Rinvio revisione macchine agricole: le critiche di Confai

News 13/01/2014 -
Rinvio revisione macchine agricole: le critiche di Confai

«Sulla revisione delle macchine agricole, a differenza di altri utilizzatori, non siamo fra coloro che esultano, poiché siamo all’ennesimo rinvio, con il solito approccio schizofrenico e con una visione miope di un problema che va affrontato con una revisione del codice della strada e, contemporaneamente, con una modifica delle norme sulla sicurezza del lavoro». Il presidente di Confai, Leonardo Bolis, commenta con amarezza l’ennesima soluzione ponte che rischia di creare ancora una volta disparità all’interno della filiera agricola e che non affronta in termini costruttivi il tema della revisione. Con la modifica dell’articolo 111 del codice della strada, contenuta nel decreto Milleproroghe, è stata infatti rinviato di un anno l’avvio della revisione obbligatoria delle macchine agricole immatricolate prima del 1° gennaio 2009, che partirà così il 1° gennaio 2015.

OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI TRATTRICI COINVOLTE

«Come Confai, siamo stati i primi, fin dal 2009, a schierarci contro un provvedimento che equivale a una tassa mascherata e che genera solo burocrazia, senza alcun risvolto pratico in termini di sicurezza sulla circolazione e sul lavoro nei campi», prosegue Bolis. Secondo Confai, la revisione, coinvolgerebbe oltre 1,5 milioni di trattrici agricole, con un aggravio dei costi gestionali per il mondo agricolo di almeno 200 milioni di euro. «Un puro costo – afferma il coordinatore nazionale di Confai, Sandro Cappellini – perché risvolti positivi in termini di circolazione su strada o di sicurezza sul lavoro non se ne riscontrano. Inoltre, una revisione appare difficilmente controllabile, mancando per le macchine agricole un sistema d’iscrizione equivalente al Pra, il Pubblico registro automobilistico».

SI ACCENTUANO LE DISPARITÀ NELLA FILIERA

La proroga della revisione, insiste Confai, «più che una vittoria è un sintomo di incapacità di armonizzare le norme e individuare una strategia a lungo termine. Con l’aggravante che, attraverso una revisione forzata dei mezzi, qualcuno ritiene di poter incentivare il rinnovo del parco macchine, che in Italia brilla solo per obsolescenza».
Il rischio, aggiunge l’organizzazione degli agromeccanici e degli agricoltori italiani, è che si adottino ulteriori provvedimenti iniqui e discriminanti nei confronti degli agromeccanici, l’unica categoria ancora in grado di acquistare le trattrici più potenti e le attrezzature più moderne, sostenendo un mercato che vale in Italia 7,5 miliardi di euro. «Infatti,  qualcuno ha già proposto di utilizzare le risorse  che verranno messe a disposizione degli agricoltori  tramite i Programmi di Sviluppo Rurale per finanziare le spese derivanti dalla revisione – prosegue Cappellini – risorse alle quali, con l’attuale normativa, le imprese agromeccaniche non possono accedere».

IL PARERE POSITIVO DI CONFAGRICOLTURA

A favore del rinvio, ritenuto assolutamente necessario per permettere agli operatori del settore di adeguarsi agli importanti cambiamenti in vista, si è invece espressa Confagricoltura. «Le difficoltà amministrative e tecniche – ha spiegato Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – rendevano impossibile l’avvio del processo di revisione a partire dal primo gennaio 2014 per tutte le macchine immatricolate prima del 1° gennaio 2009. È stato quindi indispensabile un differimento dei termini di attuazione, anche per valutare accuratamente l’impatto che questa novità avrà sulle imprese agricole. Più volte avevamo chiesto ai ministeri competenti l’emanazione di un provvedimento specifico, finalizzato a posticipare di almeno sei mesi l’attuazione dei nuovi obblighi. E finalmente l’abbiamo ottenuto».

Fonte: Confai e Confagricoltura Mantova
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