Joe Biden difende il diritto di ripararsi il trattore da soli

Primo piano 15/07/2021 -

Non ci sono solo le Big Five tecnologiche nel mirino del presidente americano Joe Biden che nei giorni scorsi ha firmato un ordine esecutivo con il quale, nel contesto di 72 iniziative rivolte a promuovere la concorrenza nell’economia degli Stati Uniti, si invita la FTC (Federal Trade Commission) a mettere in atto regole per frenare le restrizioni anticoncorrenziali che limitano la capacità dei consumatori di riparare le apparecchiature alle proprie condizioni.

Stando a quanto riferiscono i media americani, l’introduzione di nuove regole destinate a garantire agli utenti il diritto alla riparazione non riguarda solo smartphone, tablet e notebook ma coinvolge anche un precisa categoria, quella degli agricoltori, che è stata finora obbligata ad utilizzare i pezzi di ricambio forniti dai produttori di trattori e attrezzature.

Gli agricoltori, come viene sottolineato da più fonti, sono stati tra le lobby che più si sono battute per ottenere il diritto alla riparazione dei loro mezzi lamentando il fatto che i costruttori del settore utilizzano attrezzi e software di loro esclusiva proprietà in modo da creare di fatto un obbligo a utilizzare la loro rete di assistenza per le riparazioni.

«Farmers should be able to repair their equipment/Gli agricoltori dovrebbero poter riparare i propri attrezzi» è uno degli slogan della Repair Association (repair.org), organizzazione statunitense che si batte per il diritto alla riparazione e che da tempo sta sostenendo la lotta degli agricoltori in questo senso.

 

IL RICORSO SEMPRE PIÙ DIFFUSO A FIRMWARE HACKERATI

Si tratta in realtà di una battaglia che va avanti di diversi anni e che avrebbe costretto un numero sempre più crescente di agricoltori a dotarsi di firmware hackerati per riparare i loro trattori. In genere firmware crackati nei Paesi dell’Est Europa, come la Polonia o l’Ucraina, e poi rivenduti agli allevatori negli USA attraverso del forum privati.

Tra le Case costruttrici il colosso statunitense John Deere è senz’altro uno dei più dei più tenaci antagonisti al “right to repair” e lo strumento che impiega per legittimare la sua posizione è un contratto di licenza in base al quale solo le concessionarie del Cervo e le officine “autorizzate” possono eseguire operazioni di riparazione sui trattori del brand.

Nel fare ciò John Deere chiama in causa la pericolosità  delle riparazioni “fai da te” che potrebbero portare gli agricoltori a bypassare il sistema di controllo sulle emissioni o a usare scorrettamente il mezzo, e la violazione della proprietà intellettuale.

Ma i farmer non ci stanno e considerano l’impossibilità di riparare i loro trattori  non solo un attacco al pieno diritto di possesso di ciò che hanno acquistato ma anche una potenziale perdita di profitti nel caso in cui il trattore dovesse rompersi nel pieno delle lavorazioni agricole.

 

 
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Fonte immagine: powerland.us
 
 
 
 

 

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