Macchine agricole: quale futuro per l’export italiano che nel 2023 ha sfiorato gli 8 miliardi di euro?

Primo piano 27/06/2024 -
Macchine agricole: quale futuro per l’export italiano che nel 2023 ha sfiorato gli 8 miliardi di euro?

Nel 2023 l’agromeccanica nazionale ha confermato la propria vocazione all’export con un valore che sfiora gli 8 miliardi di euro, in crescita del 9,8% rispetto al 2022 e che si ottiene sommando ai 2 miliardi di euro ottenuti dalle trattrici (+17,1%) i 5 miliardi di euro delle macchine agricole (+7,4%) e i 997 milioni di euro di trattrici incomplete e ricambi per trattrici (+8,1%).

Non sono incluse pertanto  le esportazioni di componentistica e macchine per il giardinaggio e la cura del verde.

 

L’EXPORT COPRE CIRCA IL 70% DEL VALORE DELLA PRODUZIONE

L’export si conferma quindi il punto di forza dell’industria italiana della meccanica agricola, coprendo circa il 70% del valore della produzione che lo scorso anno ha raggiunto i 16,4 miliardi di euro, con una bilancia commerciale in attivo di 5,8 miliardi di euro.

Va precisato però che, come ha fatto presente la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio nel corso dell’Assemblea annuale tenutasi lo scorso 25 giugno a Palazzo Albergati a Zola Predosa (Bologna) (nella foto di apertura) – è stato l’aumento dei prezzi di listino, dovuto all’inflazione e al rincaro delle materie prime, a far lievitare il fatturato, dal momento che le quantità prodotte sono rimaste lievemente al di sotto della media degli ultimi anni,  mantenendosi tuttavia comunque elevate a conferma del ruolo svolto dalla meccanica agricola italiana come una delle realtà più importanti nel panorama internazionale.

Trattrici agricole - Esportazioni 2023

In particolare, per quanto riguarda l’export di trattrici, l’incremento del 17,1% in valore è stato accompagnato da un calo del 4,2% in unità, per un totale di 42.146 unità esportate. Un trend diversificato è stato registrato nell’UE 27 dove l’export è cresciuto in valore (+31,5%) e in numero (+9,4%) rispetto all’area extra UE, dove c’è stato un decremento dell’export in valore (-1,7%) e in numero (-21,2%).

Sempre il riferimento alle sole trattrici, la bilancia commerciale ha fatto registrare un saldo attivo di 1,355 milioni di  euro (+18,9%) contrapponendo al valore dell’export di 1,992 miliardi di euro quello di 637,2 milioni di euro dell’import.

Macchine agricole - Esportazioni 2023

Relativamente alle altre tipologie di macchine (nella tabella sopra), l’export ha fatto registrare un incremento in valore del 7,2% nell’UE 27 e del 7,7% nei Paesi extra UE.


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L’EUROPA SI CONSOLIDA COME MERCATO PRINCIPALE PER LE TECNOLOGIE MADE IN ITALY, SEGUITA DAGLI STATI UNITI

Macchine agricole - Esportazioni 2023

La geografia delle nostre esportazioni – ha spiegato Mariateresa Maschio – vede ancora una netta prevalenza dell’Europa (l’UE 27 assorbe il 63% delle trattrici made in Italy e un ulteriore 16% viene assorbito dall’Europa non comunitaria).

Per quanto riguarda le macchine agricole (nel grafico sopra), l’UE 27 assorbe il 51% della nostra produzione e gli altri Paesi europei un ulteriore 14%.

Seconda area di destinazione si conferma l’America, che rappresenta il 12% dell’export italiano di trattrici e il 22% dell’export di altre tipologie di mezzi.

Guardando ai singoli Paesi, il primo partner commerciale italiano per le trattrici è la Francia (344 milioni di euro in valore), seguito dalla Germania, dalla Turchia e dagli Stati Uniti.

Macchine agricole - Principali paesi di destinazione

Per le altre tipologie di macchine agricole, invece, sono gli Stati Uniti il primo mercato, seguiti da Francia, Germania e Regno Unito.

 

LE PROSPETTIVE A MEDIO TERMINE

Resta però da vedere se l’agromeccanica made in Italy sarà in grado di confermare negli anni a venire il proprio ruolo di prestigio nel panorama internazionale, a fronte anche delle criticità che sono emerse tanto nell’economia agricola quanto in quella industriale e che stanno avendo un impatto inevitabile sul mercato delle macchine agricole a livello globale.

Macchine agricole - Andamento dell'export

Il commercio mondiale di trattrici, ha evidenziato la presidente di FederUnacoma, è cresciuto negli ultimi 15 anni a una media del 4,7% annuo, e le previsioni per il quadriennio 2024-2027 indicano un incremento medio annuo del 4,9%,  mentre un andamento ancora migliore si registra per le altre tipologie di macchine e attrezzature agricole, cresciute ad una media del 5% annuo negli ultimi 15 anni e previste in crescita del 5,4% medio fino al 2027.

 

FATTORI CLIMATICI, CONFLITTI ARMATI E ASSETTI GEOPOLITICI, LE VARIABILI DA GESTIRE SONO SEMPRE PIÙ NUMEROSE E REPENTINE

Ma perché la previsione si realizzi occorre sperare che l’andamento meteorologico – sempre più imprevedibile negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici in atto – torni più favorevole, garantendo volumi di produzione e redditi agricoli che incoraggino gli investimenti.

Anche sul fronte industriale – è stato spiegato nel corso dell’Assemblea di FederUnacoma – variabili insidiose sono rappresentate dal costo delle materie prime e dell’energia, che potrebbero subire nuovi rincari ove mai il conflitto in Medioriente dovesse estendersi, e che rischiano di far crescere i prezzi dei macchinari favorendo quei Paesi che realizzano tecnologie a basso costo e che puntano a conquistare quote anche nei mercati occidentali.

Fattori sempre più influenti sono poi quelli rappresentati dagli assetti geopolitici – dalle sanzioni alla Russia, fino ai dazi per le importazioni introdotti da molti Paesi e alle politiche di difesa del prodotto nazionale da parte di potenze economiche emergenti come l’India e la Cina – che possono limitare l’export dell’industria italiana.

La geopolitica influenza anche le rotte commerciali e i costi della logistica – ha ricordato la presidente di FederUnacoma – se si pensa che gli attacchi sistematici che gli Houthi yemeniti effettuano contro le navi cargo in transito nello stretto Bab el-Mandeb e quindi nel canale di Suez (snodi cruciali nei collegamenti euro-asiatici) hanno già causato un crollo dei transiti (-65% a Bab el-Mandeb e -50% a Suez) costringendo le navi a rotte alternative, con costi dei noli che solo a maggio di quest’anno risultano più che raddoppiati rispetto al 2023.

 

NON SOLO RISCHI MA ANCHE OPPORTUNITÀ, SOPRATTUTTO NEL SUD-EST ASIATICO E NEI PAESI AFRICANI

Nel nuovo scenario non mancano tuttavia nuove opportunità di sviluppo per l’agromeccanica Made in Italy, come è stato sottolineato nel corso dell’Assemblea FederUnacoma. Mercati interessanti e relativamente accessibili anche per i produttori italiani potrebbero risultare i Paesi del Sud-est asiatico come Thailandia ed Indonesia, che sono equidistanti dai blocchi “politici” di Cina e USA, e Paesi africani che risultano in forte sviluppo come Nigeria, Kenya, Ghana e altri.

Un maggiore impulso alle attività nel continente africano, alle prese con un’importante transizione verso la modernizzazione delle economie agricole  – è stato peraltro ricordato – dovrebbe arrivare dal Piano Mattei, sul quale la Federazione potrà dare il proprio contributo in termini di analisi dei fabbisogni e di offerta tecnologica. Lo conferma il fatto che tra le principali priorità individuate, vi sono la gestione delle risorse idriche e lo sviluppo delle superfici coltivabili, dell’efficacia ed efficienza delle produzioni agricole tramite le eccellenze tecnologiche offerte dall’agritech made in Italy, leader indiscusso del settore a livello mondiale.

Tutto questo comporta però un investimento significativo in termini di servizi e di know-how specifico, non soltanto per le imprese del settore ma anche per le istituzioni che svolgono attività di supporto per il Made in Italy sui mercati esteri.

 

LA COMPETIZIONE SI GIOCHERÀ SUL PREZZO O SULLA QUALITÀ?

L’appeal delle tecnologie italiane sui nuovi mercati si lega, in ogni modo, allo standard qualitativo che si chiede all’agricoltura nei diversi Paesi. A questo proposito, come evidenziato dalla presidente di FederUnacoma nella sua relazione all’Assemblea, il modello di impresa agricola punta alla qualità delle produzioni e all’ecocompatibilità delle lavorazioni, il livello tecnologico delle macchine made in Italy potrà essere premiato.

Se viceversa i sistemi di produzione agricola dovessero continuare a marciare con differenti velocità, è presumibile che i mercati emergenti faticheranno a riconoscere il maggior valore aggiunto della nostra tecnologia, e la variabile prezzo continuerà a pesare a favore delle tecnologie di minore qualità.

Si tratta altresì di vedere quale sarà l’evoluzione di quel processo di regionalizzazione del commercio che fa seguito alla fase di globalizzazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni. Per quanto riguarda l’agromeccanica italiana – che ha già nel continente europeo l’area di maggiore esportazione – una fase di regionalizzazione dei mercati dovrebbe portare ad un rafforzamento della propria presenza continentale, possibile però a condizione che il mercato comunitario venga sostenuto con politiche pubbliche energetiche di lungo periodo.

 

APPELLO PER UNA POLITICA DI SOSTEGNO AL SETTORE PIÙ REATTIVA E FLESSIBILE

«Mai come in questo momento, mai come in questo scenario complesso e mutevole, il settore della meccanica agricola ha avuto bisogno di una politica lucida e lungimirante capace di rispondere in modo rapido alle sfide e alle emergenze – ha concluso la presidente Mariateresa Maschio –. Per prevenire i fattori critici e per cogliere le nuove opportunità occorre un sostegno sempre più forte da parte della politica e delle istituzioni, con programmi differenziati per l’accesso ai vari mercati esteri, e con strumenti d’intervento e di sostegno finanziario sempre più rapidi e flessibili».

 

 
© riproduzione riservata
Fonte immagini: FederUnacoma; fonte grafici e tabelle: “Macchine per l’agricoltura e la cura del verde – Andamento del settore 2023”, a cura dell’Ufficio Studi e Statistiche di FederUnacoma.
 

 

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