Tribine, il futuro della trebbiatura?

Macchine 21/01/2013 -
Tribine, il futuro della trebbiatura?

All’Ag Connect Expo di Kansas City (Missouri), appuntamento di risonanza mondiale  per quel che riguarda  le ultime innovazioni nel campo della meccanizzazione agricola, farà il suo debutto Tribine (tribine.com), una macchina ancora a livello di prototipo e che pertanto necessita di una serie di aggiustamenti sulla base delle risultanze dei test di campo prima di poter entrare in produzione, ma che sta già facendo molto parlare di sé per l’assoluta novità che introduce nell’architettura della mietitrebbia. Per la prima volta, infatti, ad un un modello di mietitrebbia già in commercio viene abbinato un cassone cereali appositamente realizzato con una capacità di 1.000 bushel (oltre 35.000 litri) dando origine ad una raccoglitrice articolata in grado di trattare grossi quantitativi di prodotto. La componente innotiva di questa macchina non risiede dunque nella tecnologia di trebbiatura bensì nella capacità di movimentazione della granella.

«Tribine offre una valida risposta a tutte le principali tendenze in atto nell’agricoltura mondiale – afferma l’inventore Ben Dillon in un’intervista recentemente apparsa su “Farm Journal” –, vale a dire rese più elevate, appezzamenti sempre più vasti, costi crescenti  per quanto riguarda macchinari e personale, carenza di manodopera specializzata e progressiva adozione nelle aziende di criteri di traffico controllato».

Dillon è un agricoltore  semipensionato che coltiva mais e soia nel centro nord dello stato dell’Indiana. Possiede una laurea in Economia agraria rilasciata dall’Università di Purdue e, dopo aver esercitato altre attività,  è tornato ad occuparsi a tempo pieno di agricoltura per 15 anni prima di cedere in affitto i suoi terreni. Alle spalle della Tribine nella versione attuale, che costituisce la quarta generazione della macchina, ci sono 28 brevetti relativi alle tecnologie di raccolta conseguiti dal suo inventore a partire dal 1997.

«Dal momento che gli agricoltori sono proiettati ad ottenere dal mais rese più alte su superfici più ampie,  si rende necessario attraversare i campi il più rapidamente possibile riducendo al minimo il compattamento – sostiene Dillon –. La Tribine raggiunge questo obiettivo poiché può raccogliere mais con una testata a 12 file per un intero miglio (1,6 chilometri) senza fermarsi». A tal proposito viene fatto presente che l’autonomia di una mietitrebbia tradizionale con testata a 16 file è  inferiore al mezzo miglio e necessariamente, una volta percorsa questa distanza, il prodotto trebbiato dovrà essere scaricato.

Ad una mietitrebbia Claas della serie 700 azionata da un motore da 375-400 cavalli è stato abbinato un serbatoio granella costruito da Crust Buster, una ditta del Kansas,  La Tribine è pertanto in grado di ridurre sensibilmente i costi sia del carburante sia della manodopera,  in quanto si ha a che fare con una sola macchina ed un unico operatore, a fronte del tradizionale cantiere di raccolta che vede la presenza, su un percorso parallelo a quello della mietitrebbia, di un rimorchio per cereali trainato da un  trattore. La macchina è dotata di una coclea di scarico del diametro di 22 pollici (circa 560 millimetri) che può svuotare il cassone appositamente costruito alla velocità di  500 bushel al minuto (circa 294 litri al secondo). Occorrono quindi due minuti per scaricare l’intero cassone, con scarico assistito elettronicamente.

La struttura articolata prevede un assale posteriore pivottante che permette tra l’altro la cosiddetta sterzatura a granchio. Ciò significa che  il modulo frontale può continuare a seguire un percorso rettilineo mentre il cassone è libero di compiere una rotazione per  avvicinarsi al rimorchio dove verrà svuotata la granella. Il peso della Tribine è all’incirca lo stesso di una mietitrebbia convenzionale Claas serie 800 ma il compattamento è senz’altro inferiore non dovendo sommare il peso di trattore e rimorchio. Contribuisce a ridurre il compattamento anche la particolare struttura che permette di montare pneumatici di grandi dimensioni.

©  riproduzione riservata
Fonte immagini: tribine.com
 
 
 
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