivo. «Ci sono tre capitoli fondamentali da affrontare: la sburocratizzazione con norme più semplici, la flessibilità per un’equa distribuzione delle risorse e il tema della gestione del mercato per la salvaguardia del reddito degli agricoltori – ha detto De Castro –. Su queste tre grandi tematiche dobbiamo saper incidere ed è fondamentale attivarsi immediatamente con proposte condivise per poter arrivare pronti al marzo-aprile del 2013, quando presumibilmente i giochi saranno fatti».

Circa la ferma volontà del settore primario nazionale di creare un fronte comune da opporre ai competitor europei si è espresso Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, che ha dichiarato: «Il futuro dell’agricoltura non può prescindere dalla figura dell’agromeccanico; in un quadro competitivo che richiede sempre più innovazione tecnologica, specializzazione e professionalità, l’attività dei contoterzisti è strategica. Le aziende agromeccaniche, al fianco delle aziende agricole trainanti, possono infatti favorire l’autoapprovvigionamento e soddisfare la sempre maggiore attenzione del consumatore alla qualità del prodotti». «Le occasioni di collaborazione – ha proseguito Guidi – non mancheranno pure nell’ambito del complesso negoziato della riforma della Pac». «Occorre un’alleanza forte sui grandi temi connessi allo sviluppo dell’agricoltura italiana, per crescere insieme in termini dimensionali, economici, finanziari sia a livello nazionale, sia internazionale – ha concluso il presidente di Confagricoltura – e questo può avvenire solo se le imprese agricole avranno reddito e risorse per ammodernarsi e se si metterà in condizione il settore agro meccanico di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni».

«Bisogna incrementare gli sforzi per assicurare redditività e competitività – ha affermato Tiberio Rabboni –. Gli agromeccanici rivestono un ruolo importante negli orizzonti della nuova agricoltura che sta nascendo in Emilia Romagna. L’agricoltura locale si sta rinnovando e gli indicatori ci dicono che ci sono meno imprese, ma con dimensioni maggiori, a tutto vantaggio competitività. A livello locale stiamo facendo la nostra parte e ci “siamo incamminati”, ma per poter proseguire ora ci vuole una forte spinta da Bruxelles».

Aproniano Tassinari, presidente di Unima, ha chiuso i lavori ringraziando tutti gli ospiti e ricordando come l’inserimento della categoria nel quadro della nuova Pac non possa prescindere da un suo inquadramento normativo e come Unima si stia spendendo da tempo in questo senso per promuovere un disegno di legge recentemente approdato a Camera e Senato in Italia, e divenuto il testo base per un’analoga proposta portata avanti in sede europea con l’ausilio della Ceettar. «Oggi per fare un’agricoltura competitiva non basta fare solamente agricoltura – ha concluso Tassinari –, ma è necessario sviluppare un’agricoltura specifica. Noi, come contoterzisti, siamo e saremo sempre di più i primi attori di un’agricoltura meccanizzata, moderna e competitiva. Quello che chiediamo è che questo nostro ruolo venga riconosciuto».

Fonte: Unima
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