Brasile: la mancanza di credito rallenta la corsa del trattore

Mercati 04/05/2023 -
Brasile: la mancanza di credito rallenta la corsa del trattore

Riuscirà Agrishow 2023, Fiera Internazionale di Tecnologia Agricola, la più grande del genere in America Latina e una delle più grandi al mondo, in scena dal 1° al 5 maggio a Ribeirão Preto nello stato di San Paolo, a ridare slancio al mercato brasiliano delle macchine agricole che, reduce da un brillante 2022, sta vivendo in questi mesi una fase di stallo?

Brasile Agrishow 2023

La risposta l’avremo a breve ma di certo le aspettative sono molto alte sia perché lo scorso anno Agrishow –  che in questa edizione 2023 vanta circa 800 aziende espositrici e un pubblico previsto di più di 150mila visitatori – ha prodotto in transazioni un business di oltre 10 miliardi di real, pari a oltre 2 miliardi di dollari, sia ancor più perché il Brasile si va affermando di anno in anno come uno dei maggiori fornitori mondiali di cibo.

 

LO SCORSO ANNO LE VENDITE DI MACCHINE AGRICOLE HANNO RAGGIUNTO QUOTA  67.385 UNITÀ, IN CRESCITA DEL 19,4 PER CENTO RISPETTO AL 2021

Tornando alle macchine agricole stando ai dati forniti da Anfavea, l’Associazione Nazionale Costruttori di Autoveicoli, nel 2022 le vendite hanno raggiunto le 67.385 unità, in crescita del 19,4% rispetto al 2021. Da tener presente però che questi  numeri provengono dalle indagini effettuate da un altro ente, la Federazione nazionale della distribuzione di veicoli automobilistici (Fenabrave), che pubblica le vendite mensili di macchine agricole.

«L’elevato numero di unità vendute è una dimostrazione del fatto che gli imprenditori continuano a modernizzare la loro flotta di macchine agricole e a mettere in sintonia l’agrobusiness brasiliano con le tecnologie più avanzate da impiegare in campo», ha affermato il presidente di Fenabrave, José Maurício Andreta Júnior.


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INCREMENTO ANCORA PIÙ RILEVANTE PER LE MACCHINE PER L’EDILIZIA

Ottime, per inciso, anche le performance delle macchine per le costruzioni a quota 37.783 unità, in crescita del 29,2% sul 2021. «Il settore delle macchine sta dimostrando il suo vigore anno dopo anno. Il macchinario agricolo era in crescita già da diverso tempo tempo, sulla scia dell’exploit della settore agroalimentare. L’anno scorso è stata la volta delle macchine stradali a battere i record storici, grazie al forte aumento degli investimenti in infrastrutture», ha fatto presente il presidente di Anfavea, Márcio de Lima Leite.

Un trend decisamente positivo ha caratterizzato lo scorso anno anche l’export, con 10.645 spedizioni di macchine agricole all’estero, il 7,6% in più rispetto al 2021, e 11.857 spedizioni di macchine per le costruzioni (+17,6%).

Se prendiamo in considerazione il solo mese di dicembre 2022 vediamo che sono state vendute poco più di 6.000 macchine agricole, con un incremento del 17% rispetto a novembre e del 5,6% rispetto al volume registrato nello stesso mese dell’anno precedente.

 

DOPO LA SVOLTA IN NEGATIVO DI GENNAIO E FEBBRAIO 2023, MARZO RIPORTA LA STABILITÀ MA LE CRITICITÀ PERMANGONO

Brasile Agrishow 2023

Ma ecco che con il passaggio al 2023 lo scenario ha subito un radicale cambiamento, con un drastico calo delle vendite del 30% nel mese di gennaio – il primo calo registrato dal comparto dal 2016 –, seguito da un ulteriore calo, del 22,3%, a febbraio, che ha portato le unità vendute nel primo bimestre dell’anno a 7.938 tra trattori gommati e mietitrebbie, con una flessione del 15,9% al confronto con il corrispondente periodo del 2022.

Anfavea, quasi a voler mettere le mani avanti, ha diffuso già nella prima decade di febbraio le stime di un calo delle vendite di macchine agricole nell’intero 2023 del 3,50% rispetto ai volumi registrati lo scorso anno, vale a dire 65.000 unità contro le 67.385 del 2022. Flessione che riguarda anche il settore delle macchine per le costruzioni, per le quali è stato stimato un fatturato di 36.000 unità, il 4,70% in meno rispetto al dato del 2022

E anche se i risultati del mese di marzo, resi noti da Anfavea proprio nel corso di Agrishow, ridanno un po’ di fiducia al settore – le 6.207 macchine agricole commercializzate a marzo (+32,4%) hanno fatto salire le vendite di trattori e mietitrebbie del primo trimestre a 14.145 unità, contro le 14.128 del 2022, con un incremento dello 0,1% – le criticità permangono. Due su tutte: gli alti tassi di interesse sulle linee di finanziamento private che si aggirano in media intorno al 16 annuo, e il ritardato lancio del nuovo Piano Safra, piano governativo a sostegno dei produttori agricoli.

 

GLI ALTI TASSI DI INTERESSE RIMANGONO UNO DEI PROBLEMI DELL’ECONOMIA BRASILIANA

Brasile Agrishow 2023

Come ha fatto presente il presidente della Camera delle macchine agricole dell’Associazione brasiliana di macchine e attrezzature (Abimaq), Pedro Estevão, gli agricoltori di solito accettano crediti prefissati per periodi da cinque a sei anni e vengono scoraggiati ad effettuare nuovi acquisti in caso di tassi di interesse ritenuti troppo elevati. Per quanto riguarda invece il Piano Safra, che concede ai produttori tassi di interesse più bassi, a detta di Estevão è diventato piccolo rispetto alle necessità. Basti dire che, lanciato nel luglio dello scorso anno, nel mese di ottobre aveva già esaurito le risorse e quando i fondi sono terminati le vendite di macchine sono diminuite vistosamente, come indicano le cifre.

 

IL PIANO SAFRA “TROPPO PICCOLO” PER COPRIRE LE RICHIESTE E GLI AGRICOLTORI PREFERISCONO ATTENDERE

Brasile Agrishow 2023

«Se non ci sarà alcun segnale dal governo nel breve termine, le nuove risorse dovrebbero essere disponibili solo all’inizio del secondo semestre – ha evidenziato Estevão –. A quel punto potremmo anche essere in grado di ripetere la performance della seconda metà dello scorso anno, ma ci sarà comunque stata una finestra di sei mesi senza investimenti in macchine agricole. Quantificare il corrispondente calo del mercato non è facile ma un 10% mi sembra del tutto  realistico».

Non è quindi la mancanza di risorse che dissuade l’agricoltore dall’investire in nuove macchine ma  la scelta di aspettare modalità di acquisto più favorevoli. «Nessun fondamentale economico è negativo – ha ribadito Estevão –. Semplicemente l’agricoltore è in attesa di una nuova politica pubblica perché non vuole  subire la frustrazione di aver acquistato una macchina a un tasso di interesse del 16% all’anno per sette anni,  e assistere di lì a poco  al varo di un piano governativo che prevede un tasso di interesse annuale del 12,5%».

 

FINANZIAMENTI INADEGUATI ALLA CRESCENTE RICHIESTA DI TECNOLOGIA

Brasile Agrishow 2023

Dello stesso avviso Francisco Matturro, presidente di Agrishow: «avevamo chiesto al governo di anticipare l’uscita del Piano Safra 2023/2024 prima dell’Agrishow, in modo da arrivare a quell’appuntamento con un orizzonte ben definito poiché prevedibilità è ciò di cui il settore agricolo ha bisogno, come del resto tutti i settori dell’economia. Lo scenario in cui gli imprenditori agricoli si trovano oggi ad operare genera invece una certa apprensione, dal momento che le risorse messe a disposizione per le linee di credito del Piano Safra sono arrivate ad esaurimento già lo scorso anno. In pratica sono durate meno di tre mesi».

»È evidente pertanto che c’è uno squilibrio tra l’aumento della produzione agricola in Brasile e le risorse messe a disposizione per il finanziamento del comparto – ha proseguito Mattutto –. L’agricoltura continua a crescere, così come la produttività, e cresce di pari passo la richiesta di tecnologia per la quale sono necessari investimenti ma non c’è correlazione tra questi due aspetti perché i finanziamenti sono sempre molto lontani dalle nostre reali esigenze».

Brasile Agrishow 2023

«Siamo comunque convinti che il ministro dell’Agricoltura, Carlos Fávaro, e il segretario alle politiche agricole, Neri Geller, guarderanno al nostro settore nel modo in cui deve essere guardato – ha concluso Matturro  –. Oggi noi [il settore agricolo] rappresentiamo il 27% del PIL del Brasile. L’anno scorso abbiamo esportato per un valore di ben 159 miliardi di dollari e abbiamo una bilancia commerciale all’attivo per 142 miliardi di dollari. Non mi sembra cosa da poco».

 

LE LINEE GUIDA DEL NUOVO PIANO SAFRA E LO SCHIERAMENTO DEGLI AGRICOLTORI NELLA POLARIZZAZIONE POLITICA LULA-BOLSONARO

Brasile Agrishow 2023

In effetti, se la buona redditività degli agricoltori non è in dubbio, le incertezze riguardano semmai quelle che saranno in generale le politiche agricole adottate dal governo di Luiz Inácio Lula da Silva, tornato per il suo terzo mandato alla guida di un paese diviso e dove il debito pubblico è arrivato a sfiorare l’80% del PIL.

Per ora Lula relativamente alle tematiche agricole ha dichiarato che il Piano Safra sarà lanciato entro la fine di maggio, con un mese di anticipo rispetto al passato e ha sottolineato l’impegno del suo Governo per un’economia verde e sostenibile, a basse emissioni di carbonio.  A sua volta il ministro dell’Agricoltura Carlos Fávaro ha difeso la creazione, attraverso il Piano Safra, di linee di credito rurale in dollari rivolte ai produttori medio-grandi, da soddisfare a tassi di interesse più bassi, lasciando spazio a maggiori sussidi per i piccoli agricoltori. A detta di Fávaro raccogliere fondi in dollari riduce il rischio dell’operazione, in quanto la variazione di cambio è zero e il tasso di interesse internazionale è più conveniente.

 

LINEE DI CREDITO RURALE IN DOLLARI, UNA OPPORTUNITÀ PER IL MONDO AGRICOLO?

Una linea di finanziamento rurale a tasso fisso in dollari per i produttori che hanno ricavi o contratti in dollari è stata annunciata anche dal BNDES, la Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale del Brasile.  «Si tratta di una misura molto interessante, soprattutto per il segmento delle macchine e delle attrezzature agricole, che necessita di termini di finanziamento più lunghi – ha commentato David Télio, specialista del credito e direttore commerciale di Terra Magna, Fintech brasiliana di credito rurale, intervistato da Canal Rural, multipiattaforma dedicata al settore agroalimentare –. Con un tasso fisso del 7,59%, una durata di 120 mesi e un termine di grazia di due anni è una condizione perfetta per l’acquisizione di macchinario agricolo che è fondamentale affinché i produttori possano migliorare il loro parco macchine e innalzarne il livello  tecnologico. L’accesso al credito è un aspetto cruciale per non interrompere questo sviluppo».

 

BOLSONARO ALL’AGRISHOW

Sta di fatto che la nuova compagine alla guida del Paese è nel “mirino” del mondo agricolo sia per la volontà ripetutamente manifestata da Lula di fare del Brasile un paese verde, leader nella lotta ai cambiamenti climatici, sia per la sua “vicinanza” al Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST) che proprio in questi mesi ha ripreso le occupazioni che, stando ai media brasiliani, non riguarderebbero solo terreni incolti ma anche appezzamenti produttivi.

Parla chiaro lo scompiglio generato dalla annunciata partecipazione all’Agrishow dell’ex presidente brasiliano Bolsonaro (peraltro accolto alla manifestazione nel giorno della sua apertura da un autentico bagno di folla, a sinistra nella foto sopra, con il governatore dello Stato di San Paolo, Tarcisio de Freitas) che ha indotto gli organizzatori di Agrishow ad annullare la cerimonia inaugurale, alla quale avrebbe dovuto presenziare il ministro dell’agricoltura Fávaro, e ha provocato il ritiro della sponsorizzazione della manifestazione da parte del Banco do Brasil, di proprietà statale.

 

DAI BUONI REDDITI DEGLI AGRICOLTORI UN’INIEZIONE DI FIDUCIA

Comunque sia, nonostante le previsioni di vendite al ribasso, che però andranno confermate o riviste a metà anno, e le problematiche legate al difficile accesso al credito, fa da sfondo ad Agrishow un clima di ottimismo legato proprio ai buoni redditi degli agricoltori reduci da tre annate particolarmente favorevoli e in vista di raccolti  record (l’export di mais potrebbe addirittura salire a 52 milioni di tonnellate e portare il Brasile a scavalcare gli Usa nella classifica globale), con prezzi molto interessanti.

Si fa interprete, tra gli altri, di questa atmosfera fiduciosa Eduardo Kerbauy (nella foto sopra), vicepresidente di New Holland per l’America Latina, secondo il quale la paura di una parte del comparto agroalimentare per le politiche del governo del presidente Lula dovrebbe diminuire nel tempo e non inciderà sulle vendite del settore, che non dovrebbero discostarsi molto come consuntivo finale dai risultati del 2022. Questo grazie anche alla parziale risoluzione della crisi dei componenti, che ha ridotto i tempi di attesa degli agricoltori per le nuove macchine, tant’è vero che attualmente buona parte dei modelli sono disponibili presso la rete dei concessionari pronti per la consegna e per gli altri l’attesa va da uno a quattro mesi.

 

LE BUONE PERFORMANCE DELL’EXPORT BRASILIANO DI MACCHINE AGRICOLE

Buone notizie arrivano anche dal programma Brazil Machinery Solutions Program (BMS), risultato di una partnership tra l’Associazione brasiliana dell’industria dei macchinari e delle attrezzature (ABIMAQ) e l’Agenzia brasiliana per la promozione del commercio e degli investimenti (ApexBrasil), volto a promuovere l’export di macchine agricole, che ad Agrishow 2023 ha organizzato un Round Internazionale di Attività commerciale mettendo in contatto una sessantina di produttori brasiliani di macchine e attrezzature agricole e 16 buyer, tra distributori, rappresentanti e importatori finali, provenienti da 11 Paesi di America Latina, USA, Africa ed Europa. L’aspettativa, ritenuta fattibile, è quella di raggiungere l’equivalente di 15 milioni di dollari in affari realizzati.

Secondo i dati BMS, nel 2022 le esportazioni brasiliane di macchine e attrezzature agricole hanno raggiunto 1,7 miliardi di dollari, il 33,6% in più rispetto all’anno precedente. Il Sud America, come si può immaginare, continua ad essere la principale area di destinazione, corrispondente al 58% del paniere export del segmento, per un totale di 1,02 miliardi di dollari volumi scambiati (+37% rispetto all’anno precedente).

Ma anche le altre regioni oggetto di attenzione nella Business Roundtable, come il Nord America, l’Africa e l’Europa, mostrano una crescita significativa. Nel 2022 le esportazioni verso il Nord America sono cresciute del 23% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 258 milioni di dollari, mentre l’Europa, con una crescita del 29%, ha totalizzato 157 milioni di dollari, seguita dall’Africa, dove le esportazioni brasiliane di macchinari e attrezzature agricole, a quota  139 milioni di dollari, sono aumentate del 45%.

 

UN TERRENO FERTILE PER IL MACCHINARIO DI PROVENIENZA ITALIANA

Non va però trascurato il fatto che il Brasile, è anche un buon acquirente di macchine agricole. Secondo le elaborazioni di Trade Data Monitor, su dati del ministero delle Finanze brasiliano, il Paese carioca nel 2022 ne ha importate  per 1,2 miliardi di euro, registrando un incremento del 69,15% rispetto all’anno precedente.

L’Italia occupa, per l’esattezza, il 6º posto in graduatoria dei Paesi che esportano macchine ed attrezzature agricole verso il Brasile e le opportunità che vengono offerte ai costruttori italiani non sono poche. La conferma è arrivata proprio in questi giorni dal direttore dell’ufficio ICE di San Paolo, Ferdinando Fiore, in occasione della sua visita al Padiglione Italia (nelle due foto sopra) all’interno di Agrishow. «Il mercato brasiliano delle macchine agricole conosce già da molto tempo il prodotto italiano e ne apprezza la qualità, pertanto, qualunque sia la scelta fatta (esportazione o produzione in Brasile), il know-how italiano è sempre valorizzato e richiesto in qualsiasi segmento», ha sottolineato Fiore, secondo il quale il potenziale per le esportazioni italiane si concentra su trattori, pezzi di ricambio e componenti.

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: Agrishow 2023, Case IH, FederUnacoma, New Holland Agriculture.
 

 

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