Kverneland Group, dagli aratri alle macchine per qualunque necessità e coltura

Macchine 26/07/2022 -
Kverneland Group, dagli aratri alle macchine per qualunque necessità e coltura

A seguito della grande espansione del marchio e dell’ampliamento della gamma di prodotti proposti, il gruppo Kverneland ha organizzato nei giorni 21-22 Giugno un evento stampa internazionale per illustrare la rinnovata offerta di mercato e fare il punto sulle ultime novità di prodotto e organizzative. L’evento svoltosi in provincia di Ferrara ha visto in campo macchine sia per la filiera cerealicola sia per la fienagione.

 

La filiera cerealicola

 

MACCHINE PER LA LAVORAZIONE DEL TERRENO E LA SEMINA

Kverneland aratro pentavomere 2300S

È la vocazione “storica” del marchio Kverneland: la produzione si concentra oggi principalmente su aratri e coltivatori. L’aratro è tuttora un’operatrice molto popolare in Italia e, più in generale, nell’areale del Mediterraneo, proprio per le caratteristiche tipiche dei terreni agricoli.

 

ARATRO VARIABILE A PASSO 2300 S ED ECOMAT FUORI SOLCO, PER L’ARATURA A BASSA PROFONDITÀ E AD ALTE PRESTAZIONI

Kverneland ha presentato due aratri reversibili, il 2300S, tradizionale pentavomere, con ruotino di appoggio e con protezione dai sovraccarichi con molle a balestra, e un secondo modello innovativo per lavorazioni superficiali, a 20 cm massimi, l’Ecomat (nella foto sopra e in quella di apertura).

Quest’ultimo è un’attrezzatura reversibile a 10 corpi fuori solco, con vomeri in polietilene per il miglior scorrimento del terreno rivoltato. A completare ogni versoio è montato un rompizolle fessurato per esercitare anche un certa azione di disgregazione del terreno dissodato. La combinazione illustrata permette di eseguire efficacemente la lavorazione fino a 15 km/h anche in terreni pesanti e umidi.

L’Ecomat a 10 corpi, con dettaglio del versoio e del rompizolle.

Per limitare gli ingombri in fase di svolta (che con un elevato numero di corpi possono essere piuttosto importanti) su entrambi i modelli è stato integrato un dispositivo idraulico per il sollevamento della parte anteriore dell’attrezzatura, che la inclina rispetto al ruotino di appoggio. A questa utile opzione si abbina il TTS (Trailer Transport Solution), che in trasporto asseconda le traiettorie del trattore, facendo in modo che di fatto l’aratro si comporti come un rimorchio, limitando anche in questo caso l’ingombro.

 

COLTIVATORI TRAINATI ENDURO T E ENDURO PRO T

Coltivatore Kverneland Enduro PRO 4000T, trainato, con larghezza di lavoro di 4 metri.

La recente progressiva diffusione della minima lavorazione nell’ambito di un’agricoltura conservativa ha comportato una sostituzione sempre più frequente dell’aratro con il coltivatore. Per assecondare e rafforzare questo trend, Kverneland ha da poco ampliato l’offerta della gamma dei suoi coltivatori con due modelli trainati pieghevoli, l’Enduro T e l’Enduro PRO T in larghezze di lavoro da 4 a 5 metri.

Per realizzare un buon rimescolamento del terreno fino a 30 cm di profondità per l’Enduro e 35 cm per l’Enduro PRO, entrambi prevedono 3 ranghi di ancore distanziate tra loro di 750 mm e una luce libera da terra di 870 mm. Ovviamente, questi coltivatori possono essere accoppiati a diversi tipi di rullo posteriore, per il miglior affinamento superficiale e/o pareggiamento dei vari terreni.

Coltivatore Enduro PRO T, dettagli delle ancore Auto-Reset Triflex, con dente da 150 mm e deflettore curvo da 80 mm, e delle molle a balestra di protezione contro i sovraccarichi.

I denti possono assumere diverse conformazioni, e con il supporto di specifiche molle a balestra sono in grado di lavorare efficacemente senza danni anche nei suoli con molto scheletro. In condizioni sassose e per ottenere un’alta penetrazione, il Triflex 700 grazie al suo collaudato sistema Auto-Reset permette una pressione a terra di 700 kg e un’altezza di rilascio di 27 cm.

 

PUDAMA, PER SEMINARE E CONCIMARE CON PRECISIONE A ELEVATA VELOCITÀ 

Kverneland Optima TFprofi SX con configurazione Pudama è in grado di effettuare una deposizione di precisione “accoppiata” di semente e concime.

Il sistema Pudama, sviluppato da Kverneland Group Soest GmbH in collaborazione con l’Università di Scienze Applicate di Colonia, permette di abbinare la semina di precisione del mais con una localizzazione predefinita della deposizione del concime granulare, collocato sotto e lateralmente ai semi, in funzione delle necessità agronomiche. L’obiettivo è l’ottimizzazione del potenziale fertilizzante dei concimi minerali, limitandone al massimo il dilavamento a causa delle piogge e/o dell’irrigazione.

Kverneland Optima TFprofi SX con configurazione Pudama (nella foto sopra) sarà disponibile per la stagione 2023 come edizione limitata e per la stagione 2024 come produzione di serie. La  deposizione di semente e concime è sincronizzata tramite sensori, per una frequenza massima di interramento di 25 eventi/sec, per eccezionali velocità di lavoro, fino a 15 km/h.

Il concime viene concentrato nell’assolcatore con una quantità definita per poi essere iniettato e depositato nel terreno. Un sensore di collegamento tra l’assolcatore e il distributore di semina sincronizza l’applicazione del seme e del concime. Una velocità di lavoro fino a 15 km/h con Optima SX Pudama significa una frequenza fino a 25 punti di concimazione al secondo.

Il principio che si è voluto conseguire è che l’incremento della precisione di lavoro anche ad elevate velocità comporta un effettivo risparmio in termini di concime, grazie al miglior sfruttamento in termini di efficacia fertilizzante. Prove specifiche eseguite in Germania su mais hanno comportato una riduzione del 25% della quantità di concime utilizzato. Inoltre, incrementando la velocità di lavoro, si aumenta anche la produttività, con una riduzione dell’onere per ciò che concerne la manodopera.

 

SPANDICONCIME E IRRORATRICI

Lo spandiconcime Geospread può essere equipaggiato con due tramogge anteriormente e posteriormente al trattore, in modo da garantire un adeguato apporto di nutrienti, definito in base alle esigenze agronomiche e pedologiche.

Per la miglior utilizzazione dei fertilizzanti e l’ottimizzazione dei tempi di lavoro, Kverneland propone la rinnovata gamma degli spandiconcime centrifughi Geospread, con modelli abbinati sia posteriormente sia anteriormente al trattore. Il montaggio di due tramogge distinte consente l’applicazione di due prodotti differenti in un’unica passata, ottimizzando i tempi di lavoro, limitando le passate in campo, riducendo il consumo di combustibile e il compattamento del suolo.

Kverneland shaker box per determinare la distribuzione del concime.

Per la massima efficacia di distribuzione, Kverneland raccomanda un frequente uso della scatola vaglio, per una corretta taratura.

Per agevolare la taratura e incrementare la precisione della concimazione, Kverneland ha reso disponibili app, pagine del proprio sito web o anche l’AutosetApp da usare sul terminale IsoMatch Tellus. Grazie ai terminali IsoBUS è possibile gestire autonomamente la distribuzione per le diverse sezioni, per evitare inutili sovrapposizioni; con la distribuzione a rateo variabile è inoltre possibile rendere indipendente la deposizione del concime delle due tramogge.

Grazie a funzioni come l’applicazione a rateo variabile e il Multirate, è possibile migliorare la qualità del raccolto utilizzando le mappe di applicazione o di prescrizione per spandere la giusta quantità nel posto giusto.

Un’ulteriore implementazione è rappresentata dal Multirate, che consente l’applicazione di dosi differenziate in un’unica passata. Un ulteriore aggiornamento del prossimo anno è la gestione accurata della concimazione nelle zone perimetrali dell’appezzamento.

Anche per le barre irroratrici è possibile effettuare una distribuzione a rateo variabile. Nonostante le elevate lunghezze a cui possono arrivare (fino a 36 m), sulle barre offerte dal gruppo Kverneland la  stabilità è ottimizzata, per limitare le disunifomità di distribuzione.

La barra irroratrice HSS 36/24 offre la massima flessibilità e precisione grazie alla possibilità di irrorare con diverse larghezze di lavoro a seconda delle condizioni del campo e delle colture.

La classica distanza tra gli ugelli di 50 cm può essere ridotta a 25 cm, mediante l’applicazione di ulteriori portaugelli, a tutto vantaggio dell’uniformità di distribuzione del prodotto che, di riflesso, permetterà una riduzione delle altezze di lavoro contenendo la possibile deriva.

Il controllo dell’altezza della barra da terra si avvale del Boom Guide ProActive con sensori a ultrasuoni, grazie ai quali vengono pilotati dei cilindri idraulici che mantengono la barra parallela al terreno anche su superfici accidentate e ad elevate velocità di lavoro.

 

La fienagione

 

FALCIACONDIZIONATRICE VICON EXTRA 787 T CON LARGHEZZA DI LAVORO DI 8,75 METRI, ANCHE NELLA VERSIONE BX CON RAGGRUPPATORI DI ANDANA

La falciacondizionatrice Vicon Extra 787 T è in grado di lavorare ampie superfici in maniera efficiente, a velocità sostenute. Nell’immagine è possibile vedere come i tappeti per la deposizione in andana possano essere sollevati durante la lavorazione e quindi inattivati.

In virtù di un’oculata politica di acquisizioni, anche in questo settore il gruppo Kverneland offre una gamma di prodotti quanto mai ampia. Tra le macchine presentate nell’occasione c’era la falcia-condizionatrice Extra 787 T di Vicon che, grazie all’elevata larghezza di lavoro complessiva di 8,75 m, con due moduli di taglio da 3,2 m a 8 dischi, permette prestazioni del tutto rimarchevoli anche con trattori da soli 180 CV e su terreni con profilo relativamente accidentato.

La macchina è ora disponibile anche nella versione BX con raggruppatori d’andana nonché tappeti, posti posteriormente agli organi di taglio e condizionamento, che convogliano il prodotto rilasciandolo in campo in andane uniformi. La macchina sarà quindi in grado di falciare, condizionare e andanare il prodotto, tutto in un’unica passata. L’implementazione della macchina con il modulo per l’andanatura agevola le lavorazioni su grandi superfici oltre a favorire la raccolta del materiale da insilare.

Nonostante le sue dimensioni elevate in lavoro, per il trasporto su strada pubblica la macchina rientra in sagoma grazie ai due moduli di taglio che si piegano all’interno per oltre 90°, ottimizzando in tal modo anche la distribuzione dei pesi.

 

VOLTAFIENO AD ALTA CAPACITÀ KVERNELAND 85156C

Per un’efficiente essiccazione del foraggio, il gruppo Kverneland propone l’85156 C, un nuovo voltafieno ad elevata capacità operativa, grazie ai suoi 15,6 m di larghezza di lavoro assicurati da 14 organi di lavoro, adatti ad un uso intensivo dell’attrezzatura su qualunque tipo di prodotto.

Il telaio si articola in diversi moduli, in modo che ciascun elemento possa adattarsi al meglio alla superficie del suolo, limitando l’inquinamento del foraggio con terra. Il telaio è ovviamente ripiegabile, in modo da limitare l’ingombro trasversale entro i 3 m; per questa funzione è necessario un distributore idraulico a doppio effetto.

Grazie alla notevole larghezza di lavoro, il voltafieno 85156 C effettua un rimescolamento omogeneo del foraggio su elevate superfici in poche passate, a tutto vantaggio di una diminuzione del  consumo di combustibile, riducendo le passate e quindi il compattamento del terreno.

 

ANDANATRICE ROC RT 880 

L’andanatrice ROC RT 880 nella configurazione di lavoro ad unica grande andana centrale.

Sempre nell’ambito delle lavorazioni della fienagione, è stata presentata l’andanatrice RT 880 a due moduli di ROC – l’azienda di Poggio Torrriana (RN) leader nella produzione degli andanatori a tappeto, di cui Kverneland ha acquisito l’80 per cento delle quote nell’ottobre 2021 –, con una larghezza di lavoro di 8,85 m a fronte di una larghezza di raccolta di 7,3 m.

La macchina è in grado di convogliare il prodotto a formare un’unica grande andana centrale se i due moduli, distanti 1,5 m, lavorano concentricamente oppure, invertendo il loro senso di rotazione, accumulare il prodotto in due andane distinte. È anche possibile operare con un unico modulo, mantenendo l’altro inattivo, in posizione verticale.

 

FUNZIONALITÀ TIM (TRACTOR IMPLEMENT MANAGEMENT)  PER LE ROTOPRESSE VICON A CAMERA FISSA E VARIABILE

La tecnologia TIM consente l’automazione della maggior parte delle fasi di imballatura del foraggio.

Per l’imballatura, Kverneland ha presentato la pressa cilindrica Vicon RV 5216 Plus a camera variabile, che di recente è stata dotata, come del resto anche gli altri modelli a camera fissa e variabile, della tecnologia TIM (Tractor Implement Management).

I modelli Plus sono stati progettati e dimensionati per incrementare la velocità di lavoro, e quindi le performance della macchina, riducendo al contempo la necessità di interventi di manutenzione.

Nel dettaglio, la tecnologia TIM attiva un “dialogo” bidirezionale tra operatrice e trattore, automatizzando alcune routine (tipicamente ripetitive durante la pressatura) che viceversa dovrebbero essere svolte manualmente dall’operatore. Ciò limita oltremodo possibili errori del conducente, che in tal caso deve solo curare l’alimentazione del pick-up. Tutte le altre fasi della lavorazione, come la riduzione della velocità, l’avvio della legatura e l’apertura/chiusura del portellone per il rilascio della balla, sono automatizzate. In funzione del modello, il diametro delle balle può variare tra 1,45 e 2 m.

 

© Lavinia Eleonora Galli

 

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