Laverda M 60, la prima mietitrebbia semovente italiana

Come eravamo 09/05/2013 -

La M 60 è il primo modello di mietitrebbia semovente realizzato dalla Laverda; prodotta a partire dal 1956, aveva queste caratteristiche:

  • barra di taglio da 1,98 metri, sollevamento meccanico della barra, aspo articolato a 5 spranghe;
  • battitore a 8 spranghe con larghezza di 600 millimetri e diametro di 540 millimetri, comandato a catena doppia e ingranaggi intercambiabili per variare la velocità;
  • 3 scuotipaglia larghi 700 millimetri e lunghi 2.000 millimetri, superficie di scuotitura 1,40 metri quadri;
  • gruppo di pulitura con ventilatore a 4 pale, vaglio superiore regolabile e inferiore a fori fissi intercambiabile;
  • brillatore esclusivo montato sulla coclea di alimentazione dell’elevatore;
  • gruppo di seconda ventilazione di serie con 4 vagli;
  • piattaforma di insaccaggio laterale bassa;
  • gruppo motopropulsore con motore Fiat Diesel 305 B 016 – 35 cavalli a 2.600 giri/1’, variatore continuo a cinghia trapezoidale, cambio a due velocità e riduttori sulle ruote a catena doppia protetta da carter in lamiera, ruote anteriori motrici e posteriori direttrici.

Produzione media 10-15 quintali/ora

Periodo di produzione 1956-1963

Esemplari prodotti n. 974

 

La M 60 venne presentata ufficialmente alla Fiera di Verona nella primavera del 1956. La sigla M 60, riprendendo la tradizione Laverda di denominare la produzione precedente con le iniziali della macchina (ML per mietilegatrice, VF per voltafieno, MF per motofalciatrice ecc.), dava anche un’immediata rappresentazione della potenzialità della macchina. Infatti 60 era la larghezza del battitore in centimetri e, in sostanza, configurava la capacità produttiva del modello.

La M 60 destò un grande interesse tanto che una nutrita pre-serie fu impiegata nella campagna di raccolta dello stesso anno. Era una macchina di concezione moderna e di dimensioni adatte alle caratteristiche dell’agricoltura italiana del tempo, fatta di aziende di piccole dimensioni con appezzamenti assai frazionati.

Presentata anche al Salone di Parigi, la M 60 fu subito richiesta dal mercato francese, vennero ben presto realizzate anche versioni per la raccolta del riso e del mais. La costruzione in serie di questa nuova tipologia di macchine comportò un notevole sforzo di adeguamento tecnologico. Ad esempio, fu approntato un reparto lavorazione lamiere, prima inesistente, e allestita un’idonea catena di montaggio.

 
Fonte: Piergiorgio Laverda, “Le Macchine Agricole Laverda”, Vicenza 2009.
Immagini: Archivio storico Pietro Laverda
 
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