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Unima e Confai danno vita al Coordinamento agromeccanici italiani

By at Novembre 6, 2013 | 14:45 | Print

Unima e Confai danno vita al Coordinamento agromeccanici italiani

Unima e Confai, le due associazioni che rappresentano le oltre diecimila imprese agromeccaniche professionali italiane, hanno deciso, a seguito delle trattative iniziate nella scorsa estate, di dare corso alla costituzione del Coordinamento Agromeccanici Italiani.
«È la nostra concreta risposta all’attuale grave congiuntura che sta caratterizzando l’agricoltura del Paese – dichiarano i presidenti di Unima, Silvano Ramadori e di Confai, Leonardo Bolis. Abbiamo inteso unire le forze per meglio soddisfare le esigenze del sistema primario e rispondere più professionalmente ai bisogni degli imprenditori. Intendiamo coordinare agricoltura e servizi con un’integrazione ed un coinvolgimento della base associativa, a testimonianza di una visione unitaria del settore primario».

 

L’INTESA CON ENAMA

 

«Unima e Confai – proseguono gli interessati – concordano nel rilevare come in Italia ci sia una costante contrazione dei piccoli e medi imprenditori e sempre più spesso, i produttori agricoli ricorrono ad un’agricoltura in outsourcing, ovvero fondata sul ricorso ai servizi agromeccanici specialistici. La nostra azione concertata e coordinata si svilupperà anche attraverso Enama, l’Ente Nazionale di Meccanizzazione Agricola: in quella sede il Coordinamento Agromeccanici Italiani potrà confrontarsi con le istituzioni e le associazioni agricole proponendo soluzioni razionali per il sistema produttivo agricolo».

 

OTTENERE L’ACCESSO DEI CONTOTERZISTI AI PSR

 

Il neonato Coordinamento Agromeccanici Italiani rafforzerà l’azione già condotta da entrambe le associazioni a livello nazionale e comunitario con l’obiettivo di vedere riconosciuto il diritto dei contoterzisti che operano in agricoltura quali protagonisti nei processi del sistema e quindi nelle risorse della politica agricola europea e, in particolare, alle misure per lo sviluppo rurale, anche attraverso un sistema integrato della filiera produttiva, azione finalizzata a rendere competitiva la nostra agricoltura in Europa. «Il comune intento – sottolineano Ramadori e Bolis – è quello di scongiurare il pericolo di ‘disimpegno’ dei fondi Ue destinati all’agricoltura italiana, che purtroppo numerose amministrazioni regionali riescono ad assegnare solo in parte ad agricoltori e coltivatori diretti», troppo spesso senza efficace strategia di sviluppo.
Si prevede inoltre un collaborativo rafforzamento dell’impegno delle due organizzazioni all’interno di Unicaa, il Centro di assistenza agricola, a cui si rivolge la quasi totalità delle imprese agromeccaniche, oltre che un’azione comune per la promozione di un’agricoltura sempre più ecosostenibile e tecnologicamente avanzata. Da qui la volontà comune di sviluppare, anche attraverso società di servizi, la formazione e la partecipazione ad eventi, fiere, manifestazioni e promozioni per diffondere la validità tecnica, economica e professionale della categoria.
Tra gli obiettivi dell’accordo si segnala inoltre la volontà delle due associazioni di uniformare la propria linea d’azione in materia di definizione del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dei dipendenti delle imprese agromeccaniche, a riprova del grande valore attribuito alle risorse umane e professionali impiegate nel comparto.

Fonte: Unima-Confai

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