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Tonutti: l’azienda di Remanzacco torna nelle mani della famiglia che l’ha fondata

By at Giugno 4, 2017 | 16:28 | Print

Tonutti: l’azienda di Remanzacco torna nelle mani della famiglia che l’ha fondata

Dopo due anni di battaglie legali Carlo Tonutti (nella foto sotto), quarta generazione di una famiglia votata alla costruzione di attrezzi agricoli (dagli aratri a trazione meccanica al primo ranghinatore stellare, la cui invenzione si colloca negli anni Cinquanta), torna in possesso dell’azienda che porta il suo cognome (nella foto di apertura lo stabilimento di Remanzacco).

 

SI RICOSTITUISCE IL GRUPPO ORIGINARIO

Lo scorso 20 maggio l’imprenditore, che è stato in passato vicepresidente di Unacoma (oggi FederUnacoma) nonché capogruppo Industrie Meccaniche di Confindustria Udine,  ha avuto la meglio sugli altri due contendenti presenti alla gara ed è riuscito ad aggiudicarsi la Tonutti Wolagri e la Tonutti Usa.

Con la Tonutti Wolagri Limited di Perm (vale la pena di ricordare che la Tonutti è stata la prima azienda italiana costruttrice di macchine agricole ad avviare la produzione in Russia), per la quale era già stato fatto valere il dirito di prelazione, viene così a ricostituirsi l’originario gruppo di famiglia e si chiude il tormentato capitolo del fallimento successivo all’ingresso nella gestione Bgroup.

 

LA CESSIONE DEL 50 PER CENTO DELLE QUOTE SOCIETARIE A LUIGI BLASI

Ma vediamo di ripercorrere le principale tappe che hanno portato Carlo Tonutti a perdere, prima, e a riprendersi, poi, l’azienda. Tutto è iniziato sul finire del 2013 quando, a causa della non facile congiuntura economica, il fino ad allora fiorente gruppo friulano si era trovato in difficoltà finanziarie e, vista l’impossibilità di ottenere in tempi brevi da Friulia (la Finanziaria regionale) la cifra di 3 milioni di euro che era stata chiesta per controbilanciare le carenze di liquidità, aveva deciso di legarsi all’imprenditore tarantino Luigi Blasi, allora presidente di Progroup, attiva anch’esa nel settore delle macchine agricole e detentrice dei marchi Bargam, Projet, Oma, Rimeco, Agricom e Protek.

Con l’accordo stipulato in data 28 febbraio Carlo Tonutti cedeva a Blasi il 50 per cento delle quote societarie della Tonutti Wolagri spa per la cifra di 4 milioni di euro, con la prospettiva di unire e rafforzare la rete commerciale per una maggiore incisività nelle politiche di commercializzazione di prodotti e di gamme.

 

ASPETTATIVE DISATTESE

«Putroppo però subito dopo ci siamo accorti che la persona non era quella che pensavamo e che i suoi obiettivi non erano sviluppare le sinergie delle due aziende», ha raccontato Tonutti al “Messaggero Veneto”.

 

LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO E LA MESSA IN VENDITA DELLA TONUTTI WOLAGRI

Da qui l’uscita di Tonutti dalla società, la dichiarazione di fallimento della Tonutti Wolagri (con sentenza del Tribunale di Udine del 9 febbraio 2015), successiva allo stallo societario della stessa, e la concessione in affitto dell’azienda della società fallita a Ntw srl che aveva allora Bargam come socio unico e Luigi Blasi come socio di riferimento.

Si arriva così, con la scadenza del contratto di affitto, alla messa in vendita della Tonutti Wolagri e da quel momento i colpi di scena non si risparmiano.

 

UNA VICENDA A PUNTATE

La storica impresa di Remanzacco viene aggiudicata in prima battuta – per la cifra di 920 mila euro ­ – alla Zoomlion Tonutti srl, società derivante dall’allenza della famiglia Tonuttti con i cinesi di Zoomlion, ma Blasi, con un rilancio dell’ultimo minuto che porta l’offerta a sfiorare i 2,4 milioni di dollari, riesce a concludere l’affare.

Reca la data del 29 giugno 2016 il comunicato stampa con il quale si annuncia che «la Società Ntw srl nella persona di Luigi Blasi si è aggiudicata l’acquisto del 100% della Società Tonutti Wolagri».

Ma si tratta di una vittoria provvisoria. Il patron di Bgroup, anziché presentarsi entro i 30 giorni stabiliti dal notaio a firmare il rogito per sancire l’acquisizione, con una mossa a sorpresa presenta un esposto in tribunale contro l’aggiudicazione ­ per presunte irregolarità.

Il giudice però non la pensa così ritenendo che si tratti di un semplice vizio procedurale e , oltre a respingere il ricorso, ipotizza nella sentenza quale vero motivo dell’infondato reclamo l’incapacità economica della Ntw di tener fede agli impegni.

 

L’ASTA DEL 20 MAGGIO

La tappa successiva è l’asta del 20 maggio di quest’anno con la quale Carlo Tonutti, insieme ai figli Fulvio e Gianmaria, mettendo sul piatto 840 mila euro è ritornato in possesso dell’azienda.

 

RIPRESA DELLA PRODUZIONE PREVISTA A SETTEMBRE

Se le cose andranno come previsto la produzione dovrebbe ripartire ai primi di settembre. Ma non è tutto. «Rotto il matrimonio con la Zoomlion – fa sapere Tonutti – è stato già trovato un nuovo socio cinese che ci permette una copertura completa di questo importante mercato asiatico».

 

© Barbara Mengozzi

 

vedi anche:

Un altro colpo di scena nella tormentata vicenda della Tonutti Wolagri

Tonutti Wolagri: a Luigi Blasi (BGroup) il 100% della società

Fallimento Tonutti Wolagri, si apre uno spiraglio

Macchine agricole: Blasi e Tonutti danno vita ad un unico gruppo

 

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