Psr agli agromeccanici: le istanze di Unima e Confai al Mipaaf e alle Regioni

News 27/07/2014 -
Psr agli agromeccanici: le istanze di Unima e Confai al Mipaaf e alle Regioni

Il Regolamento 1305 del 17 dicembre 2013 stabilisce che gli Stati membri possono concedere contributi alle imprese agromeccaniche per investimenti a beneficio delle aree rurali; nonostante alcune Regioni abbiano disatteso la norma, di portata innovativa rispetto al precedente regolamento,  altre hanno manifestato concreti segnali di apertura.

Il legislatore comunitario ha ben compreso la necessità di inserire gli agromeccanici nelle norme per lo sviluppo rurale al fine di favorire la diffusione delle nuove tecnologie a livello territoriale, non realizzabile attraverso i soli interventi presso le singole aziende agricole, il cui effetto assume un andamento puntiforme ed è incapace di agire sul sistema agricolo dello Stato membro.

Secondo il presidente di Unima, Silvano Ramadori, «è auspicabile che le Regioni, che non hanno ancora completato la stesura del Piano regionale di sviluppo rurale, scelgano di inserire le imprese agromeccaniche fra i beneficiari, per le attrezzature, i sistemi e le tecnologie di carattere più innovativo – come l’agricoltura di precisione, l’analisi del prodotto in campo e le tecniche di agricoltura conservativa e a basso impatto ambientale – che solo attraverso il contoterzismo possono contribuire ad un positivo sviluppo del sistema agricolo regionale e nazionale».

 

CONFAI: BENE LA REGIONE LOMBARDIA SUL PSR

 

«Ancora una volta Regione Lombardia ha mostrato di essere la più rapida nella formulazione del Programma di sviluppo rurale, licenziato dalla giunta di Palazzo Lombardia. Nell’attesa che anche la Commissione europea dia il via libera al Psr, ci auguriamo che sia il ministero a recepire le valutazioni dell’assessore Gianni Fava sul tema dell’innovazione e dell’apertura alle imprese agromeccaniche, assimilando l’orientamento comune dell’Ue, che vede nel contoterzismo agrario un volano della crescita».

Lo ha affermato Leonardo Bolis, presidente di Confai Lombardia, alla luce della delibera che ha approvato in via definitivo il Programma di sviluppo rurale regionale.

 

IL MIPAAF CAMBI LE NORME

 

«Auspichiamo che il governo modifichi, peraltro a costo zero, quelle norme che confinano in un ghetto gli imprenditori agromeccanici, dando così il via libera alle singole Regioni di prevedere la possibilità ai contoterizsti di partecipare a specifiche misure del Psr», ha dichiarato Bolis.

Per la Confederazione degli Agromeccanici e Agricoltori Italiani, in particolare, «le imprese di meccanizzazione agricola sono le uniche capaci di apportare uno sviluppo del settore, grazie all’innovazione tecnologica necessaria per la crescita dell’intero comparto, per una maggiore sicurezza degli operatori e una più opportuna economicità della gestione della meccanizzazione agricola».

È dunque opportuno, ha ribadito Sandro Cappellini, coordinatore nazionale di Confai, «inserire nei Programmi di sviluppo rurale una specifica sottomisura, al fine di favorire l’acquisto di trattrici e di macchine operatrici, impianti e attrezzature tecnologicamente avanzate anche a soggetti diversi dagli imprenditori agricoli. Questo consentirebbe di aumentare il rispetto ambientale e porterebbe ad una maggiore tutela delle risorse naturali, attraverso l’acquisto di macchinari per le lavorazioni ridotte, per la conservazione del suolo, la riduzione dell’erosione e la valorizzazione della sostanza organica e della fertilità naturale del terreno».

Inoltre, fra i benefici raggiungibili sostenendo le imprese agromeccaniche in un percorso di innovazione, devono essere inseriti «il miglioramento delle condizioni di lavoro e degli standard di sicurezza su un livello superiore a quello definito dalle norme vigenti, ma anche la riduzione dei costi di produzione con la contrazione dei costi di esercizio nell’uso delle macchine, compreso il risparmio energetico e il minor inquinamento ambientale».

 

Fonte: Unima e Confai

 

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