Kramp: la filiale italiana si prepara a un anno “storico”


Nel corso dell’edizione 2018 di Eima International Kramp Groep, il maggior specialista in Europa di ricambi tecnici ed accessori per il settore agricolo, aveva ufficializzato la scelta di realizzare in  Italia, e precisamente nel comprensorio di Reggio Emilia, la nuova sede della propria business unit italiana, con annesso magazzino ricambi, dando così vita all’undicesimo centro di distribuzione del Gruppo olandese in Europa.

Un progetto di grande portata, che è stato inizialmente rallentato rispetto all’iniziale tabella di marcia dagli impedimenti burocratici ma che procede adesso a marcia spedita, mentre può dirsi completata al 100 per cento l’integrazione in Kramp Italia di Raico, l’azienda reggiana (ex proprietà del gruppo Emak), specializzata nella distribuzione di componenti e accessori per trattori agricoli, macchine industriali e movimento terra, acquisita nel marzo 2018 da Kramp Groep.

Di questi eventi determinanti nel brillante percorso di crescita di Kramp nel nostro Paese, destinati a tradursi  in importanti benefici per la clientela, ma anche delle iniziative messe in atto per affrontare nel modo migliore un anno reso particolarmente difficile dall’emergenza sanitaria, abbiamo parlato con Rafael Massei, Commercial Director Italia.

 

A che punto sono i lavori per la realizzazione del nuovo magazzino di Reggio Emilia e per quando è prevista l’entrata nella fase operativa?

«Rispetto alla tempistica che avevamo illustrato in occasione di Eima International 2018 abbiamo accumulato circa un anno di ritardo, a causa soprattutto degli intoppi di natura burocratica intervenuti durante l’iter di approvazione del progetto. Superata però questa fase e iniziati i lavori, intorno alla metà dello scorso luglio, i ritmi si sono intensificati e entro la fine dell’anno dovrebbe essere ultimata la struttura esterna dell’edificio, per passare poi alle opere di completamento e finitura. Andando avanti di questo passo contiamo già negli ultimi tre mesi del 2021 di poter effettuare tutte le spedizioni dall’Italia».

 

Potrebbe fornirci qualche dettaglio a livello tecnologico della nuova piattaforma logistica?

«Complessivamente si tratta di circa 19 mila metri quadri, di cui destinati ad uffici e zona ristoro oltre 2.000 metri quadri e 12.000 metri quadri alle aree di immagazzinamento che ricalcheranno le logiche adottate  nei magazzini che Kramp già possiede in Europa. Parliamo quindi di un magazzino dotato di macchine digitali, nell’ottica dell’Industria 4.0, che per quanto riguarda ad esempio l’imballaggio, sono in grado di ridurre, aumentando la densità,  il volume degli imballi a seconda degli articoli che vengono ordinati e spediti. A ciò si aggiunge l’adozione di soluzioni innovative per ottenere l’autosufficienza a livello energetico e minimizzare l’impatto ambientale in linea con la filosofia del Gruppo.

Non avremo, almeno inizialmente, l’automazione spinta, attraverso un massiccio ricorso alla robotica, presente nel deposito ricambi olandese di Varsseveld o in quello tedesco di Strullendorf ma nulla vieta che possa essere introdotta in una fase successiva, tenuto conto che l’investimento per quel che riguarda l’area destinata a magazzino è commisurato ad una capacità di gestione che è il doppio di quella attuale. Tutto dipende quindi dalla nostra capacità di espanderci, così come è avvenuto in Francia dove il magazzino ricambi di Poitiers, entrato in funzione nel 2012,  è già stato oggetto di due ampliamenti e il terzo è in fase di pianificazione.

Del resto, lo spazio per crescere non manca, avendo a disposizione un’area di 10 ettari, e neppure le potenzialità di sviluppo se si considera che l’Italia è il terzo mercato potenziale in Europa per quel che riguarda i ricambi complementari (esclusi quindi i ricambi originali) con un valore stimato di oltre 360 milioni di euro».

 

Come cambieranno, con l’entrata in funzione del nuovo magazzino, la logistica e i tempi di invio degli ordini alla clientela nazionale?

«Gestendo tutte le spedizioni direttamente dal magazzino di Reggio Emilia tutti i clienti italiani, esclusi quelli residenti in Calabria, Sicilia e Sardegna, potranno effettuare gli ordini fino alle ore 17 per ottenere la consegna il giorno successivo. Teniamo presente che nella situazione attuale per le merci che arrivano dal magazzino tedesco di Strullendorf, e che rappresentano circa il 65 per cento delle spedizioni per l’Italia,  sono previsti cut off (vale dire il termine ultimo  per effettuare gli ordini, ndr) con garanzia di consegna il giorno successivo alle ore 15 per i clienti del Nord Italia e alle 10:30 per quelli del Centro Sud.

Direi quindi che si tratta di un miglioramento notevole del servizio attraverso un ampliamento delle finestre di inserimento ordini e una sensibile riduzione del lead time. Effettuando le spedizioni dall’Italia saremo in grado al tempo stesso di essere più affidabili perché la consegna della merce ai corrieri sarà meno soggetta a rischi di traffico particolarmente intenso o di condizioni climatiche avverse, tipo quelle che si verificano al Brennero nel periodo estivo e durante l’inverno  e che finiscono col provocare eventuali ritardi nel servizio di navette in arrivo dalla Germania».

 

Che impatto ha avuto l’emergenza sanitaria Covid-19 sul vostro business e quali sono state le principali difficoltà a cui avete dovuto far fronte?

«Anche se il nostro codice ATECO ci ha permesso di continuare ad essere operativi anche durante il lockdown abbiamo subito comunque delle penalizzazioni delle nostre performance che ci hanno costretto ad allungare i tempi di consegna della merce proveniente dalla Germania a 48 ore dall’invio dell’ordine anziché 24. Mi riferisco in particolare,  oltre che ai ritardi del servizio di navetta dalla Germania a quelli provocati dalla congestione dei traffici dei corrieri espresso nazionali e internazionali causata dal boom delle vendite online.

La situazione ha avuto punte di criticità nel trimestre marzo-aprile-maggio, meno evidenti per il settore agricolo che, pur con un’operatività ridotta e rispettando la sicurezza, ha continuato a lavorare essendo garantito il servizio di assistenza,  rispetto al giardinaggio, settore più colpito in quanto maggiormente orientato alla vendita in negozio ma per noi non così  prioritario. Fortunatamente a partire da giugno c’è stato un graduale ritorno alla normalità, per poi subire nuovamente delle limitazioni nel mese di ottobre e in quelli successivi, soprattutto a causa dello stop imposto da alcuni clienti alle visite dei nostri ispettori commerciali, con la differenza però che mentre la prima ondata di Covid-19 ha interessato prevalentemente il Nord Italia, adesso ci troviamo ad avere a che fare con una problematica che riguarda l’intero territorio nazionale».

 

Stando così le cose ci saranno delle ripercussioni sul fatturato della business unit italiana?

Rafael Massei

 

«Prevediamo di chiudere l’anno leggermente al ribasso rispetto al nostro outlook originario, con un fatturato appena al di sotto dei 21 milioni di euro che considero un risultato eccellente viste le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, comprese anche delle sofferenze relative alla  catena di approvvigionamento.

Ancor meglio sono andate le cose a livello di gruppo, essendo stato realizzato un  fatturato record con una crescita superiore alle previsioni».

 

Restando in tema di crescita, a oltre due anni di distanza dall’acquisizione da parte di Kramp Groep di Raico, l’azienda reggiana (ex proprietà del gruppo Emak) specializzata nella distribuzione di componenti e accessori per trattori agricoli, macchine industriali e movimento terra, a che punto è il processo di integrazione nella vostra struttura? 

«Nonostante l’acquisizione di Raico risalga ad aprile 2018, il processo di integrazione è iniziato solo nel marzo successivo e con la chiusura di quest’anno può  dirsi  completato al 100 per cento in tutti i suoi aspetti, tant’è vero che anche a livello amministrativo il 2020 sarà l’ultimo esercizio di Raico srl.  Nel frattempo  abbiamo chiuso le tre filiali che erano rimaste aperte, quella di Venezia a fine gennaio e quelle di Siena e di Perugia rispettivamente a maggio e a giugno. La prima realtà è stata ceduta ad un concessionario Same, mentre a Perugia sono subentrati tre ex dipendenti che hanno creato una nuova società e nello stesso stabile hanno iniziato una nuova attività, diventando tra l’altro nostri clienti, con risultati finora promettenti».

 

Il mese scorso è stato aperto, in provincia di Lodi, il secondo punto vendita “Powered by Kramp”. Siete soddisfatti di questa formula basata sulla partnership con realtà già esistenti e pensate di poter arrivare a realizzare una vera e propria rete di centri di vendita di questo tipo?

Il secondo punto vendita “Powered by Kramp”, aperto lo scorso novembre in provincia di Lodi.

 

«L’apertura del secondo punto vendita in partnership con un concessionario tradizionale costituisce per noi un’esperienza nuova, dal momento che il primo negozio “Powered by Kramp” era frutto della collaborazione con un ricambista, e quindi sarà particolarmente interessante vedere il tipo di accoglienza riservata all’iniziativa dal territorio.

Ma già ci sono nuovi sviluppi, visto che abbiamo appena terminato l’assemblaggio del terzo “Powered by Kramp” che aprirà le porte in provincia di Torino in partnership con un concessionario Antonio Carraro e Kubota e che, oltre all’agricoltura, tratta anche il giardinaggio, offrendoci quindi l’opportunità di testare i comportamenti di un nuovo tipo di clientela. Direi quindi che l’iniziativa prosegue con successo e per il 2021 il budget prevede l’apertura di altri 3-4 punti vendita».

 

Passando dai punti vendita “fisici” al web, in che cosa consiste esattamente e come sta andando l’iniziativa Kramp Online Service?

«Onestamente devo ammettere che, a differenza di quanto è accaduto in altri Paesi, in Italia l’iniziativa non è mai decollata. Nonostante da circa tre anni si stia cercando di promuoverla i numeri restano decisamente bassi e la nostra clientela manifesta una certa resistenza a questo tipo di approccio».

 

Ben diverso risulta l’atteggiamento nei confronti del web inteso come strumento per effettuare gli ordini.  A che percentuale ammontano attualmente gli ordini di ricambi che vi arrivano attraverso questo canale e  qual è stato il trend degli ultimi anni?

«Già prima dell’acquisizione di Raico la quota degli ordini derivanti dal web raggiungeva il 95-96 per cento.  Poi questa percentuale era scesa in quanto solo il 10-15 per cento del business di Raico era generato dall’online e per il resto ci si avvaleva dei canali tradizionali di telefono e mail  nonché dell’attività presso le 5 filiali.  Avviato il processo di integrazione siamo riusciti a recuperare via via il gap e  attualmente siamo sull’ordine del 93 per cento».

 

“It’s that easy”, il vostro slogan, sintetizza perfettamente la filosofia su cui si fonda Kramp che, fin dalla nascita, ha sempre messo al centro la fruibilità dei servizi offerti. Quali saranno le prossime tappe di questa strategia?

«Già nel corso di quest’anno abbiamo cercato di sviluppare alcuni servizi che Raico aveva nel suo Dna ed abbiamo investito, ad esempio, sia nell’ottimizzazione delle performance e delle prestazioni dei trattori a livello di “engine tuning” ottimizzazione delle prestazioni motori, svolgendo anche attività di formazione e training in questo ambito, sia nella promozione  della vendita di pacchetti oleodinamici. Sono sicuro che quando sarà operativo il nuovo magazzino, che tra l’altro prevede  un’officina interna, potremo incrementare questi e altri tipi di servizi come quelli di personalizzazione del cardano o del tubo idraulico, sulla scia di quanto già avviene con successo in altri Paesi».

 

È finalizzata ad offrire ai clienti un’esperienza user-friendly anche l’innovativa app progettata in collaborazione con il gigante della tecnologia Google Cloud che avete lanciato lo scorso anno. Qual è stata l’accoglienza e sono previste nuove funzionalità?

 

«La nuova app è stata accolta con favore dal mercato tant’è vero che ci sono già 600 utenti che la stanno utilizzando. Si tratta di uno strumento in continua evoluzione e probabilmente già nel secondo trimestre del prossimo anno dovrebbe essere aggiunta la funzionalità di poter interagire e ordinare direttamente dal dispositivo mobile».

 

Per concludere, visto che il 2020 volge ormai al termine in uno scenario che la pandemia da Coronavirus ha reso difficile e all’insegna della massima incertezza, quale augurio vorrebbe rivolgere per il nuovo anno?

«Mi fa piacere sottolineare che la realizzazione del nuovo magazzino avrà anche un impatto occupazionale essendo richieste  risorse aggiuntive e da una sessantina di unità in organico dovremmo arrivare a un centinaio. Pertanto  l’augurio che mi sento di fare è quello che il 2021 sia un anno meno impattato dall’emergenza sanitaria e che, grazie anche all’avvento del vaccino,  si creino le premesse per un abbattimento del rischio e l’avvio di un percorso verso una “nuova” normalità».

 

© Barbara Mengozzi

 

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