L’addio a Amilcare Merlo, presidente e fondatore dell’omonimo Gruppo

News 17/11/2022 -
L’addio a Amilcare Merlo, presidente e fondatore dell’omonimo Gruppo

È grande il vuoto lasciato da Amilcare Merlo, presidente e fondatore dell’omonimo Gruppo industriale a conduzione familiare specializzato in macchine operatrici telescopiche, scomparso lo scorso 9 novembre proprio nel giorno di inaugurazione di Eima, manifestazione alla quale l’imprenditore cuneese era particolarmente legato tanto da presenziare a ogni edizione.

Un vuoto che, per certi versi, ha pervaso anche la rassegna bolognese, nonostante la tanta folla e l’atmosfera festante che si respirava tra gli stand, perché nel varcare l’ingresso del padiglione 36, quello in cui trovavano spazio le macchine Merlo, inevitabilmente e puntualmente tornavano alla mente di chi, come noi di Meccagri, aveva avuto la fortuna di conoscerlo, l’accogliente sorriso, più comunicativo di tante parole, la schiettezza, il contagioso entusiasmo del Cavaliere, come erano soliti chiamarlo in tanti in riferimento all’onorificenza conferitagli nel 2002 dal presidente della Repubblica Italiana Azeglio Ciampi, anche se in realtà lui preferiva il più semplice appellativo di Signor Merlo.

 

DALLA PICCOLA OFFICINA DI FAMIGLIA A UN COLOSSO INTERNAZIONALE: UN MODO NUOVO E DIVERSO DI FARE IMPRESA

Amilcare Merlo, classe 1934, apparteneva alla schiera dei self-made men, protagonista di un brillante percorso imprenditoriale che nell’arco di pochi decenni aveva trasformato la piccola officina per la lavorazione del ferro, partita nel 1911 (data che colloca la Merlo nella ristretta cerchia delle aziende centenarie che hanno fatto la storia di Italia), su impulso del padre, Giuseppe Amilcare Merlo, in uno stabilimento di 40mila metri quadrati realizzato a San Defendente di Cervasca, alle porte di Cuneo, segnando l’avvio di un’entusiasmante fase di grande espansione produttiva e commerciale che avrebbe portato la Merlo ad assumere le dimensioni di un colosso internazionale, leader nella produzione di sollevatori telescopici e di altri macchinari (per edilizia, agricoltura, logistica e igiene urbana).

Al fianco di Amilcare, fin dagli esordi, la sorella Natalina, che, dopo la scuola, aveva cominciato ad aiutare il padre e a occuparsi delle paghe e della parte amministrativa. I due nel 1964, costituiscono la società “A. Merlo e C. Snc di Amilcare e Natalina Merlo” dando vita a un sodalizio che si sarebbe interrotto solo nel 2021, anno della scomparsa dell’amata sorella.

 

LE TAPPE PRINCIPALI DELL’ESCALATION AZIENDALE: I LANCI DEL PANORAMIC, DEL ROTO, DEL TURBOFARMER, DEL MULTIFARMER E DEI CINGO

Ripercorrendo le principali tappe dell’escalation della Merlo ricordiamo nel 1981 la presentazione del primo sollevatore telescopico (nella foto sopra), il modello SM 30, seguita a distanza di sei anni, dal lancio del Panoramic XS, in grado di offrire visibilità totale intorno al mezzo per lavorare in piena sicurezza, e da quello del Roto 25.11 XS, il primo sollevatore telescopico con torretta girevole.

Al 1996 risale il debutto del Turbofarmer (nella foto sopra), una gamma specifica per l’impiego in agricoltura caratterizzata da ben 7 modelli, tutti omologabili come trattrice agricola, a conferma della capacità della Merlo di anticipare le esigenze del mercato, mentre nel 2000 ha visto la luce il Multifarmer, una macchina rivoluzionaria che solleva e trasporta carichi, aziona equipaggiamenti, lavora il terreno, traina rimorchi e attrezzi e realizza anche operazioni tipiche dei trattori agricoli.

Proseguendo l’excursus storico, nel 2002 la Merlo si è inserita in un nuovo e promettente mercato, quello del trasporto di materiali su piccole distanza presentando i Cingo, polivalenti trasportatori compatti cingolati.

 

LEADER DELL’INNOVAZIONE E PIONIERE DEL SETTORE

Nel 2005 è stato realizzato Centro Formazione e Ricerca Merlo (nella foto sopra), primo centro in Italia per la formazione e l’addestramento dei conduttori di macchine e attrezzature per il sollevamento di persone, materiali, macchine operatrici e macchine agricole. Nel 2010 è stato introdotto l’innovativo sistema di trasmissione EPD (Eco Power Drive) e, negli anni successivi, il controllo dinamico del carico (CDC) con il quale la ditta di San Defendente di Cervasca ha computo un altro passo avanti nel campo della sicurezza. Il tutto accompagnato dal progressivo e sempre più diffuso impiego di sistemi automatizzati e intelligenti che ha inciso in modo importante sui processi aziendali e produttivi.

Il resto è storia recente, con l’introduzione sul mercato, a fine 2021, dell’eWorker (nella foto sopra), il primo sollevatore full-electric prodotto in azienda, destinato a ridurre a zero l’impatto ambientale e pensato per migliorare in modo significativo manovrabilità, comfort e campi di applicazione, e l’avvio del piano industriale 2022-2025 che prevede nuovi prodotti e una fabbrica rivisitata nei processi produttivi e nella logistica per una produzione sempre più sostenibile.

Una serie pressoché interminabile di grandi progetti dalla forte carica innovativa nel campo della meccanica agricola e industriale, tutti concretizzatisi in una realtà che oggi coinvolge oltre 1.600 dipendenti ed esporta nel mondo intero il “Made in Cuneo”, e tutti riconducibili alla mente straordinaria di un imprenditore geniale e visionario, dalla curiosità innata e dalle eccezionali capacità tecniche.

 

LA FIDUCIA NEI GIOVANI

Una storia professionale di lunga data, quella di Amilcare Merlo, in cui non poteva mancare il doveroso riconoscimento della Laurea Honoris Causa in Ingegneria Meccanica conferitagli dal Politecnico di Torino il 24 novembre 2020, giorno del suo ottantaseiesimo compleanno.

E proprio in riferimento a questa avvenimento ci piace ricordare l’esortazione che il Cavaliere aveva voluto rivolgere ai giovani, sui quali aveva sempre puntato: «Osate tutto quello che è possibile perché chi non osa non riceverà mai nulla. Non fermatevi, cercate, siate curiosi, ma mettete anche in conto che sarà difficile, richiederà molto sacrificio. Non ci si può fermare alla prima sconfitta perché fermarsi in mezzo all’oceano sarebbe un disastro. Bisogna comunque arrivare dall’altra parte».

 

L’AZIENDA CONSIDERATA  UNA SORTA DI FAMIGLIA ALLARGATA E IL COSTANTE IMPEGNO PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO DELLA GRANDA

Sempre attento e rispettoso dei suoi collaboratori, considerava l’azienda una grande “famiglia”, e così è stato, consapevole di essere per tutti un punto di riferimento nonché esempio di dedizione e di passione per il proprio lavoro. Figura carismatica, sicuramente lascerà un’impronta significativa sul territorio, per il quale si è sempre prodigato contribuendo in maniera significativa a favorirne lo sviluppo e la crescita, come dimostra l’impegno profuso per la valorizzazione dell’Aeroporto di Cuneo Levaldigi, e in coloro che hanno avuto modo di conoscerlo.

Numerose le attestazioni di stima, non solo in qualità di brillante imprenditore ma anche di cittadino esemplare, come il premio “Sigillo d’oro” ricevuto nel 1996 e il Premio “Cuneese nel Mondo” nel 2015, entrambi promossi dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cuneo. Sempre nel 2015 è stato nominato cittadino onorario della città di Cuneo.

Lo Staff di Meccagri si associa alle condoglianze alla famiglia e all’Azienda per la grave perdita.

 

 
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